24/07/11

Scarpa ecologica? Si grazie! Un progetto per Capannori.



CAPANNORI (Lucca), 21 luglio -  Circa il 20% del rifiuto indifferenziato prodotto a Capannori è costituito da scarpe. Un dato significativo sul quale il centro di Ricerca Rifiuti Zero del Comune, che da tempo ha avviato uno studio sui materiali presenti nei sacchetti del cosiddetto residuo, conferiti a Salanetti, insieme all'amministrazione comunale e al Ceseca intende lavorare per trovare soluzioni alternative alla  calzatura classica con lo studio di una scarpa ecologica.
Ne hanno parlato in un incontro svoltosi alcuni giorni fa nella sede del Ceseca di Segromigno in Monte l'assessore alle attività produttive, Maurizio Vellutini, Daniele Del Grande, direttore del Ceseca e Rossano Ercolini, coordinatore del Centro di Ricerca Rifiuti Zero del Comune di Capannori, presente insieme ad un altro membro del Centro, Luca Roggi.
“Capannori - spiega l'assessore alle attività produttive, Maurizio Vellutini -, sede di uno dei più importanti distretti calzaturieri,  potrebbe essere il Comune capofila di un nuovo progetto sperimentale per lo studio di una scarpa ecologica, una scarpa, cioè, facilmente riparabile e quindi riutilizzabile e prodotta con materiali e processi di lavorazione del tutto naturali ed eco compatibili. L'importante occasione per lo 'star up' di un progetto sperimentale è data dal Polo Tecnologico di Segromigno che sarà ultimato entro l'anno. Al suo interno infatti conviveranno i laboratori del Ceseca e l'attività del centro di ricerca rifiuti zero. Sono certo - prosegue Vellutini - che potrà nascerne una collaborazione proficua. Il momento potrebbe essere proprio quello giusto, poiché in Europa sta emergendo un filone produttivo di  calzature eco compatibili e la Comunità Europea, anche per cercare di favorire lo sviluppo di queste calzature a produzione locale, interverrà con finanziamenti 'ad hoc'. La produzione di scarpe ecologiche potrebbe essere una produzione di 'nicchia' in grado di favorire la nascita di nuove imprese del territorio sempre che, naturalmente, il prodotto sia sostenibile non solo dal punto di vista ambientale ma anche da quello economico creando così nuove opportunità di lavoro per i giovani”.
"Questa collaborazione tra il Ceseca e il Centro di Ricerca Rifiuti Zero del Comune -continua l'assessore Vellutini - interessa particolarmente all'amministrazione perché sarebbe un primo importante esempio di come per ridurre i rifiuti si possa intervenire a monte andando a incidere sul processo produttivo di uno dei nostri più importanti distretti, quello calzaturiero".
"Il nostro Comune, così come ha già fatto con la Strategia Rifiuti Zero, vuole essere tra i primi a far parte di questo nuovo modo di concepire i processi produttivi, una linea di pensiero di cui si parlerà nei prossimi giorni a San Diego, in California  in un  incontro internazionale della Crra la più importante associazione per il recupero e il riciclo degli Usa, alla quale è stato invitato a partecipare il nostro coordinatore del Centro Rifiuti Zero Rossano Ercolini”

Incontro nazionale Comuni Italiani a Rifiuti Zero.

Si terrà sabato 8 ottobre 2011 dalle ore 9.00 a Capannori l'Incontro Nazionale Comuni Italiani a Rifiuti Zero per sviluppare la strategia Rifiuti Zero ed in particolare per porre le basi di un'associazione e/o coordinamento nazionale del Comuni che hanno adottato la strategia Rifiuti Zero (ad oggi sono 43).

Sarà presente all'incontro il prof. Paul Connett, promotore nel mondo della strategia Rifiuti Zero.

Per contatti e informazioni :
Segreteria del Sindaco del Comune di Capannori
sindaco@comune.capannori.lu.it

Calatafimi-Segesta: Concorso "Io differenzio 2011"


Il concorso "Io differenzio 2011" è promosso dal Comune di Calatafimi Segesta e dalla sosietà di raccolta rifiuti AGESP in collaborazione con l'Ass. Rifiuti Zero Trapani. 
E' rivolto ai cittadini residenti del Comune di Calatafimi-Segesta proprietari di immobili e che hanno provveduto al pagamento della TARSU del 2010. 
Per partecipare occorre inviare materiale in cui si illustrano i metodi, i criteri, la tipologia di differenziazione dei rifiuti domestici. E' possibile inviarlo in diversi formati:

  • Foto formato digitale (max 10)
  • Video in formato digitale (max 5')
  • Documenti (max due pagine)

Allegare anche la copia del documento di riconoscimento dell'utente intestatario dell'immobile e copia della bolletta di pagamento della Tarsu 2010.

