30/08/10

Costituita l'Associazione “Rifiuti Zero Sicilia”

Il giorno 28 Agosto 2010 in Messina nella torre di Capo Peloro presso il Parco Horcynus Orca si è costituita l'Associazione “Rifiuti Zero Sicilia”.

L'Associazione, apartitica e aconfessionale, si ispira al Manifesto di Napoli adottato dai partecipanti al V convegno Internazionale sulla Strategia Rifiuti Zero svoltosi a Napoli nel Febbraio 2009. L'Associazione Rifiuti Zero Sicilia si prefigge di perseguire esclusivamente finalità di solidarietà sociale consistente nella tutela e valorizzazione della natura e dell'ambiente. In particolare l'Associazione Rifiuti Zero Sicilia intende promuovere con ogni mezzo il processo di 'azzerare' entro il 2020 il conferimento di rifiuti nelle discariche e porre in essere attività volte ad evitare ogni forma di incenerimento o trattamento termico dei rifiuti.

Il presidente eletto è il Prof. Paolo Guarnaccia . Un riconoscimento unanime, come presidente onorario, è andato a Aimée Pierrette Carmoz, per il suo grandissimo ed instancabile impegno profuso nella difesa dell'ambiente.


Ass. Rifiuti Zero Sicilia

contatti +39 329 3244211
http://rifiutizerosicilia.it


Kit "Trucco biomasse".


E' nato un sito "Trucco Biomasse" per illustrare sull'imbroglio delle centrali a biomasse che spesso non sono altro che inceneritori camuffati. Il sito è curato da alcune persone già attive in associazioni ambientaliste e comitati di base di cittadini con lo scopo di mettere a disposizione almeno una parte delle informazioni e delle esperienze accumulate dalle realtà locali che si sono già dovute confrontare con questo problema.

21/08/10

21 agosto 2010 l'Earth Overshoot Day: bisogna consumare meno risorse

L'impronta globale, dal 21 agosto ci indebitiamo con la terra per lo sfruttamento delle risorse

Sabato 21 agosto cade l’ Earth Overshoot Day. Non è una bella data. In pratica l’umanità ha già consumato tutte le risorse che il Pianeta è in grado di produrre in un anno. Attualmente, noi umani consumiamo risorse oltre il 30% della possibilità che le stesse hanno di rigenerarsi. Insomma, per usare un termine caro alla politica, dal 21 agosto iniziamo a indebitarci con la Terra. Il problema è come coprire questo debito considerato che le risorse hanno dei tempi ben precisi per ritornare a essere disponibili.

Scrive Global Footprint Network, l’organismo che calcola e diffonde l’impronta ecologica, ossia quanto impatto hanno gli esseri umani sul Pianeta:

Oggi l’umanità usa l’equivalente di 1,3 pianeti ogni anno. Ciò significa che oggi la Terra ha bisogno di un anno e quattro mesi per rigenerare quello che usiamo in un anno. Scenari alquanto ottimisti delle Nazioni Unite suggeriscono che se il presente trend della popolazione e del consumo continuasse, entro il 2050 avremo bisogno dell’equivalente di due pianeti per il nostro sostentamento. E naturalmente ne disponiamo solo di uno. Trasformare le risorse in rifiuti più velocemente di quanto questi possano essere ritrasformati in risorse ci pone in una situazione di sovrasfuttamento ambientale, di esaurimento proprio di quelle risorse dalle quali la vita umana e la biodiversità dipendono.

Una prima soluzione è certamente consumare meno: evitiamo di usare indebitamente acqua, energia o cibo. Compriamo solo ciò che è necessario e che consumiamo senza sprecare nulla. Una seconda soluzione, diciamo da applicare su più larga scala, prevede che vi sia un controllo delle nascite: meno esseri umani = meno consumi. Ma insomma, è molto complessa da applicare e non sembra sia ben accetta da tutti gli organismi che poi dovrebbero promuoverla.

Fonte EcoBlog

20/08/10

A Londra un teatro fatto di rifiuti.


Proprio così. Nella metropoli inglese sta per essere ultimato Yellyfish, primo teatro ricavato esclusivamente dai rifiuti, mediante il riutilizzo di materiali riciclati. L’opera, la cui vita si protrarrà per soli due mesi, è stata pensata e progettata da due artisti Folke Köbberling e Martin Kaltwasser, esponenti della junkitechture, ovvero l’arte di costruire con i rifiuti. Una struttura del tutto originale quanto l’idea che sta alla base dell’iniziativa promossa dai due artisti. Il teatro verrà infatti realizzato assemblando rifiuti di ogni genere: vecchie scenografie teatrali, cassette del mercato, fatiscenti cucine, scarti di cantieri edili, e vedrà sorgere all’interno un muro fatto esclusivamente di bottiglie. L’obiettivo è quello di tenere in piedi l’edificio per soli due mesi. Dopo la metà di ottobre, infatti, il teatro verrà demolito. In questo breve arco di tempo, l’edificio ospiterà due spettacoli incentrati sui mutamenti climatici che stanno pesantemente alterando la vita sul nostro pianeta. “Questo progetto inverte i normali processi della nostra economia, perché si trasformano i rifiuti in prodotti funzionali. Prendiamo qualcosa di inutile e ne facciamo qualcosa che ha un valore” fanno sapere i due artisti. Le particolarità dell’edificio non stanno soltanto nell’uso dei rifiuti come materiali di costruzione. Il teatro, infatti, adotterà un innovativo sistema di celle a combustibile per produrre la giusta quantità di energia. Oltre a questo, sfrutterà un sofisticato sistema di illuminazione in grado di sfruttare la luce naturale del giorno. Per i più scettici, va sottolineato che il parallelepipedo di rifiuti è del tutto conforme alle norme di costruzione e di sicurezza ed in grado di ospitare senza alcun problema fino a 120 persone. L’opera è il risultato di una produttiva collaborazione tra gli artisti e altre 81 persone, tra cui architetti disoccupati e falegnami, che hanno preso parte alla realizzazione di questo avvenieristico progetto.

