03/07/10

L'isola delle risorse rifiutate.

Trapani 3-07-2010
Smantellare, sradicare e annientare.
Facciamo tabula rasa di tutto un sistema incompetente ed inefficiente. Il sistema della gestione delle "risorse rifiutate" in Sicilia ha generato in gran parte dell'isola un disastro che sembra oggi incontrollabile. Basta pensare a quel liquido nerastro che trapana nel suolo e nelle falde acquifere ogni giorno, nella collina della bellissima città capoluogo di regione, che fu luce e splendore, come ci racconta la sua millenaria storia. Cosa direbbe oggi Federico II di Svevia passeggiando per le strade della sua capitale tra le ricchezze culturali e architettoniche? Non c'era la plastica di certo, né il tipico fetore della "munnizza" bruciata. Oggi ci sono gli affari, la politica, la mafia-diossina dei nostri giorni. Le "risorse rifiutate" viaggeranno in treni o in navi pronte per essere bruciate nei roghi legali dell'Europa del nord. Nel medioevo il rogo era condanna capitale degli uomini, oggi il rogo-inceneritore è condanna capitale della materia. Le "risorse rifiutate" dell'isola sono al centro del dibattito nelle stanze dove si fanno a fette le sorti dell'isola, dei cittadini e delle loro vite. Due, tre, quattro ma no cinque roghi-inceneritori nell'isola. Si giocano i numeri. Perché no uno nella piana di Milazzo? Era la patria del gelsomino, prima di innalzare una centrale termoelettrica e una raffineria. Hanno devastato tutto. Noi, con gli occhi sbarrati, stiamo a guardare. Noi non chiediamo altro che siano raccolte da subito nelle nostre case "le risorse-rifiutate", che l'organico sia portato in impianti di compostaggio, da costruire lì dove non ci sono. Noi che sogniamo gli impianti di pretrattamento a freddo, con la stabilizzazione e il recupero della materia. Che nascano centri di analisi sul rifiuto urbano residuo come templi di terzo millennio. Ci sarebbe così, tanto lavoro per tanti isolani isolati. Purifichiamo la Sicilia, noi che l'amiamo, via gli incompetenti, via coloro i quali hanno generato ingiustizia ambientale e sociale. Possibile che chi amministra se fallisce non va via? Intraprendenza, coraggio e modestia. Ecco cosa manca in coloro i quali hanno il potere tra le mani. Difendere quest'isola per il bene di tutti dovrebbe essere prerogativa di chi l'amministra. Saremo noi cittadini che ci uniremo per far fronte a questa vera battaglia delle "risorse rifiutate" e non permetteremo, nella buona e nella cattiva sorte, che uno o più roghi-inceneritori siano costruiti nella nostra isola. Le persone normali, se unite, sono imbattibili.

Patrizia Lo Sciuto, presidente Ass. Rifiuti Zero Trapani