30/06/09

Termovalorizzatori siciliani, fumata nera

SICILIA/RIFIUTI: PIRO, PAROLE BERLUSCONI ANTICIPANO COMMISSARIAMENTO

(ASCA) - Palermo, 30 giu - ''Da un anno denunciamo come la situazione dei rifiuti in Sicilia e' diventata insostenibile, da piu' di un anno incalziamo il Governo regionale che e' rimasto a guardare e ha accumulato una serie incredibile di zero: zero riforma degli Ato, zero nuovo piano dei rifiuti, zero impianti aperti, zero aumento della raccolta differenziata''. Lo ha detto Franco Piro, responsabile delle Politiche Economiche del PD siciliano.

''Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi - continua Piro - ci fa sapere che in Sicilia e' peggio che in Campania. Meglio tardi che mai, non vorremmo pero' che dietro a questo risveglio improvviso ci fosse una strategia rivolta all'ennesimo commissariamento in materia di rifiuti non si sa se concordato o meno con Lombardo, in sede di trattative sotto banco per la formazione del nuovo Governo regionale. La Sicilia conosce bene - conclude Piro - cosa ha significato il commissariamento, che e' durato sei anni nelle mani dell'ex presidente della Regione Cuffaro e che ha prodotto inosservanza delle leggi, spreco di risorse, gestioni disastrose''. (Asca)

Ecolamp: nel 2009 raccolte il doppio di lampadine esauste rispetto al 2008

Il Consorzio Ecolamp, che si occupa di recupero e smaltimento di apparecchiature di illuminazione, dichiara di aver raddoppiato nel primo semestre del 2009 il risultato avuto nell’intero 2008, raggiungendo i 320mila chilogrammi di lampadine raccolte in tutta Italia. Il soggetto, costituito nell’ottobre 2004 dalle principali aziende nazionali e internazionali del settore illuminotecnico, come General Electric, Filometallica, Leuci, Osram, Philips e Sylvania, ha spiegato che l’anno scorso erano state raccolte “solo” 160mila chilogrammi di lampadine, aggiungendo che: l’impegno nella sensibilizzazione dei cittadini a comportamenti virtuosi, di rispetto per l’ambiente e di attenzione verso la raccolta differenziata di questi rifiuti, ha sortito ottimi risultati. Ecolamp dichiara di impegnarsi per sensibilizzare anche i professionisti del settore, per i quali ha ideato Il servizio Extralamp, attivo dal 1° febbraio 2009, che permette agli installatori di impianti di illuminazione di richiedere il ritiro gratuito delle sorgenti luminose esauste presso i loro magazzini in tutta Italia, fino a fine 2009, per un quantitativo minimo di 100 chilogrammi. Il Consorzio ad oggi fornisce i propri servizi ad oltre 2mila 500 centri di raccolta comunali in tutta Italia e ha provveduto a fornire oltre 6mila contenitori di proprietà del Consorzio da posizionare nelle isole ecologiche, per un investimento totale di 1,5 milioni di euro.

Fonte Ecoblog.it

26/06/09

VIVISIMETO 2009

La manifestazione annuale "VIVISIMETO" per consentire un assaggio del possibile sviluppo eco-sostenibile della Valle del Simeto (CATANIA).

L'associazione VIVISIMETO è lo sbocco propositivo del movimento dei cittadini della valle del Simeto, nata per contrastare, la realizzazione dellinceneritore in Contrada Cannizzola, in territorio di Paternò (CT), e gli impianti di smaltimento di rifiuti speciali e tossici nella stessa Contrada Cannizzola ed in Contrada Contrasto, in territorio di Adrano (CT)., costituita da tanti cittadini con esperienze e competenze professionali diverse ma con un impegno volontario comune, la realizzazione di un sogno, proporre oggi una prospettiva di sviluppo economico eco-sostenibile della Valle del Simeto.

24/06/09

Toscana: Mense a filiera corta, cohousing, latte alla spina

Proposte dal basso: le buone pratiche del primo dei tre incontri del percorso “Consumo sostenibile? Facciamolo” organizzato da ARPAT Toscana a Terra Futura.

Nell’incontro del pomeriggio di venerdì 29 maggio, coordinato da Ada Rossi (Facoltà di Agraria - Università di Pisa), sono state presentate tre delle undici buone pratiche, delle quali qui riportiamo le sintesi.

“La fattoria a tavola, la filiera corta a scuola”: Raffaella Grana (Assessore alla cultura e al sapere del Comune di S.Miniato - Pisa) ha presentato le esperienze del Comune di S.Miniato dedicate a vari percorsi educativi sui temi della filiera corta e della cultura del territorio e dell’ambiente rurale. Dopo l’introduzione di alimenti biologici nelle mense scolastiche già a partire dall’a.s. 2000-2001, con il progetto “Orti in condotta”, realizzato in collaborazione all’associazione “Slow Food”, sono stati realizzati tre orti scolastici, dove ragazzi/e coltivano ortaggi e frutti con il metodo biologico, riconoscono i prodotti tipici del territorio locale, e si svolgono attività di educazione e formazione per alunni/e, insegnanti e genitori. Dall’a.s. 2007-2008 si è sviluppato il progetto “Fattorie a Tavola”, condiviso e sostenuto dalla Provincia di Pisa (con un finanziamento di due anni), ASL 11, Consorzio Macelli di San Miniato e Associazione Provinciale Allevatori. Il progetto è basato sulla filiera corta, e si è concretizzato in un percorso educativo alla riscoperta dei sapori e delle ricchezze della cultura rurale, con l´introduzione di piatti della tradizione nelle mense scolastiche (in particolare, carni bovine pisane e suine toscane, controllate e certificate) e, parallelamente, in iniziative di educazione al territorio e dedicate alla sostenibilità ambientale, alla qualità delle materie prime utilizzate, alla promozione del consumo di prodotti locali attraverso lezioni in aula, incontri con genitori e docenti, visite guidate nelle aziende agro-zootecniche, nonché con il coinvolgimento anche del “Mercatale di S.Miniato”.


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“Ho scelto il mio vicino: il cohousing”: Antonella Lamberti (Associazione cohousing in Toscana) ha presentato il concetto di “cohousing” e le attività dell’”Associazione Cohousing in Toscana”. Il cohousing è una comunità residenziale nella quale ciascuno dei componenti ha una propria abitazione in proprietà o in affitto e fruisce di spazi e servizi gestiti in comune. Tra questi vi possono essere ampie cucine, una sala per riunioni, cene e feste, una lavanderia, un giardino o un orto, automezzi in car-sharing, etc. Tipicamente il cohousing si realizza attraverso insediamenti di 20-40 unità abitative, per famiglie e single, che si sono scelti tra loro e hanno deciso di dare vita, attraverso un processo di progettazione partecipata, a una “comunità di vicinato solidale”, dove coesistono spazi privati (la propria abitazione) e spazi condivisi.

