31/05/09

Aosta: bocciato il termovalorizzatore, il futuro sono i "combustibili da rifiuto"

I relatori dell'incontro informativo sull'inceneritore

Aosta - Opinioni a onfronto sul tema sempre attuale dello smaltimento dei rifiuti. Manuela Zublena, neo assessore all'ambiente, ha chiarito il nuovo indirizzo della Giunta a riguardo. Lo scenario futuro prevede l'aumento della raccolta differenziataSolo pochi giorni fa la Giunta regionale ha dichiarato che l'ipotesi di realizzare un inceneritore nella nostra regione era stata accantonata. Annunciato dopo mesi di dibattiti e polemiche, che avevano diviso l'opinione pubblica, il nuovo indirizzo scelto dal governo regionale ha suscitato molta curiosità.

Il caso ha voluto che proprio ieri sera si svolgesse, al teatro Aurora, sotto la parrocchia dell'Immacolata, un incontro pubblico sul tema dell'inceneritore, organizzato in tempi non sospetti dall'Ipsia Valle d'Aosta, con il sostegno del Csv. La serata è stata quindi l'occasione ideale per fare il punto della situazione alla luce delle ultime novità, e per confrontare le opinioni del nuovo assessore all'ambiente, Manuela Zublena, del direttore dell'Arpa regionale, Giovanni Agnesod, del vicepresidente di Rifiuti Zero, Fabrizio Roscio, e di Michele Bertolino, esperto del settore rifiuti di Legambiente Piemonte Valle d'Aosta. Il moderatore, Roberto Cavallo, consulente per la Commissione europea in tema di rifiuti, prima di dare la parola agli ospiti, ha ricordato quali sono le priorità, nel campo dei rifiuti, definite dalle direttive europee: in primis, c'è la riduzione, a monte, della quantità di rifiuti prodotta, in secondo luogo il riutilizzo dell'oggetto, in seguito il recupero della materia di cui è costituito, poi gli altri tipi di recupero, come il recupero energetico, e infine, inteso come ultima ratio, lo smaltimento. La nuova linea programmatica della Giunta regionale, pur essendo ancora vaga, intende produrre uno sforzo maggiore per avvicinarsi al modello europeo. Il brusco cambiamento di rotta è stato giustificato a partire dai nuovi studi effettuati confrontando i diversi scenari possibili. "Abbiamo comparato l'impatto ambientale delle soluzioni proposte - ha spiegato il direttore dell'Arpa - e questo non solo a livello globale, ma anche locale. E'emerso che la scelta di realizzare un inceneritore non è certo la migliore. Un inceneritore, da solo, non innalza i livelli di agenti inquinanti al di sopra dei limiti di legge, ma la sua azione va sommata alla situazione già esistente, caratterizzata da un certo grado di inquinamento prodotto, ad esempio, da altri tipi di combustione. La produzione di energia elettrica a partire dal termovalorizzatore, infine, non è una questione di importanza centrale, in quanto la nostra regione è già un eccellente produttore di energia idroelettrica". Continua qui

Fonte Aosta sera.it

Palermo: l´immondizia dilaga, municipio assediato

Palermo 30 maggio 2009
Sospesa ieri sera l´agitazione all´Amia. Tarsu, domani ultima chance
di Isabella Napoli

La città è sommersa dai rifiuti, con cumuli di immondizia ammassati in tutti i quartieri. Da una settimana i lavoratori dell´Amia si astengono dallo straordinario lamentando il mancato rinnovo del contratto di servizio tra l´azienda e il Comune, fermo al 1999. Oggi dovrebbe andare meglio. Dalle 22 di ieri, infatti, i dipendenti dell´ex municipalizzata si sono rimessi al lavoro, annunciando una tregua. «Con l´arrivo di alcuni strumenti necessari alla sicurezza - scrivono alla presidenza dell´Amia in un documento unitario Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uil Trasporti e Fiadel - saranno rinforzate le attività lavorative». Ieri, infatti, l´Amia ha cominciato a distribuire guanti e scarpe estive. «Già domani (oggi, ndr) - dice il presidente Marcello Caruso - il servizio dovrebbe riprendere con continuità, in modo da garantire una migliore vivibilità nel weekend». Sarà però una tregua breve, perché il popolo Amia mantiene un presidio da giorni di fronte a Palazzo delle Aquile in attesa che venga approvato in aula il nuovo regolamento Tarsu, necessario per aumentare la tassa e consentire al Comune di versare 35 milioni di euro all´Amia. Per oggi alle 10 il presidente del Consiglio comunale, Alberto Campagna, ha convocato la seduta, ma il dibattito probabilmente slitterà a domattina. «Il presidio a Palazzo delle Aquile - spiegano i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil Maurizio Calà, Mimmo Milazzo e Antonio Ferro - è stato deciso per sensibilizzare la politica palermitana sul disastro dell´Amia e contro il sindaco che, invece di convocare il tavolo da noi chiesto per garantire gli stipendi di giugno dei lavoratori e il futuro occupazionale, continua ad annunciare licenziamenti impossibili all´Amia. Chiediamo al questore di vigilare sullo svolgimento dell´iniziativa. Il presidio è una protesta pacifica, ma temiamo l´infiltrazione di gruppi di facinorosi che giocano sulla tensione dei lavoratori». Sull´approvazione del nuovo regolamento della Tarsu, il presidente Campagna auspica «che in Consiglio comunale si possa realizzare un clima sereno e di dialogo, a tutela degli interessi della città». Sono le ore decisive. Domani è l´ultimo giorno utile per l´approvazione dell´aumento della Tarsu, nei termini fissati dalla Finanziaria nazionale. Giulio Tantillo, capogruppo del Pdl, lancia un appello al centrosinistra: «Mi auguro che capisca che stiamo lavorando per garantire un servizio di qualità alla città. In aula si discuterà di un aumento della Tarsu contenuto, che potrebbe valere anche solo per un anno». Il clima però non è affatto disteso: oggi alle 12, sempre a Palazzo delle Aquile, il gruppo consiliare del Pd racconterà ai giornalisti «le scomode verità sui debiti dell´Amia e i viaggi d´oro del senatore Galioto».
Fonte Repubblica.it

28/05/09

Parte la raccolta differenziata porta a porta a Paceco (Tp)

“Il rifiuti separatati alla porta? In viaggio per una nuova vita” è il nome del progetto sulla raccolta differenziata porta a porta promosso dal Comune di Paceco (Tp). Il servizio, in via sperimentale nella parte nord del paese, è iniziato il 26 maggio 2009. Attraverso la consegna di contenitori per la raccolta dell’umido e di sacchetti di colore diverso per il rifiuto secco, come carta, plastica e indifferenziato, gli utenti potranno separare i loro rifiuti, seguendo un calendario di raccolta. Fare più raccolta differenziata ha dei vantaggi ambientali ed economici ed equivale a contenere i costi di smaltimento in discarica. Con il servizio di raccolta differenziata porta a porta, il Comune di Paceco, intende iniziare un importante percorso sulla riduzione dei rifiuti, sul riciclo e il riuso per migliorare la vivibilità nel proprio territorio. Per promuovere l’intero progetto è stata realizzata una capillare campagna di sensibilizzazione sulla raccolta differenziata, in collaborazione con l’Ass. Rifiuti Zero Trapani. Sono stati organizzati una serie di incontri con gli alunni delle scuole di Paceco, Dattilo e Nubia, con i cittadini, i titolari di attività commerciali e gli operatori ecologici che espletano il servizio.