La giuria composta dai componenti dell'Osservatorio "Verso Rifiuti Zero" del Comune di Calatafimi-Segesta, l'Ass. all'Ambiente Francesco Gruppuso, il Presidente dell'Ass. Rifiuti Zero Patrizia Lo Sciuto e il geom. Pietro Daidone in rappresentanza dell'Agesp.
La giuria sceglierà in base alla corretta differenziazione del rifiuto (in particolare del multi materiale) e al miglior metodo/criterio di Raccolta Differenziata.

Il primo vincitore avrà come premio l'esenzione dal pagamento della Tarsu relativo all' anno 2010.

Termine di presentazione delle domande e del materiale 30 luglio 2011.

21/07/11

Replica al Sindaco di Trapani.


Trapani 21.07.2011
L'associazione Rifiuti Zero Trapani risponde alla nota diffusa alla stampa dal Sindaco Fazio e tiene a precisare che la stessa non ha contestato i dati forniti da Legambiente in occasione del riconoscimento di un premio importante quale "Comuni Ricicloni" ma ha espresso un ridimensionamento della notizia diffusa.
Il premio riguarda solo la raccolta di carta e cartone, una raccolta ristretta.
Il riconoscimento non può comunque nascondere la realtà: il Comune di Trapani è il primo comune della provincia in termini di conferimento in discarica di rifiuti indifferenziati e ultimo in percentuali di raccolta differenziata.
L'associazione Rifiuti Zero ha come obiettivo la salvaguardia dell'ambiente e non può accettare che la gestione dei rifiuti sia considerata solo in termini economici.
Se si valuta il danno ambientale generato dal conferimento in discarica dei rifiuti prodotti, i costi lieviteranno e saranno a carico delle generazioni future.
L'associazione Rifiuti Zero si augura che l'interesse del Comune di Trapani nella gestione dei rifiuti solidi urbani non continui ad essere puramente economico ma di tutela dell'ambiente e della salute dei cittadini.
Buone pratiche di gestione dei rifiuti quali il porta a porta capillare della raccolta differenziata, in una visione lungimirante, eviterebbero per la collettività un danno ambientale e di conseguenza economico non indifferente.
Associazione Rifiuti Zero Trapani

16/07/11

Trapani riciclona? I dati nascondono un'amara realtà.


Con i numeri non si può barare, ma bisogna darli giusti. Cosa significa la notizia che il Comune di Trapani è stato premiato nella manifestazione di Legambiente sui "Comuni Ricicloni" per aver registrato un incremento dell'8% rispetto all'anno scorso per la raccolta differenziata di carta e cartone?

Il dato sembrerebbe lusinghiero, ma purtroppo nasconde un'amara realtà!

Sì,  perché' il Comune di Trapani è, quanto a raccolta differenziata, l'ultimo nelle graduatoria dei 24 comuni della Provincia, e questo perché si ostina, pervicacemente, a non effettuare la differenziata porta a porta come avviene negli altri 23 comuni ed in tutto il Paese.

La realtà è che l’amministrazione di Trapani confida solo sull'Isola ecologica del Lungomare "Dante Alighieri" e, soprattutto, sulla buona volontà dei pochi  cittadini  che si sobbarcano l'onere di recarvisi per conferire rifiuti differenziati.

Sono piuttosto questi cittadini, dunque, gli unici veri destinatari del premio.

Perciò, paradossalmente, non è una buona notizia questo premio, se rafforzerà la convinzione del Sindaco di Trapani di lavorare bene in tema di gestione dei rifiuti, evitando di assumere quelle decisioni, come l'istituzione di un serio servizio porta a porta che faccia  recuperare alla nostra città il tempo perduto ed avvii un  serio percorso virtuoso per una corretta gestione dei rifiuti.

Associazione Rifiuti Zero Trapani


10/07/11

RAPPORTO RIFIUTI 2011 (su dati 2009) ISPRA: I RIFIUTI CALANO, CRESCE RD. AL PALO L’INCENERIMENTO.


