28/02/11

Marineo il primo comune della Sicilia che aderisce alla Strategia Rifiuti Zero.



Marineo (PA) è il primo Comune siciliano ad aver aderito alla Strategia Internazionale Zero Waste 2020. Dopo essere stato fra i primi comuni della Sicilia ad aderire al Patto dei Sindaci (Covenant of Majors) ed essere fra le prime municipalità siciliane in termini di alte rese percentuali di raccolta differenziata (superiori al 50%), raggiunte nell’arco di un anno, ancora una volta il piccolo centro della provincia di Palermo si conferma “antesignano” in modelli sostenibili di sviluppo ambientale ed energetici, rappresentando un esempio da seguire non solo a livello locale, ma anche regionale ed internazionale.
L’adesione alla Strategia Internazionale Rifiuti Zero a cui hanno aderito decine di città in varie parti del Mondo quali la California  (S. Francisco,  Oakland, Santa Cruz, Berkley, l’Australia (Camberra e la Regione sud-occidentale del Paese), della Nuova Zelanda, del Canada (Nuova Scozia, Columbia Britannica), la città di Buenos Aires, alcune città del Regno Unito, comporta atti concreti volti a scoraggiare l’incremento dei rifiuti ed il loro smaltimento in discarica e a favorire, oltre ad iniziative di generalizzata estensione della raccolta differenziata, anche la “responsabilità estesa dei produttori” con la quale coinvolgere il mondo produttivo nell’assunzione di “produzioni sempre più pulite”.
Prevista a Marineo l’istituzione di un osservatorio comunale, presieduto dal prof. Paul Connett, professore emerito di chimica ambientale all’Università St Lawrence di Canton, dello stato di New York, fautore della “Zero Waste Strategy”, che sarà in Sicilia il prossimo 6 maggio. Secondo Connett, la produzione dei rifiuti è un fattore che può essere governato con una politica che guarda alla sostenibilità e al consumo intelligente dei materiali. Per raggiungere l’obiettivo Rifiuti Zero, infatti, non basta che i cittadini facciano la raccolta differenziata, ma occorre anche usare prodotti fatti con materiali riutilizzabili e riciclabili al 100%.
Per questo motivo Marineo è impegnata fortemente nella “Campagna Nazionale porta la sporta” (16-23 aprile 2011) avente come obiettivo la riduzione dell’uso dei sacchetti di plastica a favore di modelli di consumo sostenibili come la sporta riutilizzabile. Con un’apposita ordinanza sindacale, già a dicembre 2010 il Comune dava l’avvio ad una grande azione di sensibilizzazione sul disuso dei sacchetti di plastica e promuoveva l’uso delle sporte come strumento di contrasto  al monouso. La Campagna contro “l’usa e getta”culminerà ad aprile con la distribuzione di sporte a tutti gli alunni delle scuole di Marineo. Le sporte sono state finanziate dalla Società Esco Alaimo di Favara, partner energetico del Comune di Marineo, con cui si stanno attuando diversi progetti nel settore delle energie rinnovabili e dello sviluppo sostenibile.
Marineo ha anche aderito alla “EU Sustainable Energy Week” (Settimana Europea della Sostenibilità energetica) dall’11 al 15 aprile 2011, con iniziative ed eventi in cui saranno coinvolte le nuove generazioni e con la collaborazione del Corpo Forestale e di associazioni locali. Il 6 maggio con il convegno Internazionale “Marineo verso Rifiuti Zero 2020”, a cui parteciperanno studiosi ed esperti nel settore delle politiche di sviluppo ecosostenibile, fra cui il prof. Connett, si studieranno nuove forme di sviluppo e modelli sperimentali con l’obiettivo “Zero Rifiuti”.
«In quest’ultimo anno - afferma il sindaco Franco Ribaudo - , l’esperienza del nostro Comune ha dimostrato che l’aumento dei rifiuti non è più un dato immodificabile, ma solo un fattore che può essere governato con il coraggio di una politica orientata alla sostenibilità e alla necessità di scelte coraggiose e concrete per un comune futuro possibile. Grazie alla grande partecipazione della cittadinanza, alla professionalità di chi gestisce il servizio, all’impegno politico in tante campagne di sensibilizzazione e promozione nelle scuole, esercizi commerciali e la cittadinanza tutta. Con la raccolta domiciliare abbiamo superato la quota di raccolta differenziata dell’50%, con una riduzione complessiva dei costi, una città più pulita, un miglioramento del decoro urbano. Infatti, a Marineo tutti i cassonetti sono stati rimossi: la riduzione delle tariffe alla cittadinanza ed una riduzione annua della produzione complessiva dei rifiuti ci fa essere orgogliosi del lavoro svolto. La politica è tale se riesce a maturare consapevolezza, se alimenta la partecipazione, se fa crescere la democrazia ed il protagonismo delle comunità. Il nostro obiettivo è quello di unire queste urgenze di partecipazione, all’urgenza di preservare il nostro ambiente, la nostra casa comune dal degrado e dall’insostenibilità è la prima missione di un buona amministrazione».
«Rifiuti Zero - afferma Carlo Greco, consulente per le politiche ambientali ed energetiche - non è un’utopia, ma un obiettivo essenziale per cercare di costruire una maggiore sostenibilità, cambiando anche le abitudini e i nostri stili di vita. Attraverso la delibera di adesione alla Strategia Zero Rifiuti, il Comune di Marineo si impegna a intraprendere il percorso verso il traguardo finale del 2020, stabilendo per il 2011 il superamento del 60% di raccolta differenziata, e per il 2012 il 65%”, combinando questi obiettivi con un impegno costante mirato alla riduzione totale della produzione dei rifiuti per il 2020».

