Capannori-24.06.2010
Una delegazione del Centro di Ricerca Rifiuti Zero formata da: Rossano Ercolini responsabile del progetto comunale “passi concreti per rifiuti zero”, Luca Roggi e Marina Vidakovic (progettisti), Pier Felice Ferri (responsabile documentazione audio visiva del centro), ha visitato la stazione degli RSU residui a valle delle raccolte differenziate porta a porta.
Lo scopo era quello di studiare su base puramente empirica quali scarti rimangono da smaltire successivamente a raccolte differenziate che raggiungono tra il 70 e il 75% di resa. Come documentato anche fotograficamente sono stati individuati 4 flussi di rifiuto:
1-Scarti non intercettati a causa di un carente sistema di raccolta quali soprattutto scarpe dismesse e in parte abiti e tessuti, a questo proposito basterà organizzare da parte del gestore un periodico giro di raccolta (trisettimanale) associato al ritiro della parte non riciclabile dei rifiuti. Ovviamente in seguito ad una campagna adeguata di informazione sul nuovo servizio e possibilmente integrata con la promozione di un centro per la riparazione e il riuso.
2-Scarti non riciclabili come i pannoloni per i quali potrebbe essere individuato un sistema di sterilizzazione e di riciclaggio delle frazioni plastico cellulosiche.
3-Conferimenti impropri inerenti a residui cellulosici sporchi (carte unte), a plastiche conferite in modo sbagliato, a frazione organiche ed umide che seppur in modo poco rilevante sono finite nel “sacco” sbagliato ed addirittura contenitori di vetro e ad utensili e giocattoli. Per queste frazioni è necessaria una campagna ulteriore di sensibilizzazione per migliorare l’intercettazione degli scarti, a partire da quelli organici ( avanzi di cucina,limitate partite di verde,scarti cellulosici contaminati).
4-Scarti prodotti da sbagliati processi di progettazione. È il caso di vaschette e contenitori monouso e di altri items, è il caso, per esempio delle cosi dette “cialde da caffè” derivanti dalle relative macchinette distributrici. In questo caso potrebbero essere individuate soluzioni quali macchine con un diverso sistema di distribuzione del caffè.
Questa visita testimonia in modo anche visivo da dove muoveranno i programmi e le attività del Centro di Ricerca Rifiuti Zero.
Periodicamente verranno fatti ulteriori sopralluoghi e verrà richiesto ad “ASCIT” e “COMUNE” un’organica indagine merceologica del residuo.