Questi i dati salienti dalla pubblicazione del Rapporto Rifiuti Urbani 2011 ISPRA, Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale, avvenuta lo scorso 7 luglio.
Essi hanno come riferimento i dati 2009 per certi aspetti già superati dagli incrementi diffusi (soprattutto al sud) di raccolte differenziate porta a porta -pensiamo alle province di Salerno, Napoli, Palermo, Trapani (ma non nel comune capoluogo dove il sindaco fa da tappo alle buone pratiche).
Emerge chiaro il trend di DECRESCITA di circa 1, 3 rispetto ai dati 2007 (sono due anni che i rifiuti calano) e di 1,1 rispetto al 2008. La quantità assoluta si attesta su 32.1 tonnellate con un decremento di circa 500.000 tonnellate (come se due province della taglia simile a  Lucca e Parma avessero azzerato i loro rifiuti). La produzione pro-capite si attesta sulle 532 kg  sotto di 18 kg rispetto al 2006 quando la produzione pro-capite aveva raggiunto il culmine di 550 (gli italiani producono circa 273 kg a testa in meno dei danesi dove si incenerisce il 60% dei rifiuti!).
L’Emilia Romagna è la regione a più alta produzione con 666 scalzando in questo triste primato  la Toscana che va giù di ben 23kg (663 contro i 686)  rispetto al 2008. La Basilicata produce appena 382 kg pro.capite.
Buone le prestazioni del Friuli Venezia Giulia con 479 kg e del Veneto con 483.
Per quanto riguarda la RD essa cresce di ben 3 punti percentuali (33,6% rispetto al 30,6 del 2008 producendo circa 1 milione di tonnellate in più sottratte a smaltimento) e la parte del leone viene dal sud dove i materiali raccolti in RD sale del 29,4% alla faccia di chi dice che il sud non sarebbe pronto per la raccolta differenziata. A Napoli sale in un anno del 10% . In Campania si passa dal 19,9 del 2008 al 29,3 del 2009 (e non sono ancora contabilizzati gli incrementi ottenuti in province come Salerno dove il comune capoluogo ha fatto registrare oltre il 70% di RD nel 2010). Ma già nel 2009 province come AVELLINO E SALERNO raggiungono il 48% di RD ben nettamente sopra la media nazionale. Altre ottime notizie arrivano dalla Sardegna che in appena 5 anni è passata dal 9% al 42,5% con un balzo del 33% (con una provincia come MEDIO CAMPIDANO che “tocca” il 60,6% e con altre che superano abbondantemente il 50%.
Tra le province ben 26 superano il 50% di RD e 46 superano il 40% .
Il TOP della classifica vede TREVISO IN TESTA (846.000 abitanti) con il 69,2%  (con una produzione pro-capite molto bassa di 379 kg) seguito da ROVIGO (66,6%), NOVARA (63,2%), VICENZA (62,3 %), TRENTO (60,6% ) MEDIO CAMPIDANO (60,6%). A livello regionale è il nord a fare ancora da battistrada (con un’ottima performance del FVG che arriva al 49,9% con un + 19,5% in cinque anni) e con il Trentino Alto Adige (ma qui i rifiuti anche se di poco crescono) e il Veneto (dove invece i rifiuti continuano a decrescere) che arrivano a percentuali (rispettivamente) del 57,8 e del 57,5.
Buona la situazione di Torino dove in provincia si sfiora il 50% (49,9%) ed in tutto il Piemonte dove la RD continua a crescere (salendo di un un 1,4% attestandosi al 48,8%) e dove l’incenerimento supera di poco il 2%.
Pessima la situazione della LIGURIA dove le RD non decollano (arrivando ad uno scialbo 24,4%) in stridente contrasto con tutto il nord dove invece la RD continua crescere (Lombardia inclusa).

