Articolo di Tony Zermo
«Non si debbono fare gli inceneritori se prima non si conosce cosa resta dei rifiuti»Qui rischiamo di fare come l'asino di Buridano, che non sapendo scegliere la strada da prendere rimase fermo. Da un lato c'è la Regione che esclude la costruzione di termovalorizzatori e punta sulla raccolta differenziata, dall'altro ci sono il ministro dell'Ambiente Prestigiacomo e buona parte degli altri ministri che sollecitano la Regione a realizzare i tremovalorizzatori (che è meglio chiamare inceneritori come fanno altrove). Il dott. Enzo Vittorio Favoino, che ha fatto parte della «commissione dei 15» presieduta dal prefetto Annamaria Cancellieri Peluso, lavora in un centro di ricerca ed è un esperto internazionale dal curriculum lunghissimo. Spiega: «La strada più breve, più razionale e meno costosa è quella della raccolta differenziata dei rifiuti. Quando abbiamo cominciato ad applicarla nelle altre regioni italiane, così come si fa in Germania, c'erano perplessità, dicevano: ma noi non siamo tedeschi. Poi la cosa ha funzionato in poco tempo, ci sono nel salernitano paesi con la differenziata al 90% e la stessa Salerno è al 72%. Anche in Sicilia ci sono esempi virtuosi nel Belice. Non è difficile, è solo questione di abitudine: ciascuno mette davanti alla sua porta i sacchetti della differenziata che vanno portati direttamente agli utilizzatori, cioè la carta ai cartai, il vetro ai vetrai e così via». Non sono previsti anche i centri di pretrattamento? «Certamente. Sono i centri in cui si fa una separazione tra gli elementi ad alta fermentiscibilità e quelli a bassa fermentiscibilità. I primi vengono stabilizzati in ambiente controllato, in modo che poi alla discarica si consegna un materiale inerte. E' un sistema che va da qualche mese per la raccolta differenziata a un paio d'anni che serve per dotarsi delle strutture impiantistiche di pretrattamento. Un inceneritore richiede un intervento di tipo strutturale e rigido che spesso si rivela sovradimensionato, se non addirittura inutile. Noi invece suggeriamo un intervento di lungo termine una volta che il sistema ha svolto tutta la sua evoluzione e noi sappiamo quanto rimane alla fine del percorso virtuoso. Quindi, raccolta differenziata e pretrattamento, questo ha consentito a 150 Comuni campani di non soffrire l'emergenza. perché avevano un 70% di differenziata». Secondo il vostro schema, il cittadino fa la raccolta differenziata, mette i sacchetti davanti alla porta di casa: poi l'operatore ecologico li preleva e li porta dove? «Li porta direttamente agli impianti di valorizzazione, il Conai, per quanto riguarda la carta, il vetro, i metalli, la plastica e l'organico alla stazione di compostaggio. Il 30% restante dovrebbe andare in un impianto di trattamento meccanico-biologico, il vapore acqueo riduce ulteriormente la massa e quel che resta può essere portato a cementifici o centrali termoelettriche». Quanto tempo occorre per realizzare gli impianti di pretrattamento e quanto tempo per gli inceneritori? «Due anni per i primi, 7-8 anni per gli inceneritori che debbono fare una lunga trafila brocratica Tra l'altro il sistema che noi proponiamo costa 3-400 euro a tonnellata anno, mentre con gli inceneritori il costo oscilla tra 1000 e 1500». Mi spieghi perché a Monaco di Baviera, a Vienna, in Lombardia, in Piemonte funzionano gli inceneritori...«In Germania hanno realizzato vent'anni fa degli inceneritori. Poi si sono accorti che era meglio riciclare e allora questi inceneritori sono rimasti vuoti. Ecco perché i tedeschi ci dicono: dateli a noi i vostri rifiuti che ve li inceneriamo noi. La Regione Marche ha detto: facciamo la differenziata al 65%, poi vediamo se c'è bisogno di inceneritori. La nuova direttiva europea tra l'altro vuole ridurre il volume dei rifiuti. Finora c'è stata una crescita, ora ci dobbiamo confrontare con una decrescita». E come si farebbe? «Usare stoviglie riciclabili, evitare i sacchetti di plastica, eccetera. Ci sono tantissime soluzioni e dove sono state applicate hanno determinato riduzioni importanti. Quindi la riduzione contestualmente alla raccolta differenziata fa diminuire i rifiuti, per cui investire su una tecnologia come quella degli inceneritori può determinare una contraddizione in termini. In Italia siamo leader di impianti di pretrattamento e li facciamo anche all'estero, a Sydney, a Londra».