Le motivazioni che portano alla coresidenza possono essere l’aspirazione a ritrovare dimensioni perdute di socialità, di aiuto reciproco e di buon vicinato e contemporaneamente il desiderio di ridurre la complessità della vita, dello stress e dei costi di gestione delle attività quotidiane. Il cohousing, nato in Danimarca nel 1964, si è diffuso fino a raggiungere circa un migliaio di esperienze attive nel mondo. Le esperienze italiane sono a Torino, sull’Appennino tosco-emiliano (Monzuno e Castelmerlino), a Preganziol (Treviso) e a Nerviano (Milano). L’”Associazione Cohousing in Toscana”, è stata costituita nel novembre del 2008 da un gruppo di persone con l’intenzione di realizzare uno o più cohousing in Toscana, e attraverso mailing list, sito internet (www.cohousingintoscana.it), ecc., fornisce informazioni, promuove la formazione di gruppi di cohouser, cerca siti idonei alla costruzione e/o realizzazione degli insediamenti, crea condizioni per la progettazione condivisa, ecc.

“Buono come il latte alla spina”: Francesco Di Iacovo (Centro Interdipartimentale di Ricerche Agro-Ambientali (CIRAA) “E. Avanzi” - Università di Pisa) ha rappresentato l’esperienza del distributore automatico di latte crudo alla spina realizzata dall’Università di Pisa. Il CIRAA ha infatti installato, nel gennaio 2008, un distributore presso il centro zootecnico della stessa Università, a S.Piero a Grado, vicino a Pisa. Il latte viene distribuito al distributore self–service, aperto 24 ore su 24, e può essere raccolto sia utilizzando contenitori monouso forniti dal produttore (che costano 0,20 euro), sia con recipienti personali (preferibilmente in vetro). Il prezzo è conveniente (1,00 euro al litro) e trasparente, poiché viene garantita ai produttori una remunerazione di circa 0,40 euro al litro. Si tratta comunque di un prodotto delicato, che necessita di attenzioni e cautele, sia nella fase di produzione che di consumo. Il latte proviene da una filiera estremamente corta, cioè dagli allevamenti dello stesso centro zootecnico, quindi “Km zero” nel vero senso della parola. Le vendite del distributore stanno avendo successo, con una media di 350 litri distribuiti al giorno. I benefici di questa buona pratica sono significativi: la filiera corta riduce gli impatti ambientali dovuti ai trasporti; il rapporto più diretto tra produzione e consumo accresce i benefici economici per il produttore che per il consumatore; la modalità distributiva riduce la produzione di rifiuti da imballaggio; la valorizzazione della territorialità delle produzioni accresce l’attenzione al territorio da parte del consumatore; la rivalutazione del lavoro di allevatore contribuisce a ricollocare questa figura al centro dei rapporti tra produzione e consumo.

Fonte Arpat Toscana.it

22/06/09

Prestigiacomo dà il via al piano rifiuti Sicilia

Al via questa mattina i lavori per l’ampliamento della quarta vasca della discarica di Bellolampo: costo 2,2 milioni coperti dal ministero dell’Ambiente. Altri 4,5 milioni costera’ il secondo ampliamento, finanziati con risorse della Regione con i Fas. Ma nei piani c’e’ anche una quinta vasca che costera’ 17 milioni (da reperire), di cui 6 milioni per il primo stralcio funzionale. “Ci saranno risorse anche della Regione - aggiunge il ministro - perche’ ci auguriamo di uscire presto dalla fase emergenziale e tutto deve tornare sotto la responsabilita’ degli enti preposti”. Poi il tema della gestione controversa e per certi aspetti fallimentare degli Ato rifiuti: per Prestigiacomo e’ l’ora che la politica faccia un passo indietro. Parole chiare anche riguardo le tensioni dei giorni scorsi legate all’emergenza in provincia di Palermo: “Sappiamo che ci sono dei problemi - ha detto - ma non consentiremo a nessuno di potere ricavare risorse dai ricatti. Se interrompono la raccolta pensando di ottenere risorse si sbagliano. Occorre rispettare modi e sedi adeguati”.
La sua giornata palermitana era stata aperta da un incontro con da un incontro con il sindaco Diego Cammarata: al ministro erano state illustrate le percentuali di riscossione Tarsu che a Palermo nel periodo 2006-2008 hanno raggiunto quota 80%; ma per il primo cittadino “resta il fatto che i proventi della Tarsu non sono sufficienti a coprire i costi che l’Amia affronta per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. L’impegno finanziario annunciato dal presidente del consiglio Berlusconi e’ dunque essenziale per consentire all’azienda di rimettere i conti in equilibrio e guardare ad un indispensabile rilancio dell’attivita’”. (AGI)

Grasso: «introdurre il reato associativo ambientale»

Pietro Grasso

Alla Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti il Procuratore nazionale Antimafia ha proposto di prevedere il reato associativo ambientale nella competenza delle Direzioni distrettuali. In tal modo si consentirebbe l’uso delle intercettazioni telefoniche in materia

LA PROPOSTA. Il Procuratore nazionale Antimafia, Pietro Grasso, ascoltato nei giorni scorsi dalla Commissione d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti ha proposto di prevedere una fattispecie di reato associativo ambientale, facendolo rientrare nella competenza delle Direzioni distrettuali antimafia mediante una modifica dell'articolo 51, comma 3-bis, del Codice di procedura penale.

LE COMPETENZE. Uno dei punti su cui si è discusso ha riguardato l' opportunità di attribuire alle Direzioni distrettuali antimafia la competenza sui reati connessi al ciclo dei rifiuti. Gli altri reati resterebbero attribuiti alla competenza delle singole Procure. In questo modo si consentirebbe anche di recuperare l'uso dello strumento delle intercettazioni telefoniche in materia.
LE SOLUZIONI. Nel corso dell'audizione - dice una nota - sono state tracciate le linee di fondo dell'azione della criminalità organizzata nel ciclo dei rifiuti in Italia, prefigurando alcune possibili soluzioni a livello legislativo per contrastare il fenomeno, che negli ultimi anni ha visto la partecipazione alle attività delittuose di soggetti non inquadrati nelle organizzazioni malavitose. (Ansa).

Lo Stagnone di Mozia e gli Amici di Leonida-Marsala

19/06/09

Stefania Trabalza- Lo smaltimento dei rifiuti e il suo potenziale in soldi -

Sicilia: VIVISIMETO 2009

In occasione dell'appuntamento annuale della Valle del Simeto (Catania) "Vivisimeto 2009" si terranno il 19-20-21 giugno 2009 presso la masseria Aragona Moncada in contrada Aragona a CENTURIPE (EN) una serie di incontri, workshop e dibattiti sul tema della cittadinanza attiva, il piano dei rifiuti in Sicilia e il Parco Fluviale del Simeto.

WORKSHOP
dal 19 al 21 giugno ore 9-12
"Organizzare la comunità" workshop per leader di comunità sulle strategie di costruzione di cittadinanza attiva. Prof. Kenneth Reardon, direttore del Graduate Program in City and Regional Planning, University of Memphis, United State of America.