L’incenerimento degli RSU sostanzialmente (e nonostante calcoli resi difficoltosi dal convergere degli impianti considerati anche di altri flussi) rimane al palo. E’ vero che il suo contributo allo smaltimento sale di 1 punto percentuale salendo dall’11% al 12% (per effetto dell’attivazione del megainceneritore di ACERRA e i raddoppi degli impianti esistenti avvenuti in Emilia Romagna)  ma non progredisce nel numero di impianti che rimangono stoppati a 49. Anzi, se consideriamo che nel frattempo gli impianti in Toscana sono sotto di 2 rispetto agli 8 del 2008 (Pietrasanta sottosequestro e Castelnuovo Garfagnana chiuso, ma anche quello della Rufina è al momento chiuso) e che l’inceneritore di Messina è stato chiuso il numero degli inceneritori al 2011 scende a 45-46 rispetto ai 50 del 2005. Fu proprio nel 2005 che gli industriali del settore “proclamarono” la realizzazione di almeno 50 inceneritori oltre ai già esistenti (mentre dal 2003 il Ministro Matteoli dichiarava che al 2010 si sarebbe trattato negli inceneritori ben il 30% dei rifiuti italiani). IL DATO  CHE APPARE NEI NUMERI E’ CHE L’OFFENSIVA TRUFFALDINA DELLA “TERMOVALORIZZAZIONE” E’ STATA STOPPATA ( e sostanzialmente è passata solo in Lombardia dove si brucia oltre la metà dei rifiuti bruciata in tutta Italia e cioè oltre il 41% dei rifiuti di questa regione). Certo i movimenti e prima di tutto la NASCITA DELLA RETE NAZIONALE RIFIUTI ZERO (nata proprio nel dicembre 2004) hanno pesato. Cosi’ come ha pesato il diffondersi delle buone pratiche di RD e di riduzione anch’esse grandemente sospinte dalla Rete Italiana RZ.
In sintesi, si può affermare, che certo su questo processo positivo incide la “crisi dei consumi” legata alla crisi economica. Ma la crescita delle RD soprattutto in aree dove FORTE E’ STATA LA BATTAGLIA CONTRO GLI INCENERITORI come nel sud conferma LA FORZA DEL MOVIMENTO RIFIUTI ZERO ITALIANO che ha messo a segno importanti e perduranti successi confermati per esempio dal crescente numero di Comuni aderenti alla strategia rifiuti zero /attualmente 41 ma in continua crescita) . Certo rimane ancora molto da fare. In discarica ancora vi va circa il 40% ma si conferma che se si vuol davvero abbattere il quantitativo dei rifiuti che va in questa direzione la via più immediata ed ambientalmente auspicabile non è l’incenerimento che comunque necessita di siti di discarica MA E’ QUELLA DELLE BUONE PRATICHE DI RIDUZIONE E DI RD. Inoltre, occorre dire che la RD pur in buona crescita è ben sotto quel 65% da raggiungere secondo normativa entro il 2012.

CONCLUDENDO, SE QUESTO, TRACCIATO DAL RAPPORTO ISPRA (che comunque cerca di promuovere l’incenerimento affermando che esso non si porrebbe in contrasto con la RD ma è contraddetto in questo dal dato di BRESCIA dove la RD è al 40% diminuita di ben il 2% nel 2009), E’ UN BUON  PUNTO DI ARRIVO, PER TUTTI NOI DEVE RAPPRESENTARE ANCHE UN PUNTO DI PARTENZA PER RAGGIUNGERE TRAGUARDI IN GRADO DI FAR SALIRE LE NOSTRE COMUNITA’ SUL “TRENO” CHE PORTA NEL FUTURO.

Commento di Rossano Ercolini
Rete Italiana Rifiuti Zero
Zero Waste Italia
Centro Ricerca Rifiuti Zero del Comune di Capannori

08/07/11

Mostra convegno a Palermo: "Risorse semplicemente umane".

Si inaugura oggi a Pelermo alle ore 16.00 presso l'assessorato all'Ambiente sito all'ex convento dello Spirito Santo in via dello Spirito Santo, 37 la mostra "Risorse semplicemente umane- Giornata di riflessione sui rifiuti solidi urbani come risorsa" con il patrocinio dell'Assessorato all'Ambiente di Palermo e il supporto di Agenda 21, Ass. Libera, Ass. Rifiuti Zero Trapani, MAMI, Alberguerrilla e Guerrilla Gardener. La mostra, che espone le opere di Giorgio Geraci, si aprirà con un convegno dal titolo "Amore, risorsa semplicemente umana" con interventi di Daniela Thomas, Giorgio Geraci, Giovanni Giannone, Monica Garraffa, Marika Gallo, Jan Mariscalco, Giuseppe Ortisi, Dino Serra, Elisabetta Nappo e Umberto Di Maggio.

07/07/11

Bilancio del Comune di Trapani: il consiglio comunale sottovaluta la centralità delle politiche ambientali.



COMUNICATO STAMPA del 7.07.2011

In seguito alla recente approvazione del bilancio 2011 del Comune di Trapani, l’ass. Rifiuti Zero disapprova decisamente l'assenza di risorse economiche destinate alle politiche ambientali, e in particolare alla gestione sostenibile dei rifiuti.

L’ass. Rifiuti Zero Trapani sottolinea che un comune capoluogo di provincia, con percentuali al di sotto di quelle indicate dalla legge vigente, ha l’obbligo di organizzare la raccolta differenziata con sistemi efficienti, quali il porta a porta, per la tutela della qualità della vita dei cittadini e per le concrete prospettive di sviluppo del territorio.