La Casa dell’Acqua di Sedriano accolta con grande successo dai cittadini

Sedriano, La Casa dell’Acqua di Sedriano accolta con grande successo dai cittadini
Un risparmio per il comune di 679 euro per il minor quantitativo di rifiuti di plastica prodotti

Nel primo mese di attivazione: 78.000 litri d’acqua erogati, pari a 52.000 bottiglie da un litro e mezzo, un risparmio per le famiglie di 13.000 euro

Sedriano (MI). A poco più di un mese dalla sua attivazione, l’Amministrazione Comunale ha fatto un primo bilancio sui risultati conseguiti con la Casa dell’acqua.
Durante l’intero orario di funzionamento dell’impianto – dalle h. 8.00 alle h. 20.00 - si registra giornalmente un notevole afflusso di cittadini. Oggi in molti hanno cambiato le proprie abitudini e preferiscono il consumo dell’acqua erogata dall’ impianto rispetto all’acquisto dell’acqua minerale. Fino ad oggi, come è stato rilevato dal contatore, sono stati erogati 78.000 litri d’acqua, corrispondenti a circa 52.000 bottiglie da un litro e mezzo. Anche se bisogna tenere conto che una certa quantità d’acqua viene dispersa, il dato è molto rilevante, sia in termini di risparmio riscontrato sulla spesa delle famiglie, sia in termini di riduzione di rifiuti di plastica prodotti in questo periodo di attivazione dell’impianto. Ipotizzando il costo medio di euro 0,25 di una bottiglia di acqua minerale, il risparmio complessivo per le famiglie ammonta quindi a circa 13.000 euro. Considerando inoltre una peso medio a bottiglia, comprensivo dell’imballaggio, pari a 76,86 grammi, si riscontra una minore produzione di rifiuti di plastica pari a complessivi 3.997 chilogrammi. Un risparmio quindi per l’ambiente, ma anche per le tasche del Comune che si tradurrà in beneficio per i cittadini sulla determinazione della tariffa rifiuti. Infatti il risparmio di spesa mensile per la mancata produzione di 3.997 chilogrammi di rifiuti di plastica, che dovrebbero altrimenti essere raccolti e avviati al riciclaggio da parte del Comune, è pari a 679 euro. Considerando che il costo annuo a carico del Comune per il mantenimento dell’impianto (spesa per il consumo dell’acqua e per la ricarica dell’impianto per la produzione di acqua frizzante) ammonta a euro 6.000, a fronte dei dati rilevati il servizio erogato ai cittadini tramite la casa dell’acqua è a costo zero. L’iniziativa intrapresa dal Comune di Sedriano con la costruzione della casa dell’acqua è oggetto di attenzione da parte dei comuni vicini. Alcuni di essi hanno di recente manifestato alla società Cap Holding, che ha costruito a proprie spese l’impianto di Sedriano, la volontà di realizzare un impianto analogo sul proprio territorio. Fonte: Comune di Sedriano

25/05/09

Spoleto: Waste not!

"Waste not" vuol dire rifiuti zero. Rifiuti zero significa sostenibilità. Ma come arrivare a questo obiettivo in un mondo follemente consumistico? Per rispondere a questa domanda che in sé racchiude una delle più importanti sfide del futuro, la lista civica "Spoleto 5 stelle" ha presentato uno dei massimi esperti in materia, Paul Connett, professore di chimica alla St Lawrence di New York. Connett nelle sue argomentazioni si avvale di alcuni esempi che rappresentano eccellenze statunitensi come San Francisco, australiane come Canberra, europee come l'Irlanda ed italiane come alcuni dei "comuni virtuosi". Dati alla mano ha dimostrato come alla base della politica dei rifiuti zero ci sia la raccolta "porta a porta". Tale pratica permette una conversione dei rifiuti in media del 70%. Connett sostiene che il restante 30% - la cosiddetta frazione residua - sia ulteriormente comprimibile con varie modalità. Prima su tutte una maggiore attenzione nella progettazione dei prodotti. Secondo Connett, ciò che non si può riutilizzare, riciclare, compostare, non andrebbe assolutamente prodotto. Sovvenzionare la ricerca è probabilmente l'unica strada per poter avere sul mercato oggetti, di qualsivoglia tipo, che non incrementino la frazione residua. Ma c'è di più. Analizzando la frazione residua - 17% - di una cittadina in provincia di Lecco si nota che è per gran parte composta da materiali plastici. Da qui si torna al problema della progettazione industriale che se non viene risolto dalla leadership politica, può essere risolto dai cittadini attraverso pratiche maggiormente sostenibili. Buste riutilizzabili, pannolini riutilizzabili, incremento degli imballaggi in vetro, educazione alla riparazione degli oggetti e molto altro. Continua qui

Fonte Tutto oggi.it

22/05/09

Rifiuti, aumenta la Tarsu ma chi differenzia pagherà meno Novità in arrivo a Trapani sulla Tassa dei rifiuti

Trapani-La Giunta municipale ha disposto l’aumento del 35 per cento della tassa, prevedendo però una serie di incentivi e sconti per chi farà la raccolta differenziata, portato i propri rifiuti nell’isola ecologica del lungomare Dante Alighieri. Praticamente chi raggiungerà il bonus di 200 chili di differenziata non subirà alcun aumento in bolletta e al contempo beneficerà di uno sconto del 20 per cento. Insomma, in tutto il risparmio si aggirerà attorno al 55 per cento. I benefici saranno inseriti nella bolletta 2009, che fa riferimento alla raccolta dell’anno 2008, e nella bolletta 2010, relativa invece 2009. Salvaguardate le fasce deboli, quelle a basso reddito, che potranno beneficiare della riduzione o dell’esenzione totale dal pagamento della Tarsu, secondo il regolamento vigente. Con queste misure l’Amministrazione Comunale intende incentivare ulteriormente la raccolta differenziata dei rifiuti, con l’obiettivo di tutelare l’ambiente e di ridurre i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, nonché di evitare il pagamento di sanzioni per il mancato raggiungimento della percentuale di rifiuti differenziati prevista per legge. La tassa per i rifiuti non aumentava dal 2003 e l’adeguamento è stato deciso anche in previsione dell’ulteriore incremento che sarà determinato dall’entrata in attività dell’ATO, al fine di coprire circa l’80 per cento dei costi sostenuti. Quando il servizio passerà alla Terra dei Fenici si passerà alla Tia, una tariffa ancora tutta da quantificare.
Mario Torrente -Tele Sud

Capannori (LU): Tia tra la più basse d’Italia e risparmia 150.000 euro di ecotassa


Capannori mantiene le tariffe tra le più basse in Toscana ma anche a livello nazionale. Basti pensare che a Capannori una famiglia di 3 abitanti in 100mq mediamente paga 165 euro annui, non solo a Lucca e Viareggio sono tariffe molto più care (rispettivamente 240 e 270 euro annui) ma in tutte le altre realtà si paga molto di più. La media nazionale è di 220 euro annui ma in Toscana si arriva ad una media regionale di 240 euro annui. La legge regionale ha fissato importanti obiettivi annui di raccolta differenziata che nel 2008 era del 45% e tramite aumenti annui dovrà raggiungere il 65% nel 2012. I comuni che non raggiungono questi obiettivi sono soggetti ad un’ecotassa che grava direttamente sulle tariffe dei cittadini. Così i cittadini che abitano in comuni già cari come ad esempio Lucca e che non attuano politiche di raccolta differenziata porta a porta, saranno soggette anche a subire l’aumento dei costi legato all’ecotassa. A Capannori, grazie alla raccolta differenziata, si è risparmiato 150.000 euro di ecotassa che avrebbero gravato sulle bollette delle famiglie di Capannori. A Capannori abbiamo iniziato il porta a porta 4 anni fa, primo comune in Toscana, dimostrando che una diversa politica di gestione dei rifiuti è possibile. Per i primi 3 anni le tariffe sono rimaste invariate, mentre tutti i comuni d’Italia aumentavano la tassa ogni anno. Un nucleo di 3 persone in 100 mq, nel 2004, senza porta a porta, pagava 159 euro, 5 anni dopo, con riduzioni (porta a porta e compostaggio) paga 163 euro. In questi 5 anni in tutti i comuni della Toscana le tariffe sono aumentate con impennate dal 10 al 50%. Mentre i costi, dello smaltimento così come dell’energia, sono aumentati ogni anno, siamo riusciti a riconoscere sconti sia a chi fa il compostaggio domestico (10% sulla parte variabile della tariffa) che alle famiglie servite dal porta a porta (20% sulla parte variabile della tariffa dall’anno successivo dell’entrata in vigore a pieno regime). Gli aggiornamenti tariffari che si sono verificati hanno comportato un aumento delle tariffe, minimo rispetto all’aumento che avrebbero subito le famiglie senza la raccolta differenziata e con l’ecotassa da pagare. L’azienda ASCIT aveva confermato al Comune di Capannori che, in continuità con le precedente estensioni del porta a porta, anche nella zona centrale del capannorese (estensione febbraio 2008) sarebbero state riconosciute le riduzioni già dal gennaio 2009. Lo sconto, invece, per autonoma decisione di ASCIT è stato spostato al 2010. Convocheremo urgentemente Ascit, chiedendo conto della decisione presa e valutando la strada da percorrere per andare incontro ai cittadini senza squilibrare i conti economici approvati dall’azienda. Dai piani Ascit a Capannori Centro (così come nella circoscrizione 2) dove il porta a porta è partito nel 2008, nel 2010 (dal Piano Finanziario già approvato), dopo un anno intero di raccolta differenziata, la tariffa beneficerà degli sconti del porta a porta. Una famiglia media di 3 abitanti in 100mq beneficerà di uno sconto di 25,57 euro mentre si arriva a una riduzione di 31,96 euro per una famiglia di 4 abitanti in 120mq. Se si aggiunge la riduzione del compostaggio domestico, lo sconto è di 12,78 euro nel primo caso e di 15,98.

