28/01/11

Gestione dei rifiuti in Sicilia, punto e a capo. “Nel Piano misure antimafia”.

Fonte: Quotidiano di Sicilia
PALERMO 27 gennaio 2010- “La conferma di una inversione di rotta nel sistema di gestione dei rifiuti in Sicilia si avrà solo col nuovo piano regionale, che ci auguriamo venga varato al più presto, sia in piena sintonia con la legislazione europea e nazionale in materia e metta fine alla fase dell’emergenza”. Poche ore dopo la presentazione a Palermo della relazione prodotta dalla Commisione parlamentare d’inchiesta sulle attività connesse al ciclo dei rifiuti in Sicilia, approvata dalla Camera dei deputati la scorsa settimana, l’argomento è oggetto di diversi interventi. A parlare è anche la segretaria generale della Cgil Sicilia Mariella Maggio. Per la sindacalista “il piano dovrà essere accompagnato da misure contro le infiltrazioni mafiose negli appalti e nei subappalti, per rendere esigibili i protocolli di legalità che dovranno essere siglati a tappeto” e dovrà “rispettare le priorità della normativa europea che sono, in ordine, riduzione, raccolta differenziata, riuso e riciclaggio”. Quanto ai termovalorizzatori la segretaria della Cgil, dopo avere ricordato che “sui bandi poi revocati la Cgil e le associazioni ambientaliste avevano tempestivamente predisposto dossier di denuncia ponendosi come i primi soggetti a segnalare irregolarità e storture”, ha sottolineato la “contrarietà della Cgil all’utilizzo delle cementerie, essendo la termovalorizzazione un processo che abbisogna delle più moderne tecnologie per evitare danni all’ambiente. Sui termovalorizzatori il nostro auspicio è poi che la Regione si sottragga a eventuali diktat da Roma”. Il piano regionale dei rifiuti inoltre per Maggio “non dovrà entrare nel dettaglio della chiusura del ciclo integrato, che dovrà essere definito dalle Ato, che dovranno dotarsi di una impiantistica adeguata per tutti i passaggi che seguono la raccolta differenziata. Per quest’ultimo obiettivo esiste già una legge che deve essere portata a regime entro l’anno”.
Nell’occasione, Mimmo Fontana, presidente di Legambiente Sicilia, rivolge un invito: “Bisogna che il governo regionale dichiari chiusa l’emergenza e che si riparta dalla legge di riforma approvata all’Ars nell’aprile 2010”.    Fontana, oltre ad esprimere soddisfazione per i risultati della Commissione, “che hanno confermato per l’ennesima volta la correttezza delle denunce di Legambiente”, ha sottolineato che “qualsiasi scelta dovrà essere improntata alla tutela della salute e alla massima economicità del sistema. E questo esclude automaticamente la realizzazione di inceneritori, che rappresentano la soluzione più onerosa e più lunga da realizzare. Però, bisogna eliminare la distorsione dovuta all’emergenza che consente alle ditte che fanno incenerimento di compiere speculazioni finanziarie drogando il mercato grazie all’accesso agli aiuti di stato per le rinnovabili (Cip 6) e rivolgersi al mercato in una situazione di reale competizione economica tra le varie opzioni, nell’interesse dei cittadini siciliani”.