Comunicato Stampa del Comune di Marineo (PA)

23/02/11

Bruxelles: Operatori del settore rifiuti spingono per il mercato libero in EU.

Da GAIA Europa
"La gestione dei rifiuti deve diventare un libero mercato, perché è ormai un settore di attività e non più un servizio di interesse generale" - così ha affermato lunedì scorso il nuovo presidente della Federazione Europea del settore dei rifiuti e dell'ambiente FEAD, Peter Kurth. "E' tempo di avere una concorrenza leale tra gli operatori pubblici e privati dei rifiuti perché il trattamento preferenziale accordato al settore pubblico sta impedendo l'innovazione e gli investimenti in impianti più moderni di trattamento dei rifiuti" - ha aggiunto Kurth. Questa mancanza di parità di condizioni può essere vista in Germania, dove le imprese private devono pagare l'IVA mentre quelle pubbliche sono esenti. Un prossimo Piano UE sull' IVA potrebbe risolvere il problema, dice il signor Kurth, ex capo della società tedesca di gestione dei rifiuti Alba. L'associazione di categoria vuole anche che la maggior parte dei fondi di coesione dell'UE sia messa a disposizione di partenariati pubblici-privati o interamente privati. Se i fondi vengono assegnati solo a progetti pubblici, l'industria del riciclo non si sviluppa abbastanza velocemente in Europa orientale per soddisfare l'obiettivo di riciclaggio dell'Unione europea del 50% entro il 2050, ha avvertito l'onorevole Kurth. "Saranno le imprese private che portano avanti il riciclaggio", ha detto. "La maggior parte dei comuni non sono abbastanza grandi per creare impianti di riciclaggio". FEAD recentemente ha sollevato la questione con Karl Falkenberg, direttore del dipartimento ambiente della Commissione europea. Kurth è stato eletto presidente di assemblea generale FEAD la scorsa settimana. La Federazione ha pubblicato una dichiarazione che individua quattro obiettivi strategici per i prossimi anni: il riorientamento dei fondi di coesione, leale e libera concorrenza per le imprese private, la promozione del riciclo e un impegno a elevati standard ambientali.

Approfondimenti:
Comunicato stampa FEAD
Dichiarazione di Bruxelles


22/02/11

MARINEO (PA): Primo comune in Sicilia ad aver aderito alla Strategia Internazionale Rifiuti Zero.


Il 18 febbraio 2011 il Comune di Marineo (PA) 6.814 abitanti con una determina del Sindaco ha aderito alla Strategia Internazionale Zero Waste 2020.

MARINEO PRIMO COMUNE IN SICILIA VERSO RIFIUTI ZERO!
BRINDIAMO!



COMUNI ITALIANI che hanno aderito alla strategia internazionale RIFIUTI ZERO 2020

CAPANNORI (Lucca)                 abitanti      46059
CARBONIA (Carbonia Iglesias)                   29827
AVIANO (Pordenone)                                     9252
GIFFONI SEI CASALI (Salerno)                   5272
VINCHIO (Asti)                                                677
COLORNO (Parma)                                        8979
SERAVEZZA (Lucca)                                   13449
CALCINAIA  (Pisa)                                      11396
MONSANO (Ancona)                                     3223
MONTIGNOSO (Massa Carrara)                  10553
LA SPEZIA                                                     95641
VICO PISANO (Pisa)                                       8417
SOMMA VESUVIANA (Napoli)                   35161
CORCHIANO (Viterbo)                                   3826
BOSCOREALE (Napoli)                               26939
MONTE SAN PIETRO (Bologna)                10.976
MAIORI (Salerno)                                            5649
COLLESANO* (Palermo)                                4254
FORTE DEI MARMI (Lucca)                          7760
SASSO MARCONI (Bologna)                       14719
MARINEO (Palermo)                                       6814 
PIETRASANTA (Lucca)                                24833


* Questo comune assumerà la delibera Rifiuti Zero nei prossimi giorni.