CONVEGNI
VENERDI’ 19 giugno, ore 17.00
"Il ruolo delle comunità cittadine nella pianificazione e nello sviluppo della Valle del Simeto"
Modera: Piera Busacca, Università di Catania
Introduce: Turi Maurici, Associazione Vivisimeto
Interviene: Kenneth Reardon, University of Memphis, USA Wade Rathke, Acor International
Conclude: Graziella Ligresti, Associazione Vivisimeto

SABATO 20 giugno, ore 17.00
"Un nuovo Piano per la gestione sostenibile dei rifiuti in Sicilia"
Modera: Claudio Grosso, dirigente ATO CT 5 “Kalat Ambiente”
Introduce: Piero Toscano, Associazione Vivisimeto
Interventi: Riccardo Orioles, giornalista
Mario Giarrusso, avvocato
Giusi Milazzo, CGIL Catania
Aurelio Angelini, Sociologo dell’Ambiente, Università di Palermo
Rossano Ercolini, Rete Nazionale Rifiuti Zero
Conclude: Paolo Guarnaccia, Associazione Vivisimeto

DOMENICA 21 giugno, ore 17.00
"Verso il Parco Fluviale del Simeto"
Modera: Filippo Gravagno, Dipartimento Architettura ed Urbanistica, Università di Catania
Introduce: Nino Paternò/Giovanni Cottone, Associazione Vivisimeto
Partecipano: Francesco Finocchiaro, aspetti inerenti i Piani Regolatori Generali
Maurizio Erbicella, aspetti inerenti il Piano Territoriale Provinciale
Mauro Scaccianoce/Ignazio Lutri, aspetti inerenti i Piani Strategici
Antonio Alicata, aspetti inerenti i Piani di Gestione della Rete Natura 2000
Giuseppe Cirelli, aspetti inerenti i Piani di Tutela delle Acque
Simona Calvagno, aspetti inerenti i Piani Paesaggistici
Interventi programmati:
Gesualdo Campo, Soprintendente BBCCAA Catania
Rossana Interlandi, Dirigente Assessorato Regionale Territorio e Ambiente
Conclude: Chiara Longo, Associazione Vivisimeto

VIVISIMETO 2009
Scarica qui il programma

18/06/09

Sicilia: Emergenza rifiuti, a Bagheria chiuse scuole e uffici pubblici

Dopo una notte di roghi di spazzatura nei paesi della cintura intorno a Palermo, con 40 interventi dei vigili del fuoco, si è appreso che il visindaco di Bagheria Antonio Passarello ha disposto la chiusura di tutti gli uffici pubblici, comprese le scuole di ogni ordine e grado, per l'emergenza rifiuti. "La decisione è stata presa - afferma una nota - per l' aggravarsi della situazione igienico sanitaria". In seconda battuta, il vicesindaco ha parzialmente modificato l'ordinanza disponendo che alla chiusura degli uffici pubblici "facciano eccezione i servizi essenziali, e l'ufficio elettorale per gli adempimenti per legge previsti in occasione dell'imminente consultazione referendaria". Il comune che ha dato i natali a Renato Guttuso e a Peppuccio Tornatore è uno dei ventidue centri dove da oltre una settimana la raccolta dell'immondizia è paralizzata per lo sciopero dei dipendenti del consorzio Coinres che attendono lo stipendio di maggio. Cestini e cassonetti sono stracolmi. Nei mesi scorsi l' amministrazione regionale aveva erogato cinque milioni di euro che sono serviti per pagare una parte delle mensilità arretrate per gli oltre cinquecento dipendenti del consorzio. La situazione, oltre che a Bagheria, è grave anche a Villabate e a Ficarazzi. Critico sulla decisione Pippo Cipriani, presidente dell'associazione antiracket ed ex assessore comunale di Bagheria, secondo il quale "la decisione di chiudere gli uffici pubblici è sbagliata perchè si impedisce la funzionalità dell'unico presidio attivo nel circondario che è appunto il comune". Cipriani aggiunge che "bisogna invece ribadire con forza la richiesta di commissariare il Coinres per affrontare l'emergenza con un interlocutore credibile e affidabile. Il ruolo del consorzio è ormai esaurito. In attesa di riformare il sistema degli Ato occorrono soluzioni immediate per evitare rischi sanitari gravi".
(17 giugno 2009)
Fonte La Repubblica.it

17/06/09

Il caso Capannori, primo comune italiano a rifiuti zero

Il comune di Capannori (Lucca), grazie alla strategia del riutilizzo e della diminuzione dei rifiuti, è passato negli ultimi 5 anni dal 37% al 65% di raccolta differenziata, con punte dell'82%, mentre la media italiana è ferma, secondo dati Ispra, al 27.5%. Le strade di Capannori non presentano cassonetti perché il cardine della strategia Rifiuti Zero, messa in atto dal comune e dall'azienda dei rifiuti, l'Ascit, è la raccolta porta a porta. Ogni giorno 40 furgoncini elettrici e a metano percorrono in lungo e in largo le 40 frazioni di Capannori per ritirare, secondo un calendario ben preciso, tutte le tipologie di rifiuti. Un totale di sette raccolte divise su materiali differenti, ivi compresi l'organico, (quindi la parte dell'umido, le foglie e via discorrendo), la carta, il non riciclabile e il multimateriale, ovvero plastica, vetro e alluminio. Sui 46 mila cittadini di Capannori, 43 mila selezionano i rifiuti con cura. Grazie a tale politica di riciclaggio, Capannori ha salvato 100 mila alberi ed evitato l'emissione di oltre 9 mila tonnellate di CO2. Nel 2007 ha ricavato circa 340 mila euro dalla vendita della carta. Lo smaltimento dell'organico costa 80 euro a tonnellata. Quello in discarica 160. Solo nel 2007 sono state riciclate 16 mila tonnellate di rifiuti. Dato che l'approccio scelto per affrontare il problema dei rifiuti è evitare di produrli, a Capannori una decina di negozi vendono detersivi alla spina. Stesso principio per la vendita del latte: un distributore alla spina viene rifornito da un produttore locale. Un litro, un euro: il cittadino risparmia, il produttore ci guadagna e non c'è spreco sui contenitori. I residenti sono incentivati anche nel portare materiale ingombrante nelle isole ecologiche: il servizio è gratuito, in più si acquisisce un punteggio a seconda della quantità di materiale scaricato. Il tutto si traduce in un assegno alla fine dell'anno. Ognuno ha il suo ruolo, dall'amministrazione al cittadino.Come si evince, sono molteplici le misure adottate per perseguire l'obiettivo di eliminare inceneritori e discariche. Entro il 2020 il comune di Capannori si propone di superare l'80 % della raccolta differenziata e di ridurre i rifiuti anche nella parte indifferenziata.
Fonte www.edilone.it

16/06/09

Assoambiente: tra due anni emergenza nazionale

Nel giro di due anni tutta l’Italia rischia di conoscere il dramma vissuto da Napoli con l’emergenza immondizia. A lanciare l’allarme è un nuovo rapporto di Assoambiente, l’associazione che riunisce oltre 130 imprese per i servizi ambientali, presentato oggi a Roma. Stando alle stime dell’organizzazione, che ha svolto un capillare lavoro di censimento di tutti gli impianti presenti sul territorio e del loro grado di “saturazione”, rimangono solo 24 mesi o poco più prima che tutte le discariche italiane abbiano esaurito le loro capacità di assorbire il flusso di rifiuti urbani e speciali senza sforare i limiti autorizzati. Tenendo anche conto del fatto che nuove proroghe sono difficilmente immaginabili, visto che questa scorciatoia è già stata sfruttata in più di un’occasione, resta quindi poco tempo per evitare di far precipitare il Paese in un caos dalle conseguenze imprevedibili. In teoria le soluzioni per evitare il peggio ci sarebbero e si chiamano riciclo (da incrementare il più possibile) e incenerimento (per quelle componenti non differenziabili), ma Assoambiente avverte che ormai potrebbe essere troppo tardi. “Sulla base delle esperienze sino ad oggi registrate - denuncia il rapporto - la tempistica media per la progettazione e messa in funzione di un impianto prende da un minimo di quattro anni ad un massimo di quasi sei. E’ quindi evidente che, in base a questa tempistica e all’attuale trend di sfruttamento degli impianti di discarica, il Paese si trova già oggi in notevole ritardo per l’individuazione e la programmazione di soluzioni alternative o di potenziamento delle attuali capacità di smaltimento“.