Di Marcello Accanto

Fonte Newnotizie.it

18/08/10

Marsala: I rifiuti bruciati da chi dovrebbe dare esempio...

Vi invitiamo a leggere "Lettera aperta a Tizio, ex deputato regionale, che brucia rifiuti (rectius risorse)... scritta da Paola Sobbrio.

Accade in Sicilia che nel giorno di ferragosto, complice una bella giornata e la mia passione per il mare, spiaggia di roccia e lo snorkeling, decido di andare a Petrosino, direzione Biscione. Che mare, che costa, peccato sia così poco valorizzata. Fine del bagno e relax sulle rocce, oddio non è che siano proprio il top della comodità ma io amo questi posti selvaggi. Peccato che sono dovuta fuggire perché un ben noto esponente politico locale ha deciso con i suoi amici che doveva ripulire la costa dai rifiuti abbandonati, indovinate come? Bruciandoli! Avete letto bene… Hanno bruciato plastica, lattine e interi sacchetti d’immondizia, tra cui immagino quella che hanno prodotto loro in seguito al barbeque sulla spiaggia, buttando tutto in un bel calderone.

Leggi tutta la lettera (Continua)

06/08/10

Mappa delle vittorie contro gli inceneritori in Italia dal 1996 ad oggi.


Apri la mappa interattiva cliccando sulla scritta o sull'immagine e poi clicca sui puntini gialli per avere informazioni sull’ impianto che ti interessa.

La mappa è stata realizzata da Rossano Ercolini (Ambiente Futuro) e Luca Roggi.

03/08/10

Anche in Italia il social network della spazzatura, per differenziare e riciclare.

Roma - 2 ago. - (Adnkronos) - Ogni materiale od oggetto, già destinato a discariche o inceneritori, può offrire interessanti spunti creativi e essere reinventato. Un’attività, quella del riciclo, che sempre di più sta entrando nella vita di tutti i giorni degli italiani. Ma se diventasse anche un’opportunità di business? Una sfida colta al volo da Terra Cycle, il social network della ‘spazzatura’ che permette agli utenti di spedire gratuitamente i propri rifiuti per convertirli in oggetti di consumo. In arrivo anche in Italia, questa rete sociale americana invita gli appartenenti alla community ad organizzarsi in brigate per raccogliere e differenziare la spazzatura, da spedire a carico del destinatario, perché possa vivere una ‘seconda vita’.

Il fondatore dell'azienda del New Jersey che ha messo a punto questo sistema di raccolta differenziata della spazzatura via posta, già ribattezzato lo ‘Zuckerberg della mondezza’, ha raccontato in un'intervista a Wired Italia, in edicola domani, il principio alla base del suo successo e le trattative per portare anche in Italia il suo social network.

Il sistema Terra Cycle, che ogni giorno riceve in media 10 mila scatoloni di spazzatura, si fonda su un'idea molto semplice: raccogliere rifiuti in giro per il mondo e trasformarli in oggetti utili, pratici e di uso comune. Per questo, aziende e persone comuni vengono invitate a creare online vere e proprie ‘brigate della spazzatura’ che raccolgano e separino i rifiuti secondo le indicazioni fornite da Terra Cycle, per poi spedirle via posta al destinatario che si occuperà del recupero e del riutilizzo.

Tra le tonnellate di spazzatura stoccata nei magazzini di Terra Cycle, Wired Italia ha scoperto anche quale seconda vita spetta ai rifiuti meticolosamente spediti dagli utenti di tutto il mondo, e ha stilato una classifica dei più curiosi, dalla confezione di m&m's che si trasforma in aquilone, ai computer che diventano vasi da giardino; i giornali si trasformano in matite, le buste di patatine in amplificatori per mp3, i dischi in vinile in orologi da tavola, fino alle catene di biciclette che si trasformano in cornici fotografiche e ai tubetti di dentifricio che diventano custodie per occhiali da sole. Terra Cycle, che in meno di tre anni ha già raccolto due miliardi di rifiuti singoli, potrebbe aprirsi al mercato italiano con un accordo in discussione con un'azienda italiana che produce caffè, e nel frattempo pensa già ad una sua linea di abbigliamento rigorosamente ricavata dalla spazzatura.


02/08/10

Compostaggio collettivo con la JK5100

Video dimostrativo del funzionamento della compostiera Joraform JK5100 per compostaggio collettivo/comunitario, prodotta da Joraform AB e importata in Italia da E.R.I.C.A. soc. coop.
Il modo più facile, economico e naturale per ridurre i propri rifiuti e chiudere il ciclo naturale, restituendo alla terra i suoi prodotti grazie al compost!
Da oggi anche per comunità, palazzi, aziende, uffici, scuole e ristorazione collettiva!
Per dettagli e informazioni: www.compostaggiocollettivo.it