21/02/11

ALCAMO, APPELLO DEL SINDACO SCALA PER EVITARE L'ACCORPAMENTO DELL'ATO.

Trapani 20.02.2011

Raffaele Lombardo: "Valuteremo questa ed altre soluzioni delle società d'ambito virtuose. Non escluso un emendamento nella Finanziaria".
di Giuseppe Maniscalchi

Nel baratro dei debiti in cui affondano gli Ato in Sicilia, c'è qualche realtà che ha raggiunto traguardi importanti e può guardare i propri bilanci con soddisfazione. Di non avere problemi di liquidità per il pagamento dei fornitori, degli stipendi, oneri contributivi e fiscali. Parliamo dell'Ato Tp1, i cui risultati sono stati illustrato dall'Ing. Salvatore Alestra, già amministratore delegato di tale società che ha portati all'avanguardia, e oggi liquidatore per gli accorpamenti dell'Ato, l'altro ieri al presidente della Regione, Raffaele Lombardo nel corso della sua venuta ad Alcamo per inaugurare le isole ecologiche interrate. Ma anche l'Ato Tp1 "Terra dei Fenici" rischia di pagare per colpe non proprie. Per tante altre gestioni clientelari - fallimentari tanto che la "Regione - come ha detto lo stesso presidente - le ha portate a nove". Uno per ogni provincia. Contro questa ipotesi è stato molto chiaro il sindaco Giacomo Scala invitando il presidente a "mantenere gli Ato virtuosi e d'eccellenza". Lombardo si è dichiarato "disponibile a valutare tale possibilità inserendo un'emendamento nella Finanziaria e cercare di trovare le soluzioni". Ma allo stato attuale è difficle prevedere come andrà a finire. Intanto il direttore Alestra ha illustrato al presidente Lombardo e ai tanti sindaci e parlamentari intervenuti, tra i quali Baldo Gucciardi, Massimo Ferrara e il senatore Nino Papania, i progetti che l'Ato Tp1 sta portando avanti. Progetto per la discarica dei rifiuti non pericolosi da realizzarsi in contrada Borranea, Comune di Trapani, su area privata, già individuata. Progetto di un impianto di compostaggio nel Comune di Calatafimi-Segesta su un'area confiscata alla mafia. Progetto per un centro di raccolta su un'area comunale a Calatafimi-Segesta. E uno analogo a Buseto Palizzolo.
Sempre a Buseto un impianto di selezione della frazione secca su un'area per la quale è già stata avviata la procedura di esproprio. "Attualmente - dice Alestra - la società non dispone di impianti propri per questo motivo una volta avviato il servizio ha proposto agli enti i progetti che possono determinare una propria autonomia impiantistica ed una economia sul costo fornito". In questo modo potrebbe anche ridurre la tassa sui rifiuti. In rispetto poi della trasparenza l'Ato TP1 ha affidato i servizi di gestione integrata dei rifiuti e di gestione della Tarsu e della Tia mediante gara di evidenza pubblica e aderito al protocollo di legalità " Carlo Alberto Dalla Chiesa" per evitare infiltrazioni mafiose.

IL SERVIZIO DELL'ATO TP1 IN 11 COMUNI DELLA PROVINCIA DI TRAPANI.
   