Alessio Ciacci, Assessore all’Ambiente del Comune di Capannori

Fonte Ciacci Magazine

20/05/09

Inaugurata la "Via dell'Acqua": quindici fontane moderne con disinfezione a raggi ultravioletti

Un momento dell'inaugurazione

di Sara Berchiolli

CAPANNORI (Lucca)- Con un investimento di quasi 500 mila euro, l'amministrazione comunale con la partecipazione della Regione Toscana, Acque Spa e Acque servizi, ha collegato le quindici fonti del territorio unendole, da nord a sud, nella "Via dell'Acqua". Fontane tecnologicamente avanzate con sistema di purificazione a raggi ultravioletti e fotocellule che evitano lo spreco d'acqua.

La fonte Finetti

Quindici fonti del territorio comunale sono state riqualificate. Un intervento che ha permesso di migliorare sia la purezza dell’acqua, sia l’accessibilità delle fontane da parte dei cittadini e che si inquadra in un duplice contesto: ambientale e di fruizione del bene pubblico. Questo, in sintesi, il progetto “La via dell’acqua”, grazie al quale il Comune di Capannori, per merito anche del contributo della Regione Toscana e alla collaborazione con Acque spa e Acque servizi, ha creato un percorso che, da nord a sud, unisce simbolicamente le fonti del territorio. L’investimento totale per “La via dell’acqua” è stato di 490 mila euro, di cui 200 mila a carico della Regione Toscana. I lavori principali hanno riguardato la qualità dell’acqua. Presso ogni fonte è stato installato un sistema disinfezione a raggi ultravioletti capace di eliminare gli eventuali batteri lasciando intatte le proprietà del liquido e il suo sapore. L’acqua, dunque, è più sicura. Altri lavori hanno riguardato l’erogazione dell’acqua. Le fonti sono state ricostruite utilizzando materiali locali e utilizzando, in corrispondenza dell’uscita dell’acqua, il simbolo egiziano originario della fonte del Chiattino di Guamo. In molti casi, per facilitare l’accesso da parte dei cittadini, la fonte è stata spostata di alcuni metri. Inoltre, per evitare sprechi, in alcune fontane si è installato un sistema che, grazie a una fotocellula, all’approssimarsi di una persona attiva l’erogazione dell’acqua, che viene cessata quando il soggetto si allontana. In alcuni luoghi sono anche stati installati punti luce e cestini e si sono ricavati alcuni stalli di sosta per le auto. “Il progetto ‘La via dell’acqua’ ci ha permesso di rendere più fruibile ai cittadini l’acqua, un bene di cui il nostro territorio è particolarmente ricco – dichiara il sindaco, Giorgio Del Ghingaro -. Gli interventi messi in atto in alcune delle fonti più caratteristiche del territorio ci hanno anche permesso di garantire una migliore qualità grazie all’utilizzo di moderni sistemi di disinfezione a raggi ultravioletti”.Di particolare rilevanza è anche l’aspetto ambientale – ha dichiarato l’assessore all’ambiente, Alessio Ciacci -. Valorizzare le fonti significa permettere ai cittadini di fare un minore ricorso alle bottiglie di plastica, che spesso vengono utilizzate come ‘usa e getta’, favorendo quelle di vetro. L’acqua, quindi, è sia un bene comune sia uno dei punti della nostra strategia verso i ‘Rifiuti Zero’”. Continua qui

Fonte Lo schermo Lucca

RAGUSA: PRENDE IL VIA IL PROGETTO “COMUNI A ZERO RIFIUTI” FINANZIATO DAL PROGRAMMA EUROPEO DI COOPERAZIONE

Avviato “Zero Waste - Low Cost Zero Waste Municipality” (Comuni a Zero Rifiuti), progetto approvato dalla Commissione Europea e finanziato con i fondi del “Programma Europeo di Cooperazione Transnazionale MED”. Ad Atene si è svolto il “kick-off meeting”, evento ufficiale di apertura del progetto “Zero Waste”, che ha riunito le delegazioni delle organizzazioni aderenti al partenariato del progetto. Durante il meeting la delegazione del Comune di Ragusa, guidata dall’assessore all’Ecologia, Giancarlo Migliorisi e composta da tecnici esperti in sistemi integrati di gestione dei rifiuti urbani e in gestione di piani di cooperazione internazionale, ha avuto l’opportunità di presentare la nostra città e lo stato dell’arte dell’organizzazione della gestione dei rifiuti a Ragusa. Grazie a questo evento le organizzazioni che hanno sottoscritto l’accordo di partenariato, ovvero il Comune di Ragusa, Efxini Poli - Associazione di Enti Locali della Grecia - partner capofila, l’Università “Aristotele” di Ingegneria Ambientale di Salonicco e l'Ecological Recycling Society (Grecia), il “Centro di scienza e ricerca di Bistra Ptuj” (Slovenia), “ASAEL” - Associazione di Autorità Locali della Regione Autonoma Aragonese (Spagna) e “BRGM” – Ente di ricerca geologica e minerale della Regione PACA della Francia, hanno dato il via alle attività del progetto. “Per i prossimi tre anni il Comune di Ragusa, in cooperazione con gli altri partner - dichiara l'assessore Giancarlo Migliorisi - avrà l’opportunità di definire una strategia per la minimizzazione dei rifiuti e la riduzione dei costi che i comuni devono sostenere per gestire i rifiuti urbani. Il nostro Ente potrà così ulteriormente intensificare il proprio impegno nel ridurre l’impatto dei rifiuti e l’inquinamento prodotto da sistemi obsoleti di trattamento e smaltimento dei rifiuti”. “Il conferimento in discarica è l’ultima e la peggiore delle ipotesi da utilizzare – continua l'Assessore Migliorisi; questo ammonimento è stato chiaramente espresso dalla “Comunicazione della Commissione Europea relativa ad una strategia dell’Unione Europea per lo sviluppo sostenibile”, la quale indica che i piani di gestione dei rifiuti devono essere sviluppati rispettando un ordine gerarchico di principi irrinunciabili. L'azione prioritaria da intraprendere è la prevenzione dei rifiuti; bisogna, infatti, ridurre il potenziale di rifiuti già in fase di produzione dei beni e bisogna ridurre la loro pericolosità eliminando la presenza di sostanze dannose; se non è possibile prevenire la produzione dei rifiuti, allora l’impegno è recuperare quanto più materiali possibili, riciclandoli”. Sul progetto in questione il sindaco, Nello Dipasquale dichiara: “La prossima azione da intraprendere sarà lo svolgimento di una indagine congiunta sui sistemi di gestione dei rifiuti adottati dai comuni dell’UE, così da poter individuare, classificare e descrivere dettagliatamente quali sono le migliori e le peggiori pratiche adottate in Europa. L’obiettivo di poter permettere una produzione di rifiuti comunali pari a zero è difficilmente raggiungibile, ma i partner sanno bene che si deve puntare in alto per ottenere dei risultati soddisfacenti”. Fonte www.radiortm.it