Una situazione dalla quale secondo l’associazione si può uscire solo rimboccandosi le maniche e gettando basi per una gestione futura più lungimirante. Il dossier non suggerisce quindi ricette miracolistiche, ma si limita a fornire uno strumento per prevedere e cercare di gestire al meglio le prossime emergenze.

Questo rapporto - spiega il presidente di Assoambiente Pietro Colucci - costituisce un primo completo censimento degli impianti di trattamento di rifiuti esistenti in Italia e fornisce elementi per rilevare prossime situazioni emergenziali per il Paese in questo settore“. “E’ necessario - aggiunge - intervenire promuovendo sistemi integrati di gestione e l’industrializzazione del settore, che attualmente riscontra gravi e diffuse lacune operative. Lo sviluppo del settore richiede, inoltre, un quadro normativo stabile e applicato in modo omogeneo a livello territoriale, caratteristica fondamentale per garantire i necessari investimenti e corrette condizioni di mercato. Infine, è necessario assicurare una condizione o regolazione (quando necessario) del mercato che favorisca lo sbocco dei materiali riciclati, al fine di evitare la sottoutilizzazione delle capacità autorizzate e di bloccare lo sviluppo di processi tecnologici in modo da non mancare il raggiungimento degli obiettivi di riciclaggio fissati in ambito europeo“. Alla cronica pigrizia e insensibilità italiana verso la raccolta differenziata si sono aggiunte infatti negli ultimi mesi anche le difficoltà legate alla crisi economica che ha portato a un crollo delle quotazioni dei materiali riciclati.(Repubblica.it)

15/06/09

Rifiuti a Palermo, rinviato vertice con Bertolaso

Salta il vertice previsto per oggi tra il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, il sindaco di Palermo Diego Cammarata e il Prefetto Giancarlo Trevisone per fare il punto sull’emergenza rifiuti nel capoluogo siciliano. Il sottosegretario con delega alla Protezione civile, come fanno sapere dal suo staff, e’ impegnato all’Aquila per la ricostruzione post terremoto. Un impegno “inderogabile”, che fa dunque slittare a data ancora da destinare il vertice sui rifiuti a Palermo. Bertolaso, lo scorso primo giugno, era venuto nel capoluogo siciliano per fare fronte all’emergenza rifiuti che si era venuta a creare a causa dell’astensione dal lavoro dei netturbini dell’Amia. (Adnkronos)

10/06/09

"L'importanza della differenziata"

Intervista andata in onda su RMC 101 il 3 giugno 2009 e pubblicata sul sito www.a.marsala.it

Patrizia Lo Sciuto, Presidente dell’Associazione Rifiuti Zero Trapani, in questi giorni Palermo sta diventando protagonista di un problema serio e sempre più difficile da risolvere, ovvero l’emergenza rifiuti. Perché si è arrivato a questo punto, dopo Napoli, anche a Palermo?

A Palermo siamo di fronte ad un’emergenza causata da scelte sbagliate dal punto di vista politico-amministrativo. Scelte sbagliate, queste, che non incentivano assolutamente i cittadini a fare ciò che è giusto fare, ovvero la raccolta differenziata.

Cosa può portare la macchina già traballante della gestione dei rifiuti a intopparsi?
I motivi possono essere molteplici, ma la causa principale, ripeto, sono le scelte politico-amministrative circa la gestione rifiuti. Bisogna che la politica e le ATO (Ambito Territoriale Ottimale, ovvero le società che si occupano della gestione dei rifiuti, ndr) facciano delle scelte di buon senso: un Comune, un’ATO o una società di ATO dovrebbero puntare su obiettivi ben precisi …
Ovvero?
Innanzitutto raccolta differenziata e raccolta “porta a porta spinta” …

Cosa intende per “porta a porta” spinta?
Significa, in un certo senso, spingere i cittadini a fare la raccolta differenziata, significa distribuire alla gente i contenitori appositi in cui smistare i vari rifiuti e andare casa per casa a raccogliere gli stessi. Tra l’altro, le stesse statistiche lo dicono: dove viene messa in atto la raccolta “porta a porta”, la percentuale delle persone che fanno la differenziata aumenta notevolmente. Le soluzioni ci sono, basta volerle. La gente, se condotta e messa nelle condizioni giuste, fa volentieri qualcosa che è utile alla collettività, come appunto la raccolta differenziata.

Quindi la raccolta differenziata e il “porta a porta” sono le uniche soluzioni per gestire il problema rifiuti?
No, bisogna investire inoltre moltissimo anche sulla riduzione dei rifiuti poiché non serve soltanto separare i rifiuti a monte, ma bisogna anche avere un’educazione e una consapevolezza circa le varie pratiche che si possono mettere in atto per non produrre rifiuti …

Ci faccia un esempio.
Per esempio, si possono scegliere prodotti con meno materiale di imballaggio o acquistare prodotti che si possono riciclare… Noi come consumatori possiamo fare davvero tanto per gestire il problema rifiuti.

Sappiamo che state attuando da un po’ di tempo la raccolta differenziata porta a porta presso il Comune di Paceco, come sta andando?
All’inizio ci sono state alcune difficoltà, ma se queste vengono affrontate con serenità e con buona volontà, possono essere superate. E’importante, in un certo senso “indottrinare” la gente verso l’obiettivo “rifiuti zero”: noi, in quanto associazione, abbiamo organizzato diversi incontri nelle scuole, abbiamo incontrato gli operatori ecologici, gli amministratori comunali e gli stessi cittadini per spiegare l’importanza della raccolta differenziata e per fare entrare la gente nell’ottica che fare la raccolta differenziata è indispensabile per il bene comune.
Il Comune parte da una percentuale bassa, il 4%. Il 26 maggio è partito un progetto pilota di raccolta differenziata porta a porta. L’obietto è arrivare a raggiungere alte percentuali. La legge impone il 35%. Ma se si percorre la strada per i “Rifiuti Zero” le percentuali saranno di sicuro più alte. L’obiettivo “Rifiuti Zero” è arrivare all’annullamento dei rifiuti entro il 2020 su tutti gli scarti prodotti. Il percorso è lungo, ma è necessario “crederci”: se tutta la comunità va verso la direzione “rifiuti zero” è possibile raggiungere l’obiettivo.

Pamela Giampino

Ricordiamo che la raccolta porta a porta promossa dal comune di Paceco (Tp) è inserita all'interno del progetto "In viaggio per una nuova vita”. Il servizio in questione è in via sperimentale nella parte nord del paese, ed è iniziato il 26 maggio 2009 attraverso la consegna di contenitori per la raccolta dell’umido e di sacchetti di colore diverso per il rifiuto secco, come carta, plastica e indifferenziato. Gli utenti possono separare i loro rifiuti, seguendo un calendario di raccolta. Con il servizio di raccolta differenziata porta a porta, il Comune di Paceco, intende iniziare un importante percorso sulla riduzione dei rifiuti, sul riciclo e il riuso per migliorare la vivibilità nel proprio territorio. Per promuovere l’intero progetto è stata realizzata una capillare campagna di sensibilizzazione sulla raccolta differenziata, in collaborazione con l’Ass. Rifiuti Zero Trapani. Sono stati organizzati una serie di incontri con gli alunni delle scuole di Paceco, Dattilo e Nubia, con i cittadini, i titolari di attività commerciali e gli operatori ecologici che espletano il servizio.