Sono 11 i Comuni, per un totale di 225 mila, quelli che fanno parte dell'Ato Tp1. Sono Buseto Palizzolo, Erice, Custonaci, Paceco, Valederice, Alcamo, Calatafimi-Segesta, Castellammare, San Vito Lo Capo, Marsala e Favignana. Raggiunti diversi obiettivi. Il "porta a porta" ha permesso nel 2010 una media di raccolta differenziata intorno al 40 per cento. Oltre cionquanta per cento per Alcamo e quasi sessanta a Calatafimi. Il Costo complessivo di tutti i servizi (pulizia, raccolta, diserbatura etc.) per il 2010 è stato pari a 152 euro per abitante così ripartito. Costo spazzamento, diserbatura, pulizia caditoie, cimiteri etc: 22 €. Costo di raccolta e gestione CCR: 80€. Costo conferimenti impianto: 50€. Ad Alcamo c'è soddisfazione per il servizio di pulizia gestito dall'Aimeri Ambiente che si è aggiudicata l'appalto bandito dall'Ato Tp1. Sempre ad Alcamo la tassa sui rifiuti è la più bassa della Sicilia: 1,57 al metro quadrato. E da venerdì scorso funzionano a pieno regime le 11 isole ecologiche interrate che consentiranno di aumentare la raccolta differenziata. Attraverso un bancomat recapitato alle famiglie dal Comune si possono utilizzare le isole ecologiche il cui conferimento comporta sgravi sulla tassa. "Con il contributo di ciascuno di noi - dice il sindaco Giacomo Scala - la città già è diventata un esempio e una guida per il territorio. Ringrazio i cittadini per l'entusiasmo e la collaborazione del progetto "Alcamo differente".

Fonte: Giornale di Sicilia

20/02/11

Lucca: resoconto workshop Rifiuti Zero e Volontariato del 19.02.2011


Il workshop “Rifiuti Zero e Volontariato”, tenutosi a Lucca lo scorso sabato 19 febbraio nel contesto del salone nazionale del volontariato “Villaggio Solidale”, ha rappresentato una tappa importante nel percorso di impegno per una gestione sostenibile dei rifiuti che vede uniti i soggetti promotori dell’iniziativa: Anpas, Centro Ricerca Rifiuti Zero del Comune di Capannori, Fondazione Volontariato e Partecipazione. Significativa la varietà delle adesioni e dei contributi raccolti, che esprime le potenzialità di una rete di attori complessa che potrebbe essere prossimamente implementata. Hanno infatti partecipato attivamente al seminario rappresentanti di enti locali, del volontariato tradizionale e dell’attivismo legato alla strategia Rifiuti Zero, della ricerca e dell’impresa. La provenienza dei relatori, giunti dal Fruili Venezia Giulia alla Sicilia, passando per Toscana, Emilia Romagna, Campania, Basilicata, ha inoltre permesso di ricomporre un quadro interessante di ciò che si muove intorno ai rifiuti sul territorio nazionale. Riccardo Pensa della Fondazione Volontariato e Partecipazione ha aperto i lavori sottolineando l’originalità dell’approdo alla strategia Rifiuti Zero avvenuto nel contesto di un lavoro di approfondimento su un modello di protezione civile partecipata e sostenibile promosso dall’ente di ricerca nel 2010. Per il 2011, la Fondazione presenta un piano di attività che, oltre a promuovere il coinvolgimento del volontariato nella gestione virtuosa dei rifiuti, prevede lo sviluppo di una ricerca sociologica sulla governance dei conflitti socio-ambientali. Concetta Mattia e Carmine Lizza di Anpas hanno aggiornato la platea sulle azioni che l’associazione intende promuovere dopo aver aderito a novembre 2010 alla strategia Rifiuti Zero. In particolare, nell’ottica di sviluppare l’impegno dei volontari oltre la gestione dell’emergenza, per sostenere la prevenzione dei rischi e la sostenibilità degli stili di vita, la Protezione Civile della Pubbliche Assistenze a livello nazionale si doterà a breve di un Settore tecnico-divulgativo che lavorerà con determinazione alla diffusone della strategia Rifiuti Zero e al più ampio ambito della tutela e valorizzazione dei Beni Comuni. È stata quindi la volta di Patrizia Lo Sciuto della Rete Zero Waste Italia, che ha illustrato ai presenti la mappa mondiale delle pratiche riconducibili a Rifiuti Zero. A tale riguardo, interessante è stato il contributo offerto da Jessica Sabatini dell’impresa brasiliana Novociclo, attiva nel business della raccolta differenziata. L’azienda, particolarmente sensibile alla promozione della sostenibilità nel settore dei rifiuti, promuove per ottobre 2011 a Florianopolis in Brasile il Meeting Mondiale dei Giovani Zero Waste. Il workshop è proseguito con gli interventi di Alessio Ciacci, Assessore all’ambiente del Comune di Capannori (Lu) e Valentino Fiorillo, Assessore all’ambiente del Comune di Maiori (Sa). Entrambi hanno raccontato la propria esperienza di amministratori in comuni che hanno adottato una delibera Rifiuti Zero, soffermandosi sul repertorio di azioni che, oltre la raccolta porta a porta, spingono verso il raggiungimento dell’obiettivo dell’azzeramento dei rifiuti: dalla distribuzione alle famiglie con neonati dei pannolini lavabili, alla campagna per gli esercizi commerciali a rifiuti zero, ecc. Rossano Ercolini, del Centro Ricerca Rifiuti Zero del Comune di Capannori, dopo aver richiamato i “10 passi verso Rifiuti Zero” ideati dal prof. Poul Connett, ha ribadito la concretezza della strategia riportando il lavoro svolto dal centro da lui coordinato che si concentra sulle possibilità di riduzione del rifiuto residuo. In particolare, Ercolini ha fatto riferimento alla recente iniziativa promossa verso la Lavazza per una progettazione di cialde del caffè riciclabili. Sono quindi intervenuti dalla platea esponenti di importanti associazioni del volontariato italiano: Franco Bagnarol del Movi, Franco Di Giangirolamo di Auser, Fabio Mangani di Prociv Arci, Giuseppe De Stefano del Csv di Napoli. Tutti hanno riconosciuto l’elemento di innovazione che contraddistingue la strategia Rifiuti Zero e l’interesse che tale azione può avere per un volontariato attento al rinnovamento del proprio ruolo nella società e che si propone come attore del cambiamento.
I lavori si sono conclusi con la proposta, lanciata da Riccardo Pensa e Rossano Ercolini, di stringere i rapporti fra gli intervenuti al workshop per verificare la possibilità di attivare un tavolo di coordinamento fra quanti interessati ad impegnarsi nella diffusione della strategia Rifiuti Zero. Una delle prime iniziative da promuovere potrebbe riguardare la formazione di un gruppo di esperti in grado di rispondere alle sempre più numerose richieste di approfondimento sulla strategia Rifiuti Zero che provengono da diverse realtà diffuse sul territorio nazionale. 