19/05/09

Trapani: Ato Tp1, il riciclo aiuta

19/05/2009
La materia cambia, mutando forme e colori. Una custodia di un cd diventa una matita colorata.
È una delle tante informazioni che hanno acquisito gli alunni delle scuole elementari del comprensorio che hanno partecipato alla campagna d'informazione promossa dall'A.T.O. TP1 "Terra dei Fenici". Ieri mattina, presso la scuola Pascoli, in via Caserta, ed il plesso di Trentapiedi, in via Cesarò, nel territorio di Erice, sono stati accesi due lampadari realizzati dagli alunni attraverso il riciclo di bottiglie di plastica. Ha presenziato l'assessore Giuseppe Caradonna. Un altro appuntamento è previsto per questa mattina, alle 11.00, presso la scuola elementare Giovanni XXIII di Paceco. Sarà presente il sindaco Biagio Martorana.
Fonte: Trapani ok

17/05/09

Buste ecologiche, le Coop giocano d'anticipo. Dal 29 maggio niente sacchetti di plastica




ROMA - Il governo rimanda l'impegno a passare alle buste ecocompatibili e la grande distribuzione lo scavalca muovendosi autonomamente, in sintonia con gli impegni europei e i paesi industrializzati che hanno deciso di mettere al bando i vecchi shopper in plastica. Dal 29 maggio i sacchetti di plastica saranno vietati in tutti i 98 punti vendita di Unicoop Firenze. Al loro posto arriveranno i sacchetti biodegradabili che possono essere utilizzati per la raccolta differenziata dei rifiuti organici e diventare compost, un terriccio utile in agricoltura e giardinaggio. Le Coop partono sostituendo 60 milioni di shopper a Firenze e puntano a estendere rapidamente la rivoluzione dei contenitori ecologici in tutta Italia. Già nell'ultimo anno e mezzo sono state distribuite gratuitamente 660 mila sporte adatte a fare la spesa e durare nel tempo. Un altro mezzo milione di borse, con il marchio l'Ambiente in mente è stato acquistato da soci e clienti che si sono attrezzati per fare a meno dei sacchetti usa e getta. Ora si passa all'abolizione completa degli shopper che imbrattano fiumi e campagne sostituendoli con borse in cotone o con i sacchetti della Mater-Bi, la plastica biodegradabile che viene dal mais.
La scelta Mater-Bi premia un brevetto italiano e un'azienda italiana nata da un centro di ricerca Montedison. Quest'azienda è la Novamont, che ha creato una bioraffineria a Terni dopo aver raggiunto un accordo con la Coldiretti per ottenere la materia prima agricola nelle vicinanze dell'impianto in modo da abbattere costi economici e ambientali del trasporto. Nel 2008, in piena crisi, la bioraffineria di Terni - che sorge su un terreno bonificato sostituendo produzioni ad alto impatto ambientale come quella del cloruro di vinile con prodotti a basso impatto - ha avuto una crescita dell'occupazione del 30 per cento rispetto all'anno precedente. di ANTONIO CIANCIULLO
Continua qui
Fonte La Repubblica.it

16/05/09

Un'altra ITALIA esiste!

Il progetto “Inforifiuti” porta le classi braidesi al “Circo del Riciclo”

Bra (Cuneo) - Si terrà mercoledì 20 maggio 2009 al polifunzionale “G. Arpino” di Bra (Cuneo) lo spettacolo teatrale “Il circo del riciclo”, a cura dell’associazione culturale Magog di Alba, dedicato alle tematiche della raccolta differenziata, del riuso e riutilizzo dei rifiuti. Lo spettacolo rientra nel progetto “Inforifiuti – Riduciamoli a zero” di sensibilizzazione sulla problematica dello smaltimento rifiuti, rivolto a studenti e docenti del territorio braidese e realizzato con il contributo del Comune di Bra e del Laboratorio Territoriale di Educazione Ambientale Bra-Alba, in collaborazione con la cooperativa E.R.IC.A. Lo scopo del progetto –rivolto alle scuole materne, primarie e secondarie di primo grado- è diffondere una cultura ambientale, con particolare attenzione alla raccolta differenziata e alla riduzione dei quantitativi di rifiuti conferiti in discarica. Due le rappresentazioni previste: alle 8,45 e alle 10,45. L’ingresso è rivolto alle classi che hanno partecipato alle attività didattiche proposte da “Inforifiuti” durante l’anno scolastico. Al primo spettacolo parteciperanno una classe della scuola materna del secondo circolo, una classe prima del Plesso centrale di via Vittorio Emanuele, tre classi prime e quattro classi seconde della scuola primaria “E. Mosca”. Al secondo spettacolo prenderanno invece parte due classi quarte del Plesso centrale di via Vittorio Emanuele; quattro classi quarte e due classi terze della “Mosca”. All’intero progetto hanno aderito in totale 43 classi, per un totale di circa 1.100 alunni e 56 interventi in aula, durante i quali sono state sviluppate le tematiche delle buone pratiche per una corretta raccolta differenziata, la riduzione dei rifiuti alla fonte e gli acquisti consapevoli. E’ stata inoltre realizzata una sessione di formazione per gli insegnanti, coinvolgendo oltre venti docenti. A tutti gli insegnanti coinvolti (anche durante gli incontri in aula) è stato distribuito apposito materiale didattico, composto da un manuale operativo sui rifiuti e da un cd-rom interattivo sul Protocollo di Kyoto. In base ai questionari di valutazione consegnati dagli insegnanti sono emersi un alto gradimento per l’iniziativa e la volontà di continuare questo percorso di sensibilizzazione sulle tematiche ambientali. L’intero progetto si sviluppa su due anni scolastici e si chiuderà quindi nel giugno del 2010. Per chi volesse iscriversi per il prossimo anno scolastico, contatti il settore educativo della Cooperativa E.R.I.C.A. al numero 0173-33777.
Fonte www.grandain.com

15/05/09

Inquinamento marino, Commissione Ue: Italia inadempiente

La Commissione europea ha deciso di trasmettere un parere motivato per la mancata ottemperanza di una sentenza resa dalla Corte di giustizia europea, riguardante la normativa europea sull'approvazione e l'attuazione di piani di raccolta e di gestione dei rifiuti prodotti dalle navi e dei residui del carico. Nella sentenza del 25 settembre 2008 la Corte di giustizia europea ha stabilito che l'Italia ha omesso di attuare adeguatamente una direttiva adottata nel 2000.
Lo scopo della direttiva è ridurre gli scarichi in mare di rifiuti prodotti dalle navi e di residui del carico da parte delle navi che usano i porti comunitari. A tal fine la direttiva prevede il miglioramento della disponibilità e dell'uso di impianti portuali destinati alla raccolta e alla gestione di questo tipo di rifiuti e residui, rafforzando in questo modo la protezione dell'ambiente marittimo. Una delle disposizioni principali della direttiva riguarda l'elaborazione, l'approvazione e l'applicazione di piani di raccolta e di gestione dei rifiuti prodotti dalle navi per ciascun porto. Mentre la direttiva doveva essere attuata entro il 27 dicembre 2002, nel 2008, quando è stata emessa la sentenza della Corte, moltissimi porti italiani non avevano ancora un piano di raccolta e gestione dei rifiuti delle navi. Nonostante le recenti iniziative delle autorità italiane, la situazione rimane ad oggi sostanzialmente invariata. La Commissione ha dato all'Italia un'ultima possibilità di porre rimedio alla situazione prima di ricorrere nuovamente dinanzi alla Corte di giustizia perché infligga all'Italia una penalità finanziaria per mancata ottemperanza della sentenza.
Fonte Yahoo notizie