Un’amministrazione che guarda al futuro - afferma l’ass. Rifiuti Zero Trapani - dovrebbe destinare risorse economiche verso programmi strategici quali la riduzione dei rifiuti e lo sviluppo delle aree ecologiche, sensibilizzare la popolazione attraverso progetti di educazione ambientale con il coinvolgimento dei partner istituzionali e delle scuole, orientare e promuovere le scelte dei cittadini verso il risparmio delle risorse naturali, il recupero e riciclo.

In un quadro generale difficile segnato da una complessa crisi finanziaria, tenendo anche conto di minori trasferimenti agli Enti Locali, diventa ancor più necessario riaffermare, pur in presenza delle evidenti difficoltà della finanza locale, il ruolo strategico di un comune capoluogo di provincia come Trapani per tutelare le condizioni di vita dei cittadini.

Anche se nel bilancio approvato è presente l'innalzamento degli sgravi a favore di coloro che si impegnano nella raccolta differenziata conferendo direttamente presso l'isola ecologica, l’assenza di risorse economiche destinate ad una vera programmazione di gestione sostenibile dei rifiuti evidenzia che il consiglio comunale non ha dato voce alle richieste di numerosi cittadini e continua a sottovalutare la centralità delle politiche ambientali e la loro relazione con uno sviluppo reale e strutturale del territorio.
 
Ass. Rifiuti Zero Trapani

Capannori, i bambini chiedono le figurine riciclabili.

Un altro ‘caso’ sollevato in collaborazione con il Centro Rifiuti Zero del Comune dopo quello delle capsule di caffè ‘usa e getta’. Capannori, dopo il caffè le figurine. Il ‘Centro Studi Rifiuti Zero’ del Comune di Capannori coordinato da Rossano Ercolini, dopo essersi interessato nei mesi scorsi delle capsule del caffè non riciclabili prodotte da una nota azienda italiana adesso si sta occupando di altri materiali non riciclabili, le figurine per bambini. Il caso è stato sollevato alla fine dell’anno scolastico dagli alunni della scuola primaria di Marlia che giocando con le figurine sugli animali prodotte dall’Editore Rizzardi hanno notato che queste sono realizzate in carta adesiva plastificata, così come in carta plastificata sono fatte le bustine che le contengono e quindi non possono essere riciclate come carta. Per cercare di risolvere il problema i bambini dall’animo ecologista insieme alla loro maestra e con la collaborazione del Centro di Ricerca Rifiuti Zero hanno preso carta e penna e hanno scritto all’ editore Rizzardi evidenziando il problema e chiedendo che le figurine vengano realizzate in carta riciclata. L’Editore Rizzardi ha prontamente risposto alla lettera sottolineando di essere ben consapevole del problema e di avere già avviato procedure e studi per rendere riciclabili tutti i materiali con cui vengono realizzate le figurine per bambini. L’azienda milanese ha fatto anche sapere che nel frattempo per ridurre l’impatto ambientale ha deciso di produrre le bustine e le figurine della collezione 2012 su carta certificata PEFC a salvaguardia delle foreste e che album è già realizzato in carta riciclata. “Si tratta di un ulteriore significativo tassello della strategia rifiuti zero entro il 2020 – dichiara il sindaco, Giorgio Del Ghingaro -. Oltre a lavorare per produrre meno rifiuti alla fonte ci stiamo impegnando, con l’importante apporto del Centro di Ricerca, per eliminare il cosiddetto rifiuto residuo, quello cioè che al momento non è riciclabile. Un nuovo percorso che sta dando buoni frutti e che sono certo porterà a risultati rilevanti”. Intanto proseguirà il contatto tra il Centro Rifiuti Zero di Capannori e la Rizzardi che collaboreranno per trovare soluzioni ecologiche. L’attività del Centro di Ricerca sta poi proseguendo la sua attività alla piattaforma di Salanetti per visionare e studiare il rifiuto ‘residuo’ in vista della stesura del primo Report annuale che il Centro di Ricerca sta predisponendo proprio su questo aspetto della propria attività. Alla fine di luglio, poi Rossano Ercolini è stato invitato a partecipare ad un incontro internazionale in programma a San Diego in Califorina, promosso da Accra, la più importante tra le associazioni delle imprese del riciclo in Usa per parlare dell’esperienza dello Zero Waste italiano ed anche dell’attività del Centro di Ricerca Rifiuti Zero di Capannori. Fonte: Capannori news.it