Rossano Ercolini, Carmine Lizza, Jessica Sabatini, Valentino Fiorillo, Patrizia Lo Sciuto, 
Riccardo Pensa, Caludio Tamburini e Concetta Mattia.

Capannori: obiettivo "Rifiuti Zero" è sempre più vicino.

CAPANNORI (Lucca), 19 febbraio - Aumento del 30% della raccolta di apparecchiature elettriche attraverso le isole ecologiche di Salanetti e Colle di Compito, crescita del 15% della raccolta degli olii da cucina e riduzione di 70 tonnellate di rifiuti indifferenziati mandati a smaltimento (- 1%).
Sono tra i  dati  più rilevanti  che emergono dal resoconto dell'andamento della raccolta porta a porta nel 2010 che Ascit ha trasmesso al Comune. Più nel complesso da sottolineare che la percentuale di raccolta differenziata totale è aumentata, passando dal  71,4% del 2009 al 71,8% del 2010, sebbene essendo ormai entrata a regime su tutto il territorio, non possa più far registrare i grandi aumenti coincidenti con le progressive estensioni del sistema di raccolta sul territorio.
"C'è  comunque da ricordare - spiega l'assessore all'ambiente, Alessio Ciacci - che grazie alle iniziative di incentivo al compostaggio domestico, la Regione Toscana ci ha certificato l'81,4% di raccolta differenziata che dunque aumenterà con la certificazione del 2010 attesa il prossimo settembre. Siamo davvero soddisfatti perché l'obiettivo Rifiuti Zero è sempre più vicino, da sottolineare  in particolare l'aumento della sensibilità dei nostri cittadini nella differenziazione di alcuni materiali come, ad esempio, gli olii usati in cucina, che se non smaltiti correttamente sono fonte di inquinamento per l'acqua e i terreni e che invece se recuperati possono diventare risorsa venendo  trasformati in biodisel".
Analizzando più nel dettaglio i dati emerge che  è aumentata anche la  raccolta di pile alcaline esaurite , che passano dai 3.480 kg del 2009 ai 4.790 del 2010 facendo segnare un + 37,64%.
Forte, inoltre, anche per schermi e televisori, che passano dai 35.821 kg del 2009 ai 56.050  kg del 2010  (+47%) e per frigoriferi e climatizzatori (+ 5,33%). Trend in crescita anche per toner e cartucce esaurite (+32,18%) e per il vetro di provenienza urbana (+42,40%). Aumenta, seppure in maniera minore, la frazione organica ( + 9,24%) e la raccolta di carta e cartone (+ 2.47%), mentre il multimateriale fa segnare un + 2,84%. Balzo in avanti, infine anche per il legno da imballaggi che passa  dai  203.180 kg del 2009 ai 266.140 kg del 2010 con un + 30,99%. Buone notizie anche sul fronte dei rifiuti speciali: cresce infatti la raccolta differenziata degli inerti provenienti da demolizioni urbane (+ 23,74%).
Fonte: Lo Schermo.it

16/02/11

Europa: concordati criteri "Ecolabel".



