Si è conslusa ieri a Firenze presso la Fortezza da Basso, la mostra-convegno “Terra Futura-buone pratiche di vita, di governo e d’impresa verso un futuro equo e sostenibile”. La prestigiosa mostra, visitata da più di 90.000 persone, ha visto quest’anno la presenza dello stand “Verso Rifiuti Zero” con il contributo di diversi movimenti ed associazioni italiane che si impegnano per raggiungere l’obiettivo Rifiuti Zero 2020. Nel pomeriggio di sabato 29 maggio presso la “Sala della Volta” un folto pubblico ha assistito alla conferenza dal titolo “10 passi verso Rifiuti Zero”. Significativa la presenza del Prof. Paul Connett, consulente ONU nella commissione sulla sostenibilità, che ha sottolineato i dieci passi che cittadini, amministratori ed operatori industriali dovrebbero percorrere per arrivare all’azzeramento dei rifiuti.
L'incontro, moderato da Antonio Di Giovanni, Comitato Agraria di Firenze, ha visto tra i relatori oltre al professore americano, Rossano Ercolini, coordinatore del Centro di Ricerca del Comune di Capannori, Emanuela Baistrocchi, Coordinamento Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma e Patrizia Lo Sciuto, presidente dell’Ass. Rifiuti Zero Trapani.
L'intervento di Patrizia Lo Sciuto è stato dedicato alla recente legislazione della Regione Sicilia in materia di gestione rifiuti, sottolineando gli aspetti positivi e negativi della nuova legge. La Sicilia oggi è di fronte ad uno scenario molto contrastato dove in alcune zone c’è l’emergenza, come a Palermo e nel nisseno, ed in altre è in atto un percorso virtuoso come nella provincia di Trapani, dove alcuni comuni grazie al sistema porta a porta hanno raggiunto il 60 per cento di raccolta differenziata. La legge 9/2010, – ha sottolineato Patrizia Lo Sciuto – mostra degli aspetti positivi quali il raggiungimento del 65 per cento di raccolta differenziata entro il 2015 grazie a diverse prassi come la prevenzione della produzione dei rifiuti, il riciclo e il riutilizzo, ma lascia trasparire delle ombre. Nell’art. 9 comma 4 lettera q si parla di inceneritori compatibili con quanto disposto dalla Direttiva 98-2008. Tutto sta nelle mani della politica - sottolinea Patrizia Lo Sciuto - ma non solo. Le associazioni e i comitati s’impegneranno per far avviare il percorso giusto ed impedire la costruzione di tali impianti nella nostra regione. Oggi la Sicilia è di nuovo su un piano inclinato con le altissime pressioni del governo centrale, che trova negli impianti di incenerimento, chiamati in modo fuorviante “termovalorizzatori”, la soluzione per far fronte all'emergenza. Gli amministratori hanno lo strumento - ha concluso Patrizia Lo Sciuto - per iniziare un nuovo percorso che si orienti verso le buone pratiche di gestione dei rifiuti. Purtroppo traspaiono all’orizzonte gli impianti d’ incenerimento dei rifiuti, che sono antieconomici ed improponibili in un periodo di crisi ma soprattutto dannosi per la salute dei cittadini e dell'ambiente.






















