22/02/10

Francia: a Ivry, l'inceneritore non riscalda gli spiriti

Parigi 22.02.2010

di GUILLAUME LAUNAY

Rifiuti. Il dibattito pubblico sulla ricostruzione degli impianti si è trasformato in un confronto tecnico-politico senza partecipazione.

Triste come un dibattito pubblico, senza un pubblico...Venerdì, la CPDP (Commissione speciale di dibattito pubblico) rendeva note le discussioni di quattro mesi attorno al progetto di ricostruzione dell'inceneritore di Ivry-sur-Seine, Val-de-Marne (40 anni di esistenza). E in questo incontro finale, piuttosto teso, sostenitori e oppositori hanno riprodotto il loro ruolo fino alla caricatura, cambiando la presentazione in un remake degli episodi precedenti.
Cittadini. Episodi lontani dal fervore popolare: su nove dibattiti in autunno, appena un migliaio di persone hanno partecipato. E’ poco, data l'importanza strategica della questione: quali impianti sostituire tra dieci anni, nell’attuale inceneritore di Ivry che brucia una parte dei rifiuti della capitale e della periferia? La questione è andata lontano: era la prima volta che un dibattito pubblico (procedura per la partecipazione dei cittadini istituito dalla legge Barnier in materia di protezione ambientale) si orientava su una proposta di gestione dei rifiuti. A quanto pare non basta per spostare la folla. Per Philip Marzolf, presidente del CPDP è in parte perché si tratta di una ricostruzione di attrezzature e non di crearne nuove e la gente non ha partecipato. Il dibattito si è cristallizzato quindi su questioni tecniche importanti (capacità d’incenerimento, le dimensioni del deposito, metanizzazione, "trattamento meccanico biologico), non evidenti ai neofiti. Il SYCTOM (Sindacato intercomunale per il trattamento dei rifiuti a Parigi e 83 comunità suburbane), ha una spiegazione a suo vantaggio: se il pubblico non è venuto, è perché il progetto incontra un consenso "ampio", dice il suo presidente, François Dagnaud. Il SYCTOM prevedere di ricostruire una fabbrica sullo stesso sito, riducendone la capacità totale del 20% e l'installazione di un’ unità di digestione anaerobica dei rifiuti organici, oltre all'inceneritore. Tuttavia, "in quattro mesi, nessun piano alternativo è emerso", ha detto Francois Dagnaud. Un’affermazione che mette le associazioni in stato di ebollizione: la principale critica rivolta a SYCTOM è quella di avere sul tavolo un progetto ingessato, senza spazio alle alternative soprattutto a politiche più ambiziose di prevenzione e riduzione dei rifiuti. Anche gli organizzatori del dibattito hanno dichiarato di essere sorpresi di quanto poco spazio di negoziazione sia stato lasciato. Sotto accusa il CPDP SYCTOM per aver condotto un dibattito lasciando troppo spazio alle associazioni. E’ normale, ha risposto la Commissione: un progetto di questo tipo mobilita più avversari che sostenitori.
"Cristallo". Yves Contassot, membro del SYCTOM, vede in quest’opposizione una specificità francese: "Sono colpito da quanto sia difficile mettere aspetti inerenti ai cittadini
insieme ad aspetti puramente tecnici. Adesso siamo in un contesto in continua evoluzione: prevedere la quantità di rifiuti trattati davanti ad un orizzonte di dieci, venti o trenta anni è come guardare su una sfera di cristallo." Il resoconto è attualmente pubblico (1), SYCTOM ha tempo fino al 18 maggio per chiarire quello che sta facendo sul suo progetto. Venerdì scorso, ha promesso che la consultazione sarebbe continuata. Associazioni locali, alleate a “Amis de la Terre”, si sono formate in “3R Collective” (2) per continuare a fare pressione. Ma SYCTOM spera di mantenere la sua programmazione: inizio lavori nel 2014 e messa in servizio progressivamente dal 2019. Traduzione Patrizia Lo Sciuto

(1) www.debatpublic-traitement-dechets-ivry.org

(2) http://collectif3r.blogspot.com

Fonte LIBERATION.FR