Un comitato degli Stati membri ha adottato criteri per modificare il marchio di qualità ecologica per i detersivi per piatti, detergenti multiuso e lubrificanti. Le norme stabilite sono più severe per i prodotti chimici.

I prodotti contrassegnati con il marchio di qualità ecologica in tutte e tre le categorie non possono contenere tutte le sostanze estremamente problematiche (SVHC). Gli Stati membri inoltre hanno deciso di vietare nuove sostanze, come il Diazolidinyl, conservante nei detergenti per piatti.

Per i detergenti multiuso, il campo di applicazione è stato ampliato per includere i prodotti pronti per l'uso, che non hanno bisogno di essere diluiti con acqua. Ma tali prodotti avranno bisogno di un sistema di ricarica in atto al fine di evitare imballaggi in eccesso. Nuove categorie sono state aggiunte al campo di applicazione del marchio di qualità ecologica per i lubrificanti, compresi gli oli per ingranaggi industriali e marini.

La commissione ha mantenuto una deroga che permetterebbe tensioattivi che sono molto tossiche per la vita acquatica in concentrazione inferiore al 25% nel prodotto finale. Ha inoltre concordato di fare riferimento a "nanoforme"invece di "nanomateriali" che, secondo il gruppo ambientale EEB, si rischierebbe di cadere in diverse interpretazioni da parte degli Stati membri.

Approfondimenti:

Documento della Commissione  su detergenti per piatti e detergenti multiuso (vedere dossier finale), Vedi anche EEB e il documento finale di BEUC.

GAIA Europe

14/02/11

Lucca: workshop Rifiuti Zero e Volontariato


La Fondazione Volontariato e Partecipazione, l'Associazione Nazionale Pubbliche
Assistenze (Anpas) e il Centro Ricerca Rifiuti Zero del Comune di Capannori (LU) organizzano sabato 19 febbraio 2011 dalle ore 9 alle 13  presso il Polo Fieristico area ex Bertolli di Lucca, all’interno del Salone nazionale del volontariato “Villaggio Solidale”, il workshop "Rifiuti Zero e Volontariato".

Dopo l’adesione di Anpas Campania e di Anpas nazionale alla strategia Rifiuti Zero (sollecitata dal seminario “Energia, rifiuti, protezione civile. Dall'emergenza alla partecipazione” organizzato dalla Fondazione Volontariato e Partecipazione nell’Ottobre 2010), si è aperto un interessante dibattito sui rapporti tra la gestione eco-compatibile dei rifiuti ed il volontariato. Il Workshop intende rendere visibile questo dibattito, offrendo stimoli di riflessione su quale ruolo può svolgere il volontariato nel contesto della strategia Rifiuti Zero. 

Interventi: 

Riccardo Pensa – Fondazione Volontariato e Partecipazione
Concetta Mattia – Anpas Campania
Patrizia Lo Sciuto – Zero Waste Italia
Alessio Ciacci – Assessore all’ Ambiente del Comune di Capannori
Valentino Fiorillo – Assessore all’Ambiente del Comune di Maiori
Carmine Lizza – Anpas
Rossano Ercolini – Centro Ricerca Rifiuti Zero del Comune di Capannori

Contributi: 

Franco Bagnarol – Movi
Giuseppe De Stefano – Confederazione delle Misericordie d’Italia
Franco Di Giangirolamo – Auser
Fabio Mangani – Prociv Arci
Jessica Sabatini – Novociclo, Brasile

04/02/11

Comunicato Stampa dell'Ass. Rifiuti Zero Trapani in seguito alla seduta straordinaria e aperta del consiglio comunale.

