Un folto ed attento pubblico ha assistito alle proiezioni della prima giornata della Rassegna Internazionale di Cinema sull'Ambiente organizzata dall'Ass. Rifiuti Zero Trapani in collaborazione con CinemAmbiente Torino. Ha aperto la rassegna la video-inchiesta "Discaricando" (2008) di Rino Giacalone, giornalista del quotidiano La Sicilia, che fa un quadro negli ultimi decenni nella provincia di Trapani della gestione dei rifiuti, dalle discariche abusive di rifiuti tossici alle infiltrazioni della criminalità organizzata. Dopo l'incontro con il giornalista sono stati proiettati degli estratti del documentario "Sporchi da morire" di Marco Carlucci. Ancora in lavorazione, il documentario tratta dei danni alla salute causati dall'incenerimento dei rifiuti e della cattiva informazione che viene data all'opinione pubblica. Di grande interesse l' intervento del prof. Paul Connett, docente di chimica ambientale e tossicologica della St. Lawrence di New York, che per la terza volta a Trapani, ha ribadito i principi della strategia Rifiuti Zero: no alle discariche e agli inceneritori, no alla società usa e getta, sì alla sostenibilità ambientale. Il prof. Paul Connett ha concluso illustrando al pubblico, in seguito all'incontro avuto nella stessa giornata con i vertici degli Ato Tp1 e Tp2, la possibilità di creare un centro di ricerca sulla frazione residuale dei rifiuti nella provincia di Trapani.
La sezione dei dibattiti è terminata con l'intervento di Rossano Ercolini, coordinatore dell'Osservatorio Rifiuti Zero del Comune di Capannori (Lu), che ha illustrato la vertenza nazionale contro i Cip 6, i certificati verdi, corrispettivo economico destinato alle energie rinnovabili ma illegalmete dirottato in Italia agli impianti di incenerimento dei rifiuti. Ha chiuso la prima giornata della rassegna la proiezione del documentario finlandese "Ricette per un disastro" (2008) di Jhon Webster che solleva il problema della plastica. Il regista testimonia la sua scelta radicale di sottrarsi dalla plastica e dall'uso del petrolio per un anno intero. La sua famiglia si trova quindi confrontata con una serie di difficoltà quotidiane, dall'uso dell'auto all'uso di prodotti i cui contenitori sono in plastica. Momenti di crisi emergono, affrontate dal regista protagonista del documentario con la moglie e i figli, con humor, delicatezza e poesia.