14/05/09

SAVE SICILY



Firma la petizione on line contro i 4 inceneritori in Sicilia

Pantelleria: GdF sequestra discarica abusiva da 30mila mq

Roma, 11 mag. (Apcom) - La Guardia di finanza di Pantelleria ha sequestrato una discarica abusiva estesa di circa 30.000 metri quadrati nella quale sono stati rifiuti speciali anche pericolosi. L'intervento è stato eseguito in località Kazen, su iniziativa dei militari nell'ambito di servizi di controllo del territorio e polizia ambientale presso il sedime aziendale di una società autorizzata al solo recupero degli inerti da demolizione. Con l'operazione le Fiamme Gialle hanno accertato l'avvenuta realizzazione e gestione di un'estesa discarica non autorizzata di rifiuti speciali, anche pericolosi e per la dolosa commistione delle tipologie di rifiuti rinvenute, tra cui amianto, bitumi, accumulatori esausti al piombo, condotte. Nel corso dell'intervento sono stati sequestrati 2 immobili del valore complessivo di 500 mila euro. Il rappresentante legale della società coinvolta è stato denunciato per attività di gestione non autorizzata, che prevede la pena dell'arresto da 6 mesi a 2 anni e l'ammenda da 2.600 a 26mila euro.
Fonte www.wallstreetitalia.com

Vietato respirare

"Vietato Respirare", in inglese "No Breathe", è un documentario sulla tragedia dei rifiuti tossici in Campania. Dal 16 maggio 2009 il cortometraggio sarà in Spagna al Festival del Cinema Ecologico, in seguito al Green Film Festival in Korea e in Brasile al Festival do Cinema Ambiental. "Vietato respirare" è un viaggio nel cuore dell’emergenza rifiuti in Campania attraverso le voci esasperate della popolazione locale. Da Napoli a Pianura, passando per Taverna del Re e Monteruscello, scorrono sullo schermo, in un racconto rigoroso, le immagini di un territorio sull’orlo del disastro ambientale, tra cumuli di rifiuti, coltivazioni contaminate, discariche abusive, fughe di diossina e di altri veleni.

Vietato respirare, regia di Ricky Farina, Pietro Menditto, Diego Fabricio

Note di regia
"Vietato Respirare" è nato sull’onda emozionale del problema rifiuti in Campania. Girato in pochi giorni con telecamere handycam, pensato per il web, - dove ha avuto largo seguito -, il film è poi approdato al circuito dei festival, confrontandosi con produzioni ben più solide e organizzate: da youtube, al cinema. L’imagine-simbolo del documentario è la modella con la mascherina anti-smog sul pontile di Bagnoli. Il colore dominante giallo-verde, acido e surreale, vuole essere una metafora della bellezza in pericolo. Ricky Farina, Pietro Menditto e Diego Fabricio.


13/05/09

Ato Tp1: Avvio del porta a porta

Salvatore Alestra, amministratore delegato dell'A.T.O. TP 1"Terra dei Fenici", annuncia l'avvio del nuovo servizio di raccolta di rifiuti.
"La nostra priorità? Incrementare la raccolta differenziata e sviluppare un sistema compatibile con l'ambiente". Salvatore Alestra, amministratore delegato dell'A.T.O. TP 1"Terra dei Fenici", annuncia con queste parole l'avvio del nuovo servizio di raccolta di rifiuti. Dal prossimo primo settembre la gestione del settore sarà assunta dalla società deputata all'amministrazione dei servizi ambientali per conto dei Comuni. "Una vera rivoluzione", la definisce l'amministratore delegato. "Oggi - spiega - siamo notevolmente indietro rispetto al resto del Paese. Fare la raccolta differenziata conviene. Per diversi fattori. Consente innanzitutto di risparmiare. La spesa per il conferimento in discarica incide per un terzo sull'intero costo del trattamento dei rifiuti. Noi contiamo d'incrementare sensibilmente la raccolta differenziata passando dall'attuale 4 per cento al 36 per cento. Un obiettivo sul quale non intendiamo transigere. Per queste ragioni abbiamo inserito nel contratto sottoscritto con le ditte appaltanti delle penalità per ogni punto percentuale in meno". Le operazioni di raccolta saranno effettuate da un'associazione temporanea d'imprese composta da "Aimeri Ambiente", società per azioni leader nel settore del trattamento e smaltimento dei rifiuti, e "Trapani Servizi", azienda già operante nel territorio del capoluogo. Il servizio sarà effettuato nei comuni di Erice, Valderice, Paceco, Custonaci, Buseto Palizzolo, Marsala, Alcamo, Castellammare del Golfo, Calatafimi-Segesta, Trapani, Pantelleria e Favignana. In vista dell'avvio della nuova gestione è stata lanciata una campagna mediatica per promuovere ed incentivare la raccolta differenziata.
Fonte Trapani Ok

Raccolta (in)differenziata nel Paese che non ricicla


di Ettore Livini

SE L'IMMONDIZIA è lo specchio dello stato di salute di un Paese (a Milano, per dire, la raccolta è calata del 10% - causa crisi - a inizio 2009), l'Italia ha davanti una lunga strada prima di entrare tra le superpotenze dei rifiuti. A produrne, a dire il vero, ci battono in pochi: siamo a quota 546 kg. a testa l'anno. Il problema è il loro destino una volta che escono dalla pattumiera di casa nostra. L'Europa ne ricicla il 39%. Trasformando lattine di birra in biciclette, tappi di plastica in sedie e bottiglie di minerale in caldi "pile" per l'inverno. Il Belpaese, come tradizione, viaggia a due velocità. Siamo tra i leader mondiali nel recupero della carta. Il 75% di giornali, brochure, lettere, riviste e fogli che entrano sul mercato ogni anno sfuggono alla discarica per rinascere a nuova vita come cartone ondulato. Ne ricicliamo 4 milioni di tonnellate l'anno, un business milionario ("ne vendiamo anche ai cinesi!", dice Giancarlo Longhi, direttore del Conai) almeno fino al 2008, quando i prezzi della cellulosa viaggiavano nella stratosfera. Per il resto, però, siamo la Cenerentola dei rifiuti del Vecchio continente: malgrado la raccolta differenziata sia raddoppiata dal 2000 ad oggi, infatti, l'Italia ne recupera solo un modesto 27,5% (dati Apat), ben al di sotto del 40% che tutti gli ultimi governi si erano posti come obiettivo 2008. La geo-politica della pattumiera tricolore ha comunque una mappa molto diversificata. E le immagini di un anno fa, con le strade di Napoli sommerse dai sacchetti dell'immondizia, sono per fortuna un'eccezione. "Basta scendere pochi chilometri a sud che la situazione cambia completamente - spiega Longhi - . A Salerno abbiamo appena lanciato una campagna per separare vetro, carta, metallo e plastica e in poco tempo siamo riusciti a regalare una nuova vita al 70% del materiale gettato nei cassonetti".
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Fonte Repubblica.it