COMUNICATO STAMPA del 4.02.2011

L'ass. Rifiuti Zero Trapani ha partecipato ieri alla seduta del consiglio comunale straordinario e aperto ai cittadini sul tema della raccolta differenziata in città.
L'ass. Rifiuti Zero Trapani, rappresentata da Patrizia Lo Sciuto, ha ribadito l'importanza di iniziare da subito un percorso di sostenibilità in materia di rifiuti a Trapani, città capoluogo di provincia. Anche se sono stati fatti degli sforzi da parte dell'amministrazione comunale nella gestione dei rifiuti – dichiara Patrizia Lo Sciuto nel suo intervento - sono da considerarsi assolutamente insufficienti.
La città di Trapani dispone di tutti gli elementi per iniziare un percorso virtuoso in una prospettiva a lungo termine. L'impianto di contrada Belvedere, l'isola ecologica, la società di raccolta rifiuti e la discarica sono di proprietà comunale e potrebbero garantire un vero cambiamento con l'avvio del porta a porta della raccolta differenziata in tutto il territorio comunale. Come potrà superare percentuali attualmente irrisorie - oggi Trapani ha il 15 % di raccolta differenziata - con un sistema non adeguato come quello della raccolta stradale delle campane affiancato ad un' isola ecologica e raggiungere il 65 % imposto dalla legge vigente? L'amministrazione comunale oggi preferisce far pagare la multa a tutti i cittadini per il non raggiungimento dei valori, circa 75.000 € per l'anno 2010, e continuare a riempire la discarica di Borranea con una media di circa 300.000 tonnellate all'anno di rifiuti indifferenziati.
Avviare la raccolta differenziata porta a porta ha di sicuro dei costi  – ha affermato Patrizia Lo Sciuto – ma l’avvio al riciclo diventa sempre un fattore di risparmio piuttosto che il conferimento in discarica grazie ai ricavi, che vanno valutati a lungo termine, ottenuti dai consorzi di imballaggio per il conferimento nelle piattaforme e al trattamento degli scarti organici con tariffe vantaggiose per il compostaggio. L'impianto di Belvedere potrebbe essere integrato in impianto di compostaggio e trattare la parte umida raccolta separatamente invece di metterla in discarica, con notevoli spese di gestione del percolato che nell'ultimo bilancio comunale ammontano, per la discarica di Belvedere, a 300.000€. L'avvio alla raccolta differenziata porta a porta è valutato dall'amministrazione del Comune di Trapani con una visione algebrica e non ambientale, culturale, occupazionale e sociale. Senza considerare  anche i rischi per la salute dei cittadini per le conseguenze di una cattiva gestione dei rifiuti. L'ass. Rifiuti Zero Trapani ha dato disponibilità all'amministrazione per collaborare con l'assessore all'ambiente Diego Di Discordia e programmare da subito possibili prospettive, come la raccolta della frazione organica nel territorio comunale. Patrizia Lo Sciuto ha concluso il suo intervento affermando che, se Trapani vuole essere all'altezza di una città come San Francisco, dove come sappiamo ci sarà nel 2013 la 34a America's Cup, dovrebbe avere un sistema di gestione dei rifiuti all'altezza di San Francisco dove, con 750.000 abitanti, oggi ha raggiunto il 72% di raccolta differenziata.


Ass. Rifiuti Zero Trapani
Via Clemente 10/a
91016 Erice-Casa Santa (Trapani)
Mobile +39 339 3104845
http://rifiutizerotrapani.blogspot.com
Facebook: Rifiuti Zero Trapani




02/02/11

Progetto “Rifiuti Zero”, Anpas Sicilia parte da Paternò.

Promuovere porta a porta la raccolta differenziata. E’ la nuova mission di Anpas Sicilia attraverso A.P.A.S. Paternò, che ha firmato una convenzione con Simeto Ambiente Spa, l’ente gestore del servizio di raccolta rifiuti in provincia di Catania. La pubblica paternese fa così da apripista in Sicilia nell’ambito dell’adesione di Anpas Nazionale al progetto “Rifiuti Zero”. I volontari di A.P.A.S. Paternò presteranno la loro collaborazione per eseguire il servizio di informazione e promozione porta a porta della cultura relativa alla differenziazione dei rifiuti solidi urbani solidi del Comune di Paternò.
Il servizio sarà effettuato dalle ore 9 alle 12 al mattino e dalle ore 16 alle 19, dal lunedì al venerdì, oltre che nella mattinata di sabato, diffondendo durante il primo mese la cultura della differenziazione dei rifiuti attraverso la distribuzione di vario materiale (pubblicitario, sacchetti e secchielli) e avviando nei seguenti due mesi attività di inibizione delle cattive abitudini degli utenti nel conferimento della raccoltà differenziata. L’A.P.A.S. Paternò provvederà a fare indossare ai propri volontari un tesserino di riconoscimento, che indicherà ogni “Operatore volontario per la cultura e l’incremento della raccolta differenziata”, al fine dell’immediata identificazione. Il tutto sarà chiaramente svolto nella più stretta collaborazione con la direzione dell’ATO.
“Sono estremamente felice di sposare un progetto che abbia come mission la divulgazione del rispetto dell’ambiente, quindi un incremento della cultura nel territorio – ha detto il presidente di Anpas Sicilia, Lorenzo Colaleo -. Mi auguro che A.P.A.S. Paternò possa fare da apripista per tutte le altre pubbliche assistenze siciliane Anpas dislocate nelle nove province dell’Isola, pronte a divulgare anche loro le nozioni del Progetto Rifiuti Zero, al quale ha aderito l’Anpas Nazionale”.

