11/02/10

Rifiuti tossici: due navi affondate vicino Trapani e il ''patto'' con i mafiosi





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di Rino Giacalone - 10 febbraio 2010

C’è una voce che gira e vuole restare «anonima» al porto di Trapani, «anonima» perchè riferisce di vicende non tanto scomode quanto «radioattive». Questa voce racconta di una nave che vent’anni addietro arrivò qui a Trapani a caricare marmo, ma partì con la stiva in parte vuota, o almeno così pareva fosse. Circostanza strana perchè caricare una stiva di una nave in parte significa mettere a rischio la stessa capacità di galleggiamento durante la navigazione, sopratutto se si porta del marmo come succedeva in quel caso. Quella nave partì ugualmente da Trapani «a mezzo carico», cosa che la «voce» deduce perchè secondo quanto ha saputo per la quantità di marmo imbarcata solo per una parte poteva essere stata stipata la stiva. Il racconto prosegue in modo preciso circa l’esito che ebbe quel viaggio, quella nave fuori Trapani finì col fare naufragio, e nemmeno c’era maltempo. Nessuno perse la vita, l’equipaggio riuscì a salvarsi. In questi mesi dopo che per una serie di indagini che si stanno svolgendo in Calabria, si è tornato a parlare delle navi cariche di rifiuti speciali e radioattivi fatte apposta naufragare, uno smaltimento illegale camuffato da incidenti in mare, a Trapani c’è chi si è ricordati anche di quella nave, più che una storia è una «leggenda» perchè mai provata. E però spesso al porto di questo accadimento ogni tanto si è sentito dire qualche cosa, sottovoce però. E’ una delle «storie» che i «vecchi» raccontano, anche se in questo caso nono sono tanto i «vecchi» visto che poi da quel fatto non sarebbero passati tanti anni, una ventina al massimo. Ma elementi circostanziati di più non ne vengono riferiti, ciò nonostante è un racconto che sembra potere calzare ad un naufragio che c’è stato davvero. È quello della motonave «Silenzio», 198 tonnellate, nave cargo, l’affondamento risale al 2 novembre del 1982, partita da Trapani doveva raggiungere Malta, di solito era usata per trasportare marmo, ma quando fece naufragio la stiva era vuota. Qualche similitudine con quello che si racconta al porto di Trapani la si trova nella cronaca striminzita di questo affondamento, impossibile dire se si tratti della stessa nave. Il naufragio della «Silenzio» avvenne ad est di Trapani su un fondale di 1250 metri. Tutti salvi i membri dell'equipaggio. Il nome della «Silenzio» è finito nell’elenco dei naufragi italiani sospetti, ma non è il solo che riguarda da vicino le nostre coste, c’è anche il nome di un’altra nave, la «Monte Pellegrino», affondata l’8 ottobre del 1984 al largo di San Vito Lo Capo, doveva raggiungere il porto di Palermo da Porto Empedocle, nave cargo di solito impiegata per trasportare sostanze chimiche o pomice. La «Silenzio» e la «Monte Pellegrino» avrebbero potuto trasportare altro, qualcosa da non potere e dovere dichiarare, quando fecero naufragio, e per questa ragione sono finiti tra gli affondamenti sospetti.

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