La monnezza scomparsa della Campania? E' finita nella discarica di Ferrandelle

Ferrandelle

di Raffaele Sardo
Una squadra di attivisti di Legambiente è riuscita a compiere un sopralluogo a Ferrandelle, una località che si trova tra i comuni di Casal di Principe, Santa Maria La Fossa e Grazzanise. Ecco le immagini e il servizio che documentano come i rifiuti scomparsi dalle città della Campania siano tenuti 'sotto sorveglianza' in una grande discarica a cielo aperto, in un'area completamente recintata. L'area, dichiarata sito di interesse strategico nazionale e strettamente vigilata, era stata confiscata al boss Francesco Schiavone, detto Sandokan. Doveva diventare una fattoria, invece è stata requisita dal Commissario straordinario per i rifiuti. E ora ospita, secondo le stime di Legambiente, almeno un milione di metri cubi di rifiuti indifferenziati
GUARDA FOTO La montagna di rifiuti di Ferrandelle | Il VIDEO
Sono finiti a Ferrandelle i rifiuti scomparsi dalle città della Campania. Una località che si trova tra i comuni di Casal di Principe, Santa Maria La Fossa e Grazzanise. Sono tenuti sotto stretta sorveglianza in un'area completamente recintata di diversi ettari. Nessuno si può avvicinare più di tanto perché tutto il perimetro è stata dichiarato sito di interesse strategico nazionale e c'è una vigilanza molto attenta che allontana tutti quelli che cercano di guardare più da vicino. Ieri notte una squadra di attivisti di Legambiente, guidati dal direttore dell'associazione ambientalista, Raffaele Del Giudice, sono arrivati sul posto per fare "un sopralluogo". "Ci sono montagne di rifiuti ammassate senza alcun controllo sui possibili danni sanitari e ambientali – spiega Del Giudice – mentre continua ad arrivare quotidianamente la monnezza da ogni parte della Campania". L'area dove sono depositati i rifiuti fu sequestrata al boss Francesco Schiavone, Sandokan, ed affidata al Consorzio Agrorinasce per farne una fattoria di prodotti tipici. Ma, nonostante l'avvio dei primi lavori per dare vita all'iniziativa, il terreno fu requisito in piena emergenza rifiuti. I sindaci di Santa Maria La Fossa e Grazzanise, poco più di un anno fa, guidarono una clamorosa protesta alla testa delle popolazioni locali. Dopo un braccio di ferro con il Commissario per l'emergenza rifiuti, diedero il via libera alla costruzione di due piazzole che dovevano "ospitare" all'incirca 90 mila metri cubi di rifiuti. Ma in via temporanea e con l'impegno a bonificare il sito entro breve tempo. "Qui ce ne sono almeno un milione di metri cubi di rifiuti – spiega il professor Stefano Tonziello, di Legambiente - e continuano a crescere giorno dopo giorno, perché l'emergenza non è finita, ma è stata solo spostata dalle città. Qui arrivano rifiuti "tal quale", cioè senza essere selezionati a monte. E dunque non potranno mai essere bruciati nell'inceneritore di Acerra. Inceneritore che, peraltro, ora è in pieno collaudo e per vederlo operativo se ne parlerà almeno tra sei mesi." Nell'area tutt'intorno vi sono caseifici, allevamenti di bufale, campi coltivati a foraggio, pescheti, ortaggi, fragole, irrigati con le falde acquifere inquinate. Poco più in là, vi sono almeno altre sei discariche. Qualcuna dismessa, ma non morta definitivamente. "Forse il vero miracolo di Berlusconi – aggiunge Tonziello – è quello di aver messo a tacere tutto e tutti. Qui, lasciatemi usare il paradosso, è tutto fuorilegge per legge. Se queste cose le avessero fatte i privati, si sarebbero aperte sicuramente le porte del carcere. Tenere in questo modo i rifiuti è da criminali. Senza considerare che tra poco con l'arrivo della stagione calda, tutt'intorno l'aria sarà irrespirabile, ma ci sarà anche un pericolo sanitario immediato per la salute delle persone". Non lontano da qui, a Santa Maria La Fossa, dovrebbe sorgere anche l'altro inceneritore previsto in Campania. Nei campi intorno a Ferrandelle, intanto, la vita scorre come sempre: I contadini sui trattori, gli immigrati nei campi a lavorare, il foraggio che cresce rigoglioso, il percolato che continua a scorrere nella falda acquifera e le montagne di rifiuti che continuano a crescere.
(12 maggio 2009)
Fonte Repubblica.it

11/05/09

Un premio alla peggior pubblicità "verde"


BRUXELLES
Stando alle campagne pubblicitarie, le imprese che vantano le migliori credenziali “verdi” sono spesso proprio quelle che hanno le responsabilità più grandi nell’inquinamento e nel cambiamento climatico, come le compagnie energetiche o i gruppi chimici. Una coalizione europea di Ong ha deciso di sottolineare questa contraddizione attribuendo un ’premiò all’impresa che più si sarà distinta in questa forma particolare di pubblicità ingannevole, o di imbroglio ecologico, che a livello internazionale da anni ha un nome preciso, “Greenwashing”. Il “premio”, battezzato “Climate Greenwash Award” sarà attribuito sulla base del voto del pubblico alle “nominations” sul sito online www.climategreenwash.org, che resterà attivo fra l’11 e il 20 maggio. L’otterrà l’impresa le cui false “credenziali” climatiche, mentre continua a inquinare come prima, saranno giudicate più oltraggiose. La consegna avverrà il 23 maggio, a Copenaghen, al “Business Summit” sul cambiamento climatico convocato dall’industria con il sostegno del governo danese, in vista dell Conferenza internazionale Onu che nella stessa città, a dicembre, cercherà di concludere un accordo internazionale che succeda dal 2013 al Protocollo do Kyoto. Secondo gli organizzatori del premio (il Corporate Europe Observatory di Bruxelles, Attac Denmark, The Climate Movement, ClimaX e Friends of the Earth Denmark) il tentativo di manipolare l’opinione pubblica vantando false credenziali “verdi” da parte delle grandi corporation industriali rischia di avere un impatto negativo sulla Conferenza Onu di dicembre, perché potrebbe distogliere l’attenzione internazionale dalle misure realmente efficaci per ridurre le emissioni di gas serra e combattere il cambiamento climatico, cercando di ottenere sostegno per soluzioni basate su tecnologie controverse e considerate dagli ecologisti dannose per l’ambiente, come il nucleare, la cattura e lo stoccaggio del carbonio (Ccs) e i biocarburanti.
Fonte La Stampa.it

10/05/09

Save Sicily

Sono una cittadina siciliana, sono nata a Trapani dove vivo. La Sicilia, isola bellissima, terra di conquiste e di dominio, ha un grande fascino. La sua natura, il suo mare che la circonda, i suoi alberi e le sue valli hanno qualcosa di magico e di coinvolgente. Oggi si parla molto di ecologia e di ambiente, di comportamenti che noi cittadini dovremmo assumere per rispettare questa nostra terra, per non inquinare, per non maltrattare quello che il Creatore ci ha regalato. Ci sollecitano da tutte le parti. Consumare poca acqua, non tenere in stand by i nostri apparecchi elettronici, differenziare i nostri rifiuti, usare di meno l’automobile. A scuola agli insegnanti viene data grande responsabilità per sensibilizzare sulle problematiche ambientali. I piccoli cittadini sanno già tutto, sanno più di uno scienziato che passa le notti a sperimentare. I piccoli cittadini osservano e vedono le loro città gestite male e i loro comportamenti perdono la loro forza e il loro senso se non sono prolungati nelle azioni concrete dei loro amministratori. Oggi in Sicilia assisto ad una grande leggerezza della classe politica in materia di ambiente, di risorse energetiche e di alternative ad impianti inquinanti. Oggi anche un bambino di sette anni sa cosa si deve fare per ridurre l’effetto serra e come agire subito concretamente. Oggi anche un bambino di sette anni ha imparato a scuola che non è un’azione furba quella di distruggere le risorse del pianeta, poiché esse si stanno esaurendo e che esistono alternative concrete che funzionano e che si applicano in diverse parti del mondo. Continua qui
Patrizia Lo Sciuto, presidente Ass. Rifiuti Zero Trapani


E' uscito il libro "Gestione dei rifiuti e rischi per la salute" a cura di Antonio Foggioli e Ernesto Burgio

Acquista qui il libro
Scarica qui la monografia e l'indice del libro

09/05/09

ROBERT REED, SAN FRANCISCO SUNSET SCAVENGER

Trapani: Ato Tp1 "Terra dei Fenici", chiusura corso educazione ambientale

Nella foto alcuni partecipanti al corso, i bambini protagonisti del video di sensibilizzazione, l'amministratore delegato dell'Ato Tp1 "Terra dei fenici" Ing. Salvatore Alestra e alcuni membri dell'ass. Rifiuti Zero Trapani.

Trapani 9 maggio 2009
Si è concluso il corso di formazione all'educazione ambientale e alla raccolta differenziata organizzato dall' Ato Tp1 Terra dei Fenici con la consulenza dell'Associazione Rifiuti Zero Trapani. L'obiettivo del corso, rivolto ai docenti delle scuole, è stato quello di formare e sensibilizzare il personale docente, cerniera di trasmissione del messaggio agli alunni, per diffondere comportamenti corretti nella gestione della raccolta differenziata inquadrando la tematica dei rifiuti nel concetto più ampio di sviluppo sostenibile. Nel corso, svoltosi nei comuni di Erice, Marsala ed Alcamo, sono stati affrontati diversi argomenti in materia di rifiuti come storia ed evoluzione, rifiuti e comunicazione, rifiuti e legalità ed ecologia applicata. I partecipanti al corso oltre all'attestato hanno ricevuto un video di sensibilizzazione alla raccolta differenziata, da far visionare agli alunni, dove i personaggi sono dei bambini colti nel loro quotidiano. Il video è stato realizzato dall'Associazione Rifiuti Zero Trapani.

