Green is the new black, il verde è il nuovo nero: non deve mai mancare nell’armadio di una fashion victim. Non non stiamo parlando del colore, ma della nuova moda ecologica. Materiali riciclati, produzione sostenibile ed etica, fibre naturali, tessuti organici, tinte senza chimica. Insomma tutto quando ti fa bella e non imbruttisce l’ambiente. E a Roma dove è partita Alta Roma (la settimana della moda con il debutto al timone di una rampolla delle Fendi, Silvia Venturini) ecco la mostra made in Gran Bretagna con tutti i nuovi stilisti emuli di Stella McCartney che dell’ecologia e del rispetto degli animali ha fatto un brand di successo. Basta con la moda sprecona: si ricicla. Anche se il pericolo è che tutto questo venga annullato dall’altro fenomeno contrapposto, la «fast fashion», la moda giovane, economica, di scarsa qualità, che aumenta i rischi di produzioni lontanissime dall'etica e dalla legalità. Nella City nasce invece la filosofia «Estethica», mix tra «etica» ed «estetica», supportata dal British Fashion Council. Il pensiero «verde» applicato all’estetica è alla base di marchi che spopolano tra i giovani attenti alle tendenze, come THTC fondata nel 1999 (fra i fondatori del prestigioso Ethical Fashion Forum di Londra) che produce soprattutto in canapa e a cotone organico ad impatto zero. Per le stampe si utilizzano inchiostri ad acqua. L’ultima collezione, realizzata assieme all’azienda di riciclaggio «My Only One», ha usato vecchie tute e t-shirt di canapa. E se sei una di quelle che non ce la fa senza comprare scarpe c’è Beyond Skin, le scarpe «vegetariane». A parte non infierire sugli animali l’azienda cerca tutti i materiali in zone vicine per ridurre le emissioni di carbonio.Leggi tutto
Fonte La Stampa.it