Fonte www.a.marsala.it

09/06/09

TVB (Ti Voglio Bere)

10.000 brindisi a Terra Futura. 3.600 litri di acqua sfusa per bere in modo sostenibile








Più di tremilaseicento litri erogati, di cui almeno duemila distribuiti dalla Fontanella T.V.B. installata all’aperto accanto al T.V.B. Point. Ovvero, circa 10.000 bevitori stimati in tre giorni tre su un totale di 87.000 visitatori. Che, tradotto in altre unità di misura, significa almeno 144 kg di plastica evitata e 300 kg di CO2 non emessa in atmosfera. Sono questi i numeri dell’adesione della manifestazione Terra Futura 2009 a T.V.B. Ti voglio bere, progetto del Centro Studi Ambientali di Torino per la valorizzazione dell’acqua del rubinetto da bere. «Risultati molto positivi – commenta Domenico Filippone, responsabile del progetto – che aprono interessanti prospettive in termini di sostenibilità ambientale durante grandi manifestazioni come questa di Firenze. Da non dimenticare, inoltre, il lavoro di sensibilizzazione e informazione fornito dal T.V.B. Point ai visitatori. L’invito ad altre fiere e manifestazioni, affinché seguano l’esempio di Terra Futura, è scontato». Buone pratiche in pratica: nell’ultimo week end di maggio la Fortezza da Basso è stata eletta capitale della sostenibilità di (una) Terra Futura, con l’installazione di 5 punti acqua (presso i 4 bar interni) e 1 punto erogazione esterno, dove gli ospiti hanno potuto dissetarsi gratuitamente con la Fontanella T.V.B. (installata da AQsystem di Biella) che spilla ottima acqua di rete filtrata. Entusiasti i visitatori, che sotto al solleone di venerdì e sabato hanno fatto la coda per poter bere acqua del rubinetto declorata. L’invito dei promotori è stato colto: non c’è miglior brindisi alla sostenibilità ambientale di quello fatto con l’acqua del rubinetto, perché più sicura, economica ed ecologica: visto che con una sola scelta si riducono la produzione di rifiuti, il consumo di petrolio e l’emissione di CO2. Il progetto T.V.B. Ti voglio bere è nato tre anni fa con l’obiettivo di valorizzare la risorsa idrica promuovendone il risparmio e il bere l’acqua del rubinetto. Viene realizzato in numerose scuole, locali pubblici, strutture ricettive e di pubbliche amministrazioni e proprio durante la manifestazione fiorentina ha lanciato la declinazione domestica del progetto, denominata T.V.B. Famiglia, con un kit (il kit T.V.B.) prodotto da AQsystem e dedicato alla valorizzazione dell’acqua nelle singole abitazioni. (STUDIAMBIENTALI.to.it, tratto da diariodelweb.it)


Emergenza rifiuti, Messina come Palermo?


Anche Messina potrebbe ritrovarsi presto con una emergenza rifiuti simile a quella che ha colpito Palermo nelle ultime settimane. Dal primo luglio infatti non sarà più possibile trasferire nella discarica di Mazzarrà Sant’Andrea i rifiuti provenienti dalla città peloritana perché la discarica è quesi satura. Di conseguenza si dovrà prima avviare la separazione tra secchi e umidi. Quest’ultima disposizione arriva dal Prefetto Francesco Laecci in base alla normativa europea sui rifiuti. Nei giorni scorsi i cittadini di Furnari, vicino a Mazzarà Sant’Andrea, hanno protestato contro l’ampliamento della discarica. Il rischio per i prossimi giorni è quello di una nuova emergenza perché a Messina non si è riusciti ancora ad avviare la raccolta differenziata. Il sindaco Giuseppe Buzzanca a questo proposito ha chiesto stamani una proroga di qualche settimana al prefetto in modo da avere il tempo per mettere in funzione la discarica di Pace. Intanto il presidente di Messinambiente, la società che si occupa di smaltimento rifiuti in città, Antonio Dalmazio, ha deciso stamani il licenziamento di diciotto dipendenti. Alla base dei provvedimenti ci sarebbero frequenti malattie e assenze. Alcuni di loro in due anni sarebbero stati assenti 240 giorni per malattia (ANSA, tratto da SiciliaInformazioni)

Ma i rifiuti fanno male? Al via una ricerca della Federambiente con l’Istituto superiore di sanità

Roma, 8 giugno – Un tavolo tecnico per monitorare gli impatti della gestione dei rifiuti sulla salute umana e un Rapporto annuale che ne condenserà in modo periodico i risultati. Sono questi gli effetti più significativi del protocollo d’intesa tra l’Istituto superiore di sanità e la Federambiente sottoscritto dai rispettivi presidenti, Enrico Garaci e Daniele Fortini. Il tavolo tecnico, che avrà il compito di approfondire le problematiche sanitarie e ambientali determinate dal trattamento dei rifiuti urbani e speciali, sarà coordinato da Alessandro Di Domenico, direttore del dipartimento Ambiente e connessa prevenzione primaria dell’Iss, da Antonio Bonomo, responsabile del Comitato tecnico scientifico della Federambiente, e da Roberto Barbieri per la Fondazione per la sicurezza in sanità creata dallo stesso Iss allo scopo, fra l’altro, di favorire la ricerca scientifica nell’ambito della sicurezza e il trasferimento dei risultati della ricerca nella pratica clinica. Il Rapporto annuale costituirà un ulteriore elemento di conoscenza dello stato dell’arte e della situazione in materia d’impatto della gestione dei rifiuti sulla salute, configurandosi così come uno strumento per quanti, a tutti i livelli, sono chiamati a normare, a vigilare e a gestire la gestione del ciclo integrato dei rifiuti. “Questo accordo si iscrive nei compiti tradizionali dell’Istituto superiore di sanità, che da sempre svolge un attento monitoraggio sull’impatto dei fattori di rischio ambientale sulla salute umana - afferma il presidente dell’Iss, Enrico Garaci. - Un ulteriore impegno, il nostro, importante se si pensa alla centralità di una problematica complessa come quella del rischio sanitario associabile alla gestione dei rifiuti”. “Questo protocollo d’intesa - interviene il presidente della Federambiente, Daniele Fortini - è l’ulteriore testimonianza di quanto siano trasparenti nelle loro attività le nostre imprese e di quanto siano accessibili a chiunque tutte le informazioni e le conoscenze di cui disponiamo. Noi per primi vogliamo i più severi controlli sanitari e la massima diffusione dei dati, e in questo senso la collaborazione con l’Iss sarà un forte moltiplicatore dell’attenzione su questi temi”.