E' uscito il libro "L'anticasta" di Marco Boschini, Michele Dotti

Autori:
Marco Boschini, operatore sociale, Assessore di Colorno (Par-ma), coordina l’ Associazione dei Comuni Virtuosi e il gruppo Politica ed enti locali del Movimento per la Decrescita Felice.
Michele Dotti, educatore e formatore, si dedica all’educazione allo sviluppo prevalentemente in ambito scolastico. È volontario dell’associazione Mani Tese, con una lunga esperienza in vari stati dell’Africa; ha promosso progetti di solidarietà, campagne di com-mercio equo e viaggi di turismo responsabile.
Interventi di: Jacopo Fo, Maurizio Pallante, Alex Zanotelli, Franca Rama, Francesco Comotto, Chiara Sasso, Gianluca Finiguerra, Alessio Ciacci, Andrea Segrè, Luca Falasconi, Ezio Orzes, Rossano Ercolini, Ignazio Garau.
Contenuti:
La denuncia coraggiosa della Casta, che inizialmente aveva alimentato grandi speranze di cambiamento, ha finito per generare, invece, un diffuso senso di impotenza, una profonda disillusione e un conseguente distacco dalla politica. Proprio questo, paradossalmente, consente alla Casta di conservare indisturbata, e addirittura di aumentare, i propri privilegi e gli sprechi! Per evitare di mettersi realmente in discussione e per legittimare se stessa, la Casta ha dipinto mediaticamente l’intera Italia come un paese malato che condivide i vizi e le carenze dei propri rappresentanti politici, i quali sono così apparsi essenzialmente “rappresentativi” del popolo.
Tuttavia esiste anche un’altra Italia, fatta di tante persone oneste – non solo nella società civile, ma anche nelle istituzioni locali – che si battono ogni giorno per un Paese migliore e che stanno già dimostrando con i fatti che le alternative concrete esistono.
Il cambiamento, ancora una volta nella storia, non può che partire dal basso. E per fortuna questo sta già accadendo!
In allegato il DVD con una VIDEO-INCHIESTA che racconta un appassionante viaggio nei Comuni dell’Italia a 5 stelle, alla scoperta di persone e progetti che se non fossero veri sembrerebbero incredibili.
Uno schiaffo all’immobilismo della politica e agli sprechi della CASTA, l’esempio concreto che un altro modo di fare politica non solo è possibile, ma si sta già facendo.
Realtà straordinarie dal punto di vista del risparmio energetico ed economico, della mobilità sostenibile, della produzione di energia da fonti rinnovabili, della gestione dei rifi uti, dell’acqua e del territorio...
Successi indiscutibili che mostrano la concretezza di scelte alternative divenute possibili attraverso un grande coinvolgimento della popolazione, chiamata a partecipare attivamente alle decisioni che riguardano l’intera comunità. Migliaia di cittadini impegnati nella costruzione di un domani migliore.
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Di ritorno da San Francisco

INTERVISTA SINDACO BERKELEY, ZERO WASTE

Capannori (Lu) 65 mila bottiglie di plastica in meno...

Altre diciannove scuole del comune di Capannori (LU) non utilizzeranno più l’acqua minerale imbottigliata bensì quella dell’acquedotto, che nelle mense sarà servita in brocche di vetro messe a disposizione da “Acque spa”. Si estende, così, a circa altri 2.100 studenti il progetto “Acqua Buona” promosso dal Comune di Capannori assieme alla società Acque e già attivato con successo a livello sperimentale in alcune scuole. “Grazie a questo progetto – spiega l’assessore all’ambiente, Alessio Ciacci – vogliamo promuovere l’uso dell’acqua dell’acquedotto, che è buona e che viene sottoposta a controlli più frequenti e rigidi rispetto a quella minerale. L’acqua è un bene comune e l’uso dell’acquedotto, oltre ad essere più sicuro, è molto più sostenibile a livello ambientale. Nel primo anno di sperimentazione abbiamo risparmiato oltre 10 mila bottiglie di plastica e con questa estensione arriveremo a risparmiare ogni anno lo smaltimento di oltre 65 mila bottiglie di plastica.” Le nuove scuole che hanno aderito al progetto, grazie a una convenzione stipulata ieri (lunedì 4 maggio) dall’amministrazione comunale, sono quelle dell’infanzia di Badia di Cantignano, Borgonuovo, Camigliano, Castelvecchio di Compito, Colognora di Compito, Guamo, Lammari, Lappato, Marlia e San Leonardo in Treponzio, primarie di Camigliano, Colle di Compito, Guamo, Lammari, Marlia, Massa Macinaia, Segromigno in Monte, San Ginese di Compito e la media di Camigliano. Per garantire la sicurezza dell’acqua, “Acque” compirà un monitoraggio pressoché costante su campioni di acqua dell’acquedotto e le analisi verranno pubblicate all’interno della scuola per dare conoscenza a tutti dell’ottima qualità dell’acqua erogata. Verranno poi effettuati incontri di spiegazione con tecnici ed esperti del settore con i ragazzi, gli insegnanti e i genitori interessati. Fino a oggi il progetto “Acqua Buona” era stato attivato in tre scuole: quella dell’infanzia e la primaria di Lunata e la media di Lammari.
Fonte Ass. Comuni Virtuosi

08/05/09

PAUL CONNETT CON GIORGIO DEL GHINGARO PER CONTINUARE IL PERCORSO RIFIUTI ZERO DEL COMUNE DI CAPANNORI.

SELINUNTE «TURISTICA», L’RD SI “RINFORZA” NEGLI ALBERGHI E RISTORANTI

Marinella di Selinunte (Trapani)

La raccolta differenziata a Marinella di Selinunte (Trapani) si “rinforza” con un servizio rivisitato per strutture alberghiere e ristoranti. La società «Belice Ambiente Spa» per la prossima stagione estiva svolgerà un nuovo servizio di ritiro specifico per gli alberghi e ristoranti che si trovano nella località turistica, nota nel mondo per i secolari templi. Su iniziativa dell’assessore comunale alle frazioni del Comune di Castelvetrano (ente socio della Belice Ambiente), Daniela Saporito, si è svolto un incontro preliminare del nuovo servizio, con gli albergatori e ristoratori e il capo servizio di Castelvetrano della «Belice Ambiente», Raffaele Parisi. La società che a Marinella di Selinunte svolge già la raccolta differenziata “porta a porta”, per le strutture turistiche svolgerà, invece, il ritiro quotidiano di organico e rifiuti solidi urbani. Due volte a settimana (uno in più rispetto all’unico passaggio inserito nel calendario di ritiro per le utenze domestiche) sarà ritirato il vetro, mentre per carta e cartone, plastica ed alluminio anche alberghi e ristoranti seguiranno il normale calendario unico di ritiro. «Questo ritiro extra è mirato solo alle strutture turistiche – ha ribadito l’assessore Daniela Saporito – per garantire un maggior servizio d’accoglienza e di pulizia. Del resto fare la differenziata e assicurare agli imprenditori del settore un ritiro puntuale delle frazioni nobili è un meccanismo di piena collaborazione che garantisce un processo di crescita ambientale, turistico e culturale dell’intero Ambito». La «Belice Ambiente» assicurerà il servizio di ritiro mettendo in campo mezzi ed uomini impegnati già nella raccolta “porta a porta” nella borgata turistica.
Fonte: Ufficio Stampa Ato Belice Ambiente

