contatti +39 329 3244211
http://rifiutizerosicilia.it
contatti +39 329 3244211
http://rifiutizerosicilia.it


Sabato 21 agosto cade l’ Earth Overshoot Day. Non è una bella data. In pratica l’umanità ha già consumato tutte le risorse che il Pianeta è in grado di produrre in un anno. Attualmente, noi umani consumiamo risorse oltre il 30% della possibilità che le stesse hanno di rigenerarsi. Insomma, per usare un termine caro alla politica, dal 21 agosto iniziamo a indebitarci con la Terra. Il problema è come coprire questo debito considerato che le risorse hanno dei tempi ben precisi per ritornare a essere disponibili.
Scrive Global Footprint Network, l’organismo che calcola e diffonde l’impronta ecologica, ossia quanto impatto hanno gli esseri umani sul Pianeta:
Oggi l’umanità usa l’equivalente di 1,3 pianeti ogni anno. Ciò significa che oggi la Terra ha bisogno di un anno e quattro mesi per rigenerare quello che usiamo in un anno. Scenari alquanto ottimisti delle Nazioni Unite suggeriscono che se il presente trend della popolazione e del consumo continuasse, entro il 2050 avremo bisogno dell’equivalente di due pianeti per il nostro sostentamento. E naturalmente ne disponiamo solo di uno. Trasformare le risorse in rifiuti più velocemente di quanto questi possano essere ritrasformati in risorse ci pone in una situazione di sovrasfuttamento ambientale, di esaurimento proprio di quelle risorse dalle quali la vita umana e la biodiversità dipendono.
Una prima soluzione è certamente consumare meno: evitiamo di usare indebitamente acqua, energia o cibo. Compriamo solo ciò che è necessario e che consumiamo senza sprecare nulla. Una seconda soluzione, diciamo da applicare su più larga scala, prevede che vi sia un controllo delle nascite: meno esseri umani = meno consumi. Ma insomma, è molto complessa da applicare e non sembra sia ben accetta da tutti gli organismi che poi dovrebbero promuoverla.
Fonte EcoBlog

Proprio così. Nella metropoli inglese sta per essere ultimato Yellyfish, primo teatro ricavato esclusivamente dai rifiuti, mediante il riutilizzo di materiali riciclati. L’opera, la cui vita si protrarrà per soli due mesi, è stata pensata e progettata da due artisti Folke Köbberling e Martin Kaltwasser, esponenti della junkitechture, ovvero l’arte di costruire con i rifiuti. Una struttura del tutto originale quanto l’idea che sta alla base dell’iniziativa promossa dai due artisti. Il teatro verrà infatti realizzato assemblando rifiuti di ogni genere: vecchie scenografie teatrali, cassette del mercato, fatiscenti cucine, scarti di cantieri edili, e vedrà sorgere all’interno un muro fatto esclusivamente di bottiglie. L’obiettivo è quello di tenere in piedi l’edificio per soli due mesi. Dopo la metà di ottobre, infatti, il teatro verrà demolito. In questo breve arco di tempo, l’edificio ospiterà due spettacoli incentrati sui mutamenti climatici che stanno pesantemente alterando la vita sul nostro pianeta. “Questo progetto inverte i normali processi della nostra economia, perché si trasformano i rifiuti in prodotti funzionali. Prendiamo qualcosa di inutile e ne facciamo qualcosa che ha un valore” fanno sapere i due artisti. Le particolarità dell’edificio non stanno soltanto nell’uso dei rifiuti come materiali di costruzione. Il teatro, infatti, adotterà un innovativo sistema di celle a combustibile per produrre la giusta quantità di energia. Oltre a questo, sfrutterà un sofisticato sistema di illuminazione in grado di sfruttare la luce naturale del giorno. Per i più scettici, va sottolineato che il parallelepipedo di rifiuti è del tutto conforme alle norme di costruzione e di sicurezza ed in grado di ospitare senza alcun problema fino a 120 persone. L’opera è il risultato di una produttiva collaborazione tra gli artisti e altre 81 persone, tra cui architetti disoccupati e falegnami, che hanno preso parte alla realizzazione di questo avvenieristico progetto.
Di Marcello Accanto
Fonte Newnotizie.it
rifiuti abbandonati, indovinate come? Bruciandoli! Avete letto bene… Hanno bruciato plastica, lattine e interi sacchetti d’immondizia, tra cui immagino quella che hanno prodotto loro in seguito al barbeque sulla spiaggia, buttando tutto in un bel calderone.
Roma - 2 ago. - (Adnkronos) - Ogni materiale od oggetto, già destinato a discariche o inceneritori, può offrire interessanti spunti creativi e essere reinventato. Un’attività, quella del riciclo, che sempre di più sta entrando nella vita di tutti i giorni degli italiani. Ma se diventasse anche un’opportunità di business? Una sfida colta al volo da Terra Cycle, il social network della ‘spazzatura’ che permette agli utenti di spedire gratuitamente i propri rifiuti per convertirli in oggetti di consumo. In arrivo anche in Italia, questa rete sociale americana invita gli appartenenti alla community ad organizzarsi in brigate per raccogliere e differenziare la spazzatura, da spedire a carico del destinatario, perché possa vivere una ‘seconda vita’.
Il fondatore dell'azienda del New Jersey che ha messo a punto questo sistema di raccolta differenziata della spazzatura via posta, già ribattezzato lo ‘Zuckerberg della mondezza’, ha raccontato in un'intervista a Wired Italia, in edicola domani, il principio alla base del suo successo e le trattative per portare anche in Italia il suo social network.
Il sistema Terra Cycle, che ogni giorno riceve in media 10 mila scatoloni di spazzatura, si fonda su un'idea molto semplice: raccogliere rifiuti in giro per il mondo e trasformarli in oggetti utili, pratici e di uso comune. Per questo, aziende e persone comuni vengono invitate a creare online vere e proprie ‘brigate della spazzatura’ che raccolgano e separino i rifiuti secondo le indicazioni fornite da Terra Cycle, per poi spedirle via posta al destinatario che si occuperà del recupero e del riutilizzo.
Tra le tonnellate di spazzatura stoccata nei magazzini di Terra Cycle, Wired Italia ha scoperto anche quale seconda vita spetta ai rifiuti meticolosamente spediti dagli utenti di tutto il mondo, e ha stilato una classifica dei più curiosi, dalla confezione di m&m's che si trasforma in aquilone, ai computer che diventano vasi da giardino; i giornali si trasformano in matite, le buste di patatine in amplificatori per mp3, i dischi in vinile in orologi da tavola, fino alle catene di biciclette che si trasformano in cornici fotografiche e ai tubetti di dentifricio che diventano custodie per occhiali da sole. Terra Cycle, che in meno di tre anni ha già raccolto due miliardi di rifiuti singoli, potrebbe aprirsi al mercato italiano con un accordo in discussione con un'azienda italiana che produce caffè, e nel frattempo pensa già ad una sua linea di abbigliamento rigorosamente ricavata dalla spazzatura.