di Eliana Marino
Fumata nera per i termovalorizzatori in Sicilia. La gara che avrebbe dovuto affidare il maxi-appalto per la realizzazione di quattro impianti destinati allo smaltimento dei rifiuti e, al tempo stesso, alla produzione di energia, è infatti andata deserta. A renderlo noto è l’Arra, l’Agenzia regionale dei rifiuti e le acque, secondo cui allo scadere del termine, alle 13 di oggi, non è pervenuta alcuna offerta. Un epilogo atteso dal momento che, nell’attuale bando, era stata inserita una clausola in base alla quale sulle spalle dell’eventuale vincitore sarebbero piovuti anche i rapporti giuridici già in essere con i precedenti aggiudicatari, ossia Falck e Waste Italia. Tradotto, qualcosa come 330 milioni di euro da restituire ai due gruppi (240 a Falck e 90 a Waste Italia). Un debito che risale al primo bando per l’affidamento dell’appalto, emanato dall’Arra nel 2002. Gara “bocciata” dalla Corte di giustizia europea ben cinque anni dopo, nel 2007: l’Arra aveva infatti dimenticato di far pubblicare il bando anche sulla Gazzetta europea, violando così le norme in materia di pubblicità, e aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi. Mentre, però, la Corte di giustizia decideva sul da farsi, gli aggiudicatari, e quindi Actelios del gruppo Falck per i termovalorizzatori di Augusta (Siracusa), Bellolampo (Palermo) e Casteltermini (Agrigento), e Waste Italia per Paternò (Catania), avevano già dato il via alla fase progettuale e, in alcuni casi, aperto anche i cantieri. Ed ecco il danno da risarcire. A questo punto la palla torna in mano alla Regione che deve decidere se saldare il debito con i precedenti gruppi così da ripartire da zero o, cosa più probabile, procedere a trattativa privata con i precedenti aggiudicatari.
Fonte LiveSicilia.it
Fumata nera per i termovalorizzatori in Sicilia. La gara che avrebbe dovuto affidare il maxi-appalto per la realizzazione di quattro impianti destinati allo smaltimento dei rifiuti e, al tempo stesso, alla produzione di energia, è infatti andata deserta. A renderlo noto è l’Arra, l’Agenzia regionale dei rifiuti e le acque, secondo cui allo scadere del termine, alle 13 di oggi, non è pervenuta alcuna offerta. Un epilogo atteso dal momento che, nell’attuale bando, era stata inserita una clausola in base alla quale sulle spalle dell’eventuale vincitore sarebbero piovuti anche i rapporti giuridici già in essere con i precedenti aggiudicatari, ossia Falck e Waste Italia. Tradotto, qualcosa come 330 milioni di euro da restituire ai due gruppi (240 a Falck e 90 a Waste Italia). Un debito che risale al primo bando per l’affidamento dell’appalto, emanato dall’Arra nel 2002. Gara “bocciata” dalla Corte di giustizia europea ben cinque anni dopo, nel 2007: l’Arra aveva infatti dimenticato di far pubblicare il bando anche sulla Gazzetta europea, violando così le norme in materia di pubblicità, e aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi. Mentre, però, la Corte di giustizia decideva sul da farsi, gli aggiudicatari, e quindi Actelios del gruppo Falck per i termovalorizzatori di Augusta (Siracusa), Bellolampo (Palermo) e Casteltermini (Agrigento), e Waste Italia per Paternò (Catania), avevano già dato il via alla fase progettuale e, in alcuni casi, aperto anche i cantieri. Ed ecco il danno da risarcire. A questo punto la palla torna in mano alla Regione che deve decidere se saldare il debito con i precedenti gruppi così da ripartire da zero o, cosa più probabile, procedere a trattativa privata con i precedenti aggiudicatari.
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Il Consorzio 





Anche Messina potrebbe ritrovarsi presto con una emergenza rifiuti simile a quella che ha colpito Palermo nelle ultime settimane. Dal primo luglio infatti non sarà più possibile trasferire nella discarica di Mazzarrà Sant’Andrea i rifiuti provenienti dalla città peloritana perché la discarica è quesi satura. Di conseguenza si dovrà prima avviare la separazione tra secchi e umidi. Quest’ultima disposizione arriva dal Prefetto Francesco Laecci in base alla normativa europea sui rifiuti. Nei giorni scorsi i cittadini di Furnari, vicino a Mazzarà Sant’Andrea, hanno protestato contro l’ampliamento della discarica. Il rischio per i prossimi giorni è quello di una nuova emergenza perché a Messina non si è riusciti ancora ad avviare la raccolta differenziata. Il sindaco Giuseppe Buzzanca a questo proposito ha chiesto stamani una proroga di qualche settimana al prefetto in modo da avere il tempo per mettere in funzione la discarica di Pace. Intanto il presidente di 



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