Negli Oceani 6,4 milioni di tonnellate di rifiuti ogni anno

Il rappoto Fao e Unep: gettati 8 mlioni di prodotti al giorno
Ogni anno vengono immessi 6,4 milioni di tonnellate rifiuti negli oceani, di cui 5,6 milioni di tonnellate, pari all’88%, proveniente da imbarcazioni mercantili. La concentrazione di massa di spazzatura riguarda zone di accumulo in alto mare, e in particolare il Pacifico centrale, la zona di convergenza equatoriale. Queste le stime del nuovo rapporto realizzato congiuntamente dalla Fao e dal programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (Unep), pubblicato in contemporanea alla Conferenza mondiale sugli oceani che si terrà a Manado, in Indonesia (11-15 Maggio 2009). Il rapporto afferma che circa 8 milioni di prodotti costituenti rifiuti vengano rilasciati in mare ogni giorno, di cui circa 5 milioni (63%) sono rifiuti solidi gettati a mare o persi dalle navi. Secondo il rapporto in ogni chilometro quadrato di oceano galleggiano oltre 13.000 pezzi di immondizia di plastica. Nel 2002, sono stati trovati circa 6 kg di plastica per ogni kg di plancton vicino alla superfice di un punto di accumulo di immondizia marina nel Pacifico centrale. In alcune di queste aree, colonne di rifiuti tra i più variegati, tra cui vari tipi di plastica, funi, reti da pesca, così come i rifiuti delle imbarcazioni quali imballaggi, pagliericci, fili metallici, coperchi di plastica, bidoni e recipienti da pesca, insieme a chiazze oleose accumulatesi man mano, si estendono per molti chilometri. Allarme anche per le reti abbandonate. Le ’reti fantasmà danneggiano l’ecosistema marino: attrezzature abbandonate, perse o dismesse che possono continuare a pescare da sole anche per anni uccidendo indiscriminatamente pesci e altri animali, compromettendo gli stock marini e costituendo anche un pericolo per le imbarcazioni. Il rapporto stima che le attrezzature marine abbandonate, perse o dismesse negli oceani siano un 10% (640.000 tonnellate) di tutti i rifiuti presenti in mare. Un problema dovuto anche a attrezzature da pesca resistenti, fatte di materiali sintetici durevoli. Le cause della ’pesca fantasmà sono i tramagli, le nasse e le trappole, mentre le reti da pesca intrappolano altri organismi marini e le reti a strascico danneggiano gli ecosistemi sottomarini. In particolare, i tramagli sono il principale problema: un muro sottomarino verticale di reti che può estendersi fino a 10.000 metri di lunghezza. In molti casi i materiali vengono persi nei ’conflitti tra attrezzaturè in aree dove sono già sistemate altre trappole.
Fonte La Stampa

06/05/09

Ecomafia, business senza crisi "Un affare da 20,5 miliardi"



ROMA - Un business di 20,5 miliardi di euro per 25.776 ecoreati accertati: quasi 71 al giorno, tre ogni ora. Circa la metà dei reati (più del 48%) si è consumato nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Calabria, Sicilia e Puglia). L'Ecomafia, assicura Legambiente nel suo rapporto 2009, non conosce la crisi. Le cifre fanno impressione. Sono 31 i milioni di tonnellate i rifiuti speciali svaniti nel nulla, in pratica una montagna alta quasi quanto l'Etna. Crescono pure le aggressioni al patrimonio culturale, il racket degli animali e le agromafie. Aumenta però anche la capacità di contrasto delle forze dell'ordine. Abusivismo. L'abusivismo edilizio non conosce tregua: 28 mila nuove case illegali e moltissimi reati urbanistici, soprattutto nelle aree di maggior pregio. E poi il saccheggio del patrimonio culturale, boschivo, idrico, agricolo e faunistico. "Il cemento - si legge nel rapporto - è il luogo ideale per riciclare i proventi dalle attività criminose e nel caso campano si tratta di proventi ingenti che si traducono in interi quartieri abusivi. Basti pensare che il 67% dei comuni campani sciolti per infiltrazione mafiosa, dal 1991 a oggi, lo sono stati proprio per abusivismo edilizio". In testa c'è la Campania con 1.267 infrazioni accertate, 1.685 denucniati e 625 sequestri. Segue la Calabria con 900 infrazioni, 923 persone denunciate e 319 sequestri. Continua la salita del Lazio, che quest'anno si piazza al terzo posto superando la Sicilia. Campania infelix. La Campania è in vetta anche nella classfica dello smaltimento illegale con 573 infrazioni accertate (il 14,7% sul totale nazionale) e 63 arresti. Negli ultimi tre anni, si ipotizza siano stati smaltiti illegalmente in tutta la regione circa 13 milioni di tonnellate di rifiuti di ogni genere. Ovvero 520 mila tir che hanno scaricato il loro contenuto nelle campagne napoletane, nell'entroterra salernitano, nelle discariche abusive del casertano, del beneventano e dell'avellinese. Al secondo posto c'è la Puglia con 355 infrazioni accertate, 416 denunce, 271 sequestri e 15 arresti. Terza la Calabria (293 infrazioni, 238 denunce, 567 sequestri), seguita dal Lazio con 291 reati, 358 denunce, 172 sequestri e ben 11 arresti. Al Nord il primato è del Piemonte.
Continua
Fonte La repubblica.it

04/05/09

Bilancio Cial 2008 - Recuperate 42.200 tonnellate di alluminio pari al 63,6% degli imballaggi

Milano, 4 maggio – A dieci anni dalla nascita del sistema di gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio in alluminio Cial, Consorzio nazionale per il riciclo e il recupero dell’alluminio, consolida il trend di crescita delle quantità raccolte e riciclate. Ad oggi Cial ha favorito l’attivazione della raccolta differenziata degli imballaggi in alluminio in oltre 5.500 Comuni italiani (l’80% dei quali convenzionato con il Consorzio) e la partecipazione di 44 milioni di cittadini (il 90% dei quali coinvolti direttamente). A fine 2008 la quota di recupero di imballaggi di alluminio si stima essere del 63,6% dell’immesso sul mercato. Tradotta in cifre assolute, questa percentuale equivale a 42.200 tonnellate di materiale recuperato, 38.500 delle quali riciclate. Il riciclo degli imballaggi in alluminio pari al 58% è di fatto cresciuto, nell’ultimo biennio, del 10%. Nel corso dell’anno, accanto alla raccolta differenziata, si sono affermate nuove modalità di recupero dell’alluminio: in impianti di trattamento RU anche per la produzione di CdR; in impianti per il recupero delle scorie da incenerimento. Oggi il nostro paese detiene la leadership in Europa, insieme alla Germania, nell’industria del riciclo dell’alluminio. A livello mondiale, questo primato ci pone al terzo posto dopo Stati Uniti e Giappone. Grazie al riciclo di 38.500 tonnellate di imballaggi in alluminio sono state evitate emissioni serra per 395.000 tonnellate di CO2, e risparmiata energia pari a 143.000 tep (tonnellate equivalenti petrolio). Particolarmente soddisfatto per i risultati conseguiti nel 2008, il presidente di Cial Cesare Maffei guarda con fiducia all’imminente definizione dell’allegato tecnico ‘alluminio’ all’accordo quadro Anci-Conai che “pone nuove e interessanti prospettive di sviluppo della raccolta differenziata degli imballaggi in alluminio”. “Il nuovo accordo quadro, rinnovato lo scorso 23 dicembre e valido cinque anni” dice Maffei “conferma l’impostazione precedente incrementando i corrispettivi riconosciuti dal sistema consortile alle pubbliche amministrazioni e contiene molte novità tese a favorire una più fluida ed efficace gestione dei servizi da parte dei Comuni”. Il presidente sottolinea come “l’accordo, oltre a confermare la garanzia del ritiro, preveda il pieno riconoscimento dei corrispettivi economici anche nel caso vengano raggiunti e superati gli obiettivi di recupero. Per favorire la crescita qualitativa sono state previste migliori condizioni economiche per le raccolte con minor contenuto di frazioni estranee, nuove risorse a favore di progetti di riqualificazione dei servizi e di formazione dei tecnici ambientali per le aree in ritardo e maggiori risorse per le campagne informative e di sensibilizzazione rivolte ai cittadini”.
“In questi mesi” prosegue Maffei “il Consorzio, in vista delle inevitabili difficoltà previste per il 2009, in particolare per quanto riguarda lo sbocco dei materiali della raccolta differenziata dei Comuni italiani, ha voluto