Per maggiori informazioni: www.iss.it o www.federambiente.it
Fonte e-gazette.it

08/06/09

Rifiuti in Sicilia: un affare da cinque miliardi di euro

6 giugno 2009
Scritto da Carlo Ruta

Con l’avvio delle nuove gare per gli inceneritori, viene rilanciato un affare di proporzioni enormi, destinato a influire notevolmente sugli assetti del potere siciliano nei prossimi decenni. Le concertazioni fra Palermo e Roma. Il quadro degli interessi in causa.
Fonte: "Domani". Settimanale di Arcoiris tv

L’accelerazione impressa dalle sedi regionali nella partita dei rifiuti è sintomatica. È arrivata per certi versi imprevista, dopo anni di gioco apparentemente fermo, a seguito della decisione assunta nel 2006 dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea di annullare le aggiudicazioni dei quattro mega inceneritori, avvenute nel 2003. Si è cercato di prendere tempo, per rimettere ordine nell’affare, che ha visto in campo cordate economiche di spessore, eterogenee ma bene amalgamate. Si è interloquito con le società interessate per concordare il rimborso dei danni, stabiliti in ultimo nella cifra, iperbolica, di 200 milioni di euro. Adesso è arrivato l’annuncio delle nuove gare, mosse paradossalmente dagli alti burocrati che hanno organizzato le precedenti: dai medesimi quindi che sono stati censurati dalla UE per le irregolarità rilevate nella vicenda. Come è nelle consuetudini, esistono ipoteche, parole date, assetti da cui non è agevole prescindere. Si registra comunque un aggiornamento, non da poco: gli inceneritori da realizzare saranno tre, a Bellolampo, Augusta e Campofranco. Si è deciso quindi di rinunciare al quarto, che sarebbe dovuto sorgere a Paternò, in area etnea. Le responsabilità sono state fatte ricadere sulla compagine aggiudicataria Sicil Power, che secondo l’avvocato Felice Crosta, presidente dell’Arra, avrebbe indugiato troppo dinanzi alle richieste della parte pubblica. In realtà tutto lascia ritenere che si sia trattato di un primo rendiconto, nell’intimo della maggioranza e delle aree economiche di riferimento, mentre si opera per disincentivare la protesta che ha percorso l’isola dagli inizi del decennio.
Continua

07/06/09

San Benedetto del Tronto: "Gabianelle" nuovo servizio di raccolta rifiuti

Federica Di Donato, l'artista che ha realizzato i "totem verdi"

San Benedetto del Tronto | Da lunedì 8 giugno ogni "gabbianella" sosterà nel punto esatto indicato dal totem verde consentendo ai cittadini di conferire umido e secco non riciclabile. Ecco tutti i particolari.

"Noi cittadini virtuosi. Io amo sbt. Io riciclo." E’ il nuovo servizio di raccolta riufiuti UMIDO E SECCO NON RICICLABILE GIORNALIERO A TEMPO che avrà inizio lunedi 8 giugno in doppia fascia oraria per tutta la zona centro e si inserisce nel programma più articolato di azioni avviato nel 2008 CON UN PICCOLO GESTO CI DATE UN SACCO del comune di San Benedetto del Tronto con il progetto GABBIANELLE IN CENTRO E PORTA A PORTA A partire da lunedì 8 giugno, nella città di San Benedetto del Tronto in zona centro verranno istallati otto totem verdi che avranno il ruolo di indicare il punto di sosta dell'unità mobile “la Gabbianella”, il servizio di raccolta giornaliero a tempo. Il servizio prenderà il via l'8 giugno dalla zona centro grazie all'impegno di Cittadini Virtuosi che conferiranno nelle fasce orarie prestabilite e in prossimità dei totem verdi. Ad attenderli, le “Gabbianelle”, unità mobili per la raccolta rifiuti "Umido" e "Secco non Riciclabile", sosteranno in prossimità degli otto “totem verdi” della zona centro, posizionati ad indicare i punti di conferimento. I “totem verdi" sono stati realizzati utilizzando materiali di recupero provenienti dall'impianto di separazione della PicenAmbiente, ideati, progettati, pressati ed assemblati dall’Associazione Sceverti.it presidente ed ecodesigner Timoteo Sceverti e per la loro realizzazione non sono state impiegate nussuna nuova energia o materiali se non quelle già esistenti. I totem concretizzano un'azione di differenzazione dei rifiuti, dandole visibilità e sensibilizzando il cittadino ad una maggiore affettività verso l’ambiente. Premiano il senso di responsabilità dei cittadini virtuosi ponendo l’accento sull’importanza di un’acquisto più consapevole . la formula produciamo meno riufiuti riutilizziamo ciò che già c’è: Noi cittadini virtuosi “Io amo SBT. Io riciclo”; I totem sono frutto di un processo creativo di engeneerign verde , un incentivano ad una partecipazione attiva del cittadino alla differenziata, ad una cultura del riuso e ad un’acquisto sostenibile. L’Obiettivo è incrementare la raccolta differenziata, passando dal 38% al 50 % nei prossimi mesi. Oggi, grazie alle opportunità offerte dall’Amministrazione Comunale di San Benedetto del Tronto, si sperimentano nella nostra città istallazioni sostenibile, esempi di engineering verdi urbano a "costo zero". Materiali di scarto, destinati a smaltimento, sono stati recuperati e trasformati.

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Fonte Il Quotidiano.it

05/06/09

Giornata Mondiale dell'Ambiente: "HOME - La nostra Terra"

Foto di Yann Arthus-Bertrand

In occasione della Giornata Mondiale dell'Ambiente , oggi 5 giugno 2009, viene presentato contemporaneamente in più di 100 stati del mondo, un grande film dedicato al pianeta Terra.

Il film 'HOME - La nostra Terra' è stato girato da Yann Arthus-Bertrand e co-prodotto da Elzévir Films e EuropaCorp, compagnia di Luc Besson. Yann Arthus-Bertrand è un fotografo, giornalista e ambientalista francese, già autore de La Terre vue du Ciel, un progetto di fotografie aeree del nostro pianeta, poi diventato un film, presentato in esclusiva in Italia al Festival CinemAmbiente nel 2005. Il film è composto da immagini aeree filmate in più di cinquanta paesi del mondo. Un progetto ambizioso e di grande impatto, che rende ancora una volta possibile scoprire la meraviglia di un pianeta magnifico, sottoline andone al tempo stesso l’evidente fragilità. Il film, che è stato prodotto senza fini di lucro, si pone come obiettivo quello di essere visto dal maggior numero di persone possibili. Non saranno solo tradizionali proiezioni quelle che avverranno contemporaneamente il 5 giugno, ma Home sarà trasmesso anche da molte televisioni e, grazie ad una partnership con Youtube , anche su internet al link http://www.youtube.com/homeproject

Anteprima italiana a Torino il 5 Giugno 2009 presso il Cinema Massimo (sala 1), ore 21.00

Fonte: Cinemambiente Environmental Film Festival

Trailer del fil 'Home-La nostra Terra'

World Environment Day 2009, Lvia per riciclo in Africa

Lo sviluppo della filiera del riciclaggio della plastica in Africa secondo criteri non solo economici, ma anche sociali e ambientali. E’ questa la strada proposta dalla ong piemontese Lvia per la Giornata Mondiale dell’Ambiente delle Nazioni Unite. I “centri di valorizzazione della plastica” sono il cardine del sistema di gestione dei rifiuti per la mitigazione della poverta’, il miglioramento della condizione sociale ed economica della comunita’, e per una maggiore consapevolezza di un utilizzo sostenibile degli oggetti in plastica. L’iniziativa di Lvia ha suscitato interesse in diverse citta’ africane e fino a oggi sono stati realizzati Centri in Senegal, Burkina Faso, Mozambico e Mauritania.
La dispersione dei rifiuti plastici nell’ambiente e’ fonte oltre che di inquinamento anche di perdita economica per la popolazione, a causa dell’impoverimento dei terreni e dell’incremento della mortalita’ del bestiame domestico per l’ingestione di sacchetti. Sono proprio le citta’ africane che crescono a ritmi crescenti a dover affrontare il problema con soluzioni nuove, un recente rapporto di UN Habitat infatti stima che entro il 2030 la popolazione urbana nel continente raddoppiera’, passando da 373 milioni a oltre 759 milioni di persone. Nel 2015 - secondo il rapporto - saranno 53 le citta’ africane a superare il milione di abitanti, con una media per citta’ di oltre tre milioni di persone. “I centri rappresentano un’opportunita’ di lavoro, soprattutto per le donne chiamate alla gestione delle attivita’“, spiega in una nota l’organizzazione non governativa, “oltre che un’opportunita’ di reddito per la popolazione che qui vende i propri rifiuti; inoltre, rafforzano il sistema economico locale, perche’ le imprese possono limitare le importazioni di plastica vergine comprando dal centro il materiale riciclato, e attivano percorsi di educazione ambientale nelle scuole e spettacoli teatrali nei quartieri“. La salvaguardia dell’ambiente oggi si intreccia con la lotta contro la poverta’ in Africa perche’, continua la nota, “sono le popolazioni povere a subire gli impatti piu’ devastanti degli effetti del surriscaldamento del pianeta: le societa’ rurali sono piu’ vulnerabili alla desertificazione, alla scarsita’ idrica e ai disastri naturali, e i rifugiati ambientali in fuga dalla campagne affollano le citta‘”. Lvia in Italia promuove attivita’ di educazione ambientale e al consumo consapevole, con le scuole attraverso percorsi di riduzione-riutilizzo-riciclo-recupero e con la campagna internazionale ‘Crea un clima di giustizia‘-Focsiv con cui si chiede ai governi la ratifica al Vertice di Copenaghen di un accordo per la tutela dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile. Il dossier Lvia e’ su www.lvia.it. (AGI)

03/06/09

COMUNICATO DELLA RETE RIFIUTI ZERO SICILIA: EMERGENZA RIFIUTI A PALERMO

Palermo 3 giugno 2009

La Rete Rifiuti Zero Sicilia, costituita da associazioni e comitati di cittadini attivi in più parti dell’isola, visti i recenti fatti accaduti a Palermo, comunica il proprio sgomento per il disastro causato nella città da una cattiva gestione dei rifiuti. I gravi danni, generati dall’ amministrazione, ai lavorati dipendenti della ditta municipalizzata, si sono ripercossi nelle strade della città, lasciando ovunque tracce indelebili. Non è sgombrando le strade che il problema si possa considerare risolto. Bisogna agire alla fonte attivamente. L’emergenza, come in Campania, è la conseguenza di cattive scelte politico-amministrative. La volontà di non fare una seria e capillare raccolta differenziata causa gravi danni all’ambiente e di conseguenza alla salute dei cittadini. Prevenire, prima che il disastro accada, è la strada da percorrere. La prevenzione è la raccolta differenziata, la separazione del rifiuto secco dal rifiuto umido, per permettere il recupero delle risorse. E’ auspicabile un piano sensato di gestione rifiuti, compatibile con le direttive europee, con i centri comunali di raccolta, gli impianti di selezione e di compostaggio. Obiettivo “Rifiuti Zero” è gestione eco-compatibile dei rifiuti, prodotti post-consumo, è separazione alla fonte per impedire il riempimento delle discariche per non parlare della scellerata volontà di costruire inceneritori nella nostra regione. Una raccolta differenziata porta a porta spinta permette di raggiungere alte percentuali in pochi mesi creando nuovi posti di lavoro. In un momento di crisi economica ci auguriamo che le risposte vengano da decisioni coscienziose mirate al recupero e al risparmio delle risorse sia nel presente che nel futuro. Abbiamo prova da più parti d’Italia e del mondo che il percorso “Rifiuti Zero” è possibile sia nelle piccole che nelle grandi città e non è utopia. Per concludere la Rete Rifiuti Zero Sicilia esprime la propria solidarietà verso i rigattieri siciliani che hanno contribuito al mercato del riciclo, al recupero e al riuso, ma a causa delle recenti norme sulla sicurezza non possono svolgere il loro lavoro.

Le associazioni e i comitati della Rete Rifiuti Zero Sicilia



Rifiuti, soldati in azione a Palermo

Foto La Repubblica.it

Centocinquanta i militari impegnati nella pulizia della città. Ancora cassonetti in fiamme nella notte, 60 le segnalazioni ricevute dai vigili del fuoco. Allo Zen netturbini scortati dalla polizia.

PALERMO - Decine di cassonetti e cumuli di immondizia sono stati dati alle fiamme anche la notte scorsa a Palermo, dove solo da ieri è ripresa regolarmente la raccolta dei rifiuti. I vigili del fuoco hanno ricevuto circa 60 segnalazioni e hanno dovuto inviare le autopompe per spegnere i roghi che erano divampati in numerose zone della città, dal centro alla periferia. Oggi intanto sono entrati in azione anche 150 militari del Genio, così come deciso nel corso della riunione operativa presieduta dal sottosegretario Guido Bertolaso che si è svolta lunedì scorso in prefettura. Intanto la polizia e vigili urbani hanno scortato alcuni operai delle squadre dell'Amia al lavoro per rimuovere nel quartiere Zen, a Palermo, i rifiuti accumulatisi in una settimana di proteste. L'intervento delle forze dell'ordine è stato necessario dopo che gli operatori ecologici sono stati aggrediti questa mattina da cittadini esasperati dai cumuli di immondizia davanti alle loro case. Bisognerà smaltire in tempi rapidi le circa 4.400 tonnellate di rifiuti che si sono accumulate negli ultimi giorni a causa dello 'sciopero bianco' proclamato proprio dai dipendenti dell'Amia, la ex municipalizzata che gestisce il servizio di raccolta. L'azienda, che ha un deficit di 150 milioni di euro, è sull'orlo del fallimento. Bertolaso ha assicurato che la città sarà ripulita "entro una settimana".
Fonte Sicilia informazioni

02/06/09

"Homem Refluxo" al Napoli Teatro Festival Italia

Per una settimana, durante il Napoli Teatro Festival Italia, il 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 giugno Peri Pane attraverserà la città di Napoli raccogliendo i propri rifiuti – dai mozziconi di sigaretta alle lattine ai giornali – nelle 43 tasche del suo speciale abito trasparente. "L’uomo è quello che consuma", dichiara l'artista brasiliano, e il vestito usato in Homem Refluxo è ben più di una metafora capace di dimostrarlo: il progetto performativo intende scardinare l’automatismo su cui si fonda abitualmente il rapporto fra persone e smaltimento dei rifiuti, portando il pubblico a riflettere sul modo di vivere, abitare, attraversare lo spazio urbano.

Peri Pane
Peri Pane (1975) è un artista brasiliano che vive e lavora a San Paolo. Oltre all’arte visiva (video e scultura), è anche compositore e musicista. Ha ideato e realizzato Homem Refluxo nel 2003 a San Paolo, portando poi una parte della performance a Barcellona nel 2007.