Centro di Ricerca Rifiuti Zero di Capannori (LU): CAPSULE DA CAFFE' 'USA E GETTA' LAVAZZA.

LA LETTERA APERTA ALLA LAVAZZA  INVIATA DAL CENTRO DI RICERCA RIFIUTI ZERO DA' I PRIMI RISULTATI.  MOLTO PROBABILE UN INCONTRO CON  L'AIIPA, associazione italiana industrie prodotti alimentari di cui fa parte anche Lavazza.

Comunicato stampa 

Presto potrebbe nascere anche il caffè 'ecologico'.  La lettera aperta che alcune settimane fa il Centro di Ricerca Rifiuti Zero del Comune di Capannori ha inviato alla Lavazza con la richiesta di avviare un confronto per la 'riprogettazione' delle capsule di caffè 'usa e getta', che attualmente non sono riciclabili, sembra infatti dare i primi risultati. Presto gli amministratori capannoresi e i rappresentanti del team del centro di ricerca sui rifiuti che ha compiuto lo studio sulle capsule, coordinato da Rossano Ercolini, potrebbero incontrarsi con l'Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari (Aiipa) di cui fa parte anche la Lavazza, nella sede dell'Innovation Center di Torino realizzato dalla Lavazza  come centro nevralgico dei tutte le sue attività di ricerca, in primis la ricerca ambientale. L'importante azienda torinese ha accolto con grande disponibilità la sollecitazione giunta da Capannori con una lettera indirizzata al sindaco, Giorgio Del Ghingaro, all'assessore all'ambiente Alessio Ciacci e a Rossano Ercolini. Proprio l'Aiipa infatti, che rappresenta il gruppo merceologico chiamato in causa da Capannori e quindi anche altre aziende del comparto caffè, ha creato un gruppo di lavoro su questi temi da tempo impegnato, così come la stessa Lavazza, sul fronte della ricerca di innovazioni tecnologiche che riducano sensibilmente l'impatto ambientale di tutti i materiali di imballaggi e quindi anche delle capsule in questione. "Sarebbe  un'opportunità davvero molto importante per l'amministrazione comunale e per tutta la nostra comunità, che con così tanto impegno ha collaborato all'ottima riuscita della raccolta 'porta a porta' e alla riduzione dei rifiuti - commenta il sindaco, Giorgio Del Ghingaro -. Il nostro centro di ricerca sta continuando a lavorare su questa questione e alcuni giorni fa il responsabile internazionale della strategia 'Rifiuti Zero' Paul Connett è venuto a Capannori proprio per darci il suo prezioso e imprenscindibile contributo. Nel ringraziare la Lavazza per la disponibilità dimostrata, ci auguriamo quindi  di poter incontrare  quanto prima l'Aiipa e che possa nascere una collaborazione proficua  per la salvaguardia dell'ambiente e la qualità della vita di tutti noi".

Il 'caso studio'
Da alcuni mesi con l'istituzione del Centro di Ricerca Rifiuti Zero coordinato da Rossano Ercolini l'azione dell'amministrazione comunale di Capannori  si sta concentrando sul rifiuto residuo, quello cioè non differenziabile proprio come le capsule del caffè, sulle quali il centro ha realizzato un 'caso studio' dal quale emerge che ogni anno in Italia si consuma 1 miliardo di capsule da caffè 'usa e getta' (il 10 % di quante ne  vengono consumate nel mondo) e che a Capannori, ipotizzando che rientri nella media nazionale, ogni anno se ne  consumano 750 mila, corrispondenti a 9 tonnellate di rifiuto indifferenziato. Per realizzare un chilogrammo di capsule di caffè  usa e getta occorrono 4 kg di acqua, 2 kg di petrolio e 22 Kw di energia elettrica".


Centro di Ricerca Rifiuti Zero del Comune di Capannori (LU).

Capannori,  2 febbraio 2011