Il riciclo a Parigi

La campagna elettorale francese di Europe Ecologie

La discarica

Una piccola speranza diventa realtà...

Aosta - Lettera di Jean-louis Aillon, Presidente del comitato Rifiuti Zero VdA, in merito alla decisione dell'Amministrazione regionale di non seguire la linea del termovalorizzatore.

Non costruiranno un inceneritore in Valle d'Aosta! Rimane ancora l'incognita sugli scenari futuri, ma è ormai assodato che non si svuoterà la discarica di Brissogne per dare da mangiare ad un inceneritore a griglia che altrimenti non avrebbe potuto funzionare. La nostra salute e l'ambiente sono al sicuro e la nostra regione, in un periodo di crisi, ha risparmiato una ingente quantità di denaro. Quando siamo partiti in questo cammino 2 anni fa nessuno ci avrebbe scommesso una lira. Mi dicevano di pensare a studiare e che stavo perdendo il mio tempo.. Noi però ci abbiamo creduto lo stesso. Nonostante la disillusione domini sovrana in questi tempi non ci siamo rassegnati al fatto che "il mondo è così e nessuno lo può cambiare". Era molto improbabile che la nostra impresa andasse a buon fine, ma non impossibile...

Sapevamo che la ragione e il buon senso erano dalla nostra, ben consci però che spesso in questo strano mondo non sono sufficienti. Invece di chiuderci nel nostro "piccolo guscio" in un cieco individualismo abbiamo guardato al futuro e in mezzo alle nubi abbiamo tentato di scorgere quello spiraglio di luce che sempre c'è se l'occhio vuol cercare. Abbiamo sperato e con noi hanno sperato altre 3.300 persone che hanno speso del tempo per venire a fare una piccola firma al nostro banchetto...

Leggi tutta la lettera di Jean-louis Aillon, Presidente del comitato Rifiuti Zero VdA

Fonte Aostasera.it

Palermo, cenciaioli in piazza

''Noi facevamo la raccolta differenziata: ora ci processano''
Vedi il video

Palermo invasa dai rifiuti. Bertolaso: "Raccolta riprende"


1 giugno 2009
PALERMO -
"Da stasera ripartirà la raccolta dei rifiuti". Lo assicura il sottosegretario alla Protezione civile Guido Bertolaso al termine di un vertice in Prefettura con tutte le istituzioni interessate alla risoluzione del problema. "No alla cattiva pubblicità". "Il paese non può vivere un'altra vicenda relativa ai rifiuti, è una questione di prestigio internazionale - ha detto Bertolaso dopo la riunione - Non possiamo tollerare che a Palermo, ci si faccia un autogol con una vicenda del genere. Temo che in altri Paesi del Mediterraneo in questo momento c'è gente che brinda se continua questa cattiva pubblicità". E ha poi aggiunto: "In una settimana, anche con la collaborazione dell'esercito, verranno rimosse 4400 tonnellate di spazzatura accumulate". Bertolaso tornerà a Palermo il 15 giugno per verificare lo stato dei lavori. In arrivo le risorse. Da stasera ai dipendenti dell'Amia, la municipalizzata che gestisce la raccolta dei rifiuti, dovrebbero giungere 300 paia di scarpe speciali, 25-30 autocompattatori forniti dalle società di diverse province e due mezzi di movimentazione da utilizzare nella discarica di Bellolampo. A vigilare sull'effettivo arrivo del materiale ai lavoratori che protestano da giorni rallentando il servizio sarà il prefetto Giancarlo Trevisone. Ai lavoratori è stato inoltre garantito il pagamento degli stipendi di giugno, della quattordicesima e il mantenimento dei livelli occupazionali. Il sindaco Diego Cammarata ha precisato che per acquistare le attrezzature e i mezzi "verranno utilizzate risorse della Protezione civile, crediti per 95 milioni di euro che l'azienda vanta nei confronti di comuni e di Ato e poi ci sono le garanzie annunciate dal governo". L'inchiesta. La procura di Palermo ha aperto un'inchiesta sulle spese "pazze" sostenute dagli ex dirigenti dell'Amia, che, con un passivo di circa 150 milioni, è sull'orlo del fallimento.
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Fonte Repubblica.it

01/06/09

Palermo Palermo

PALERMO: CRISI DEI RIFIUTI SUBITO LA RACCOLTA PORTA A PORTA


Palermo 1 giugno 2009
La crisi nella gestione dei rifiuti urbani che sta vivendo Palermo è una crisi preannunciata da tutti e da molto tempo: organi di stampa, amministratori, politici, associazioni ambientaliste. Abbiamo avuto, e abbiamo anche ora, esempi simili nel Catanese, nel Nisseno, nell’Ennese, ecc. A Palermo si è cercato do risolverla con una richiesta di ripianamento “in bianco” delle perdite passate e future dell’AMIA. Eppure in questi casi bisogna rispondere ad una domanda: come mai si è arrivati a tanto se tutti sapevano? Evidente che la soluzione proposta a Palermo no è quella corretta: la soluzione non è quella di perpetuare un cattiva gestione dei rifiuti, ma quella di aggredire a monte il problema. Il comune ha adottata da un bambino che di fronte ad una vasca piena d’acqua con rubinetto aperto, la vuole svuotare con il secchiello; invece bisogna chiudere il rubinetto! Attuare una politica di riduzione, riuso e riciclo dei rifiuti. Nei comuni dove si pratica questo comportamento non vi sono crisi e i costi della gestione dei rifiuti sono inferiori ai costi attualmente pagati dai cittadini palermitani. Per verificare quanto da noi affermato non bisogna andare all’estero o nel nord dell’Italia: basta andare a Salerno, dove hanno raggiunto il 60% di R.D. o a Mazara del Vallo o a Santa Ninfa. Esempi noti ma mai citati dai nostri amministratori e dai nostri politici. Noi crediamo che la causa prima di questo comportamento irragionevole stia nell’attuale “PIANO” di Gestione dei rifiuti che si vuole adottare in Sicilia, confermato nei quattro Nuovi Bandi esitati dall’Agenzia Regionale dopo la bocciatura dei precedenti da parte della Corte di Giustizia Europea. Essi prevedono di mettere al centro del Sistema l’incenerimento dei rifiuti ( potenzialità degli impianti di incenerimento pari al 65% circa dei rifiuti prodotti oggi in Sicilia) e non il riciclaggio degli stessi. Eppure Salerno e moltissimi comuni del salernitano e del trapanese hanno tariffe ragionevoli e strade pulite, fanno modesto uso delle discariche e non hanno inceneritori. Una ultima informazione per i distratti: l’Austria, che possiede un famoso inceneritore a Vienna, ricicla il 60% dei rifiuti e ne brucia il 10%. NOI RITENIAMO CHE CI SIA UNA UNICA SOLUZIONE: SCEGLIERE DIRIGENTI CAPACI DI AVVIARE SUBITO LA RACCOLTA DIFFERENZIATA SPINTA. LA REGIONE HA FIN TROPPI FONDI PER UNA SIMILE POLITICA CHE NON HA QUASI BISOGNO DI INVESTIMENTI SIGNIFICATIVI, MA SOLO DI COMPETENZA E AMORE PER LA PROPRIA TERRA.
Ing. Angelo Palmier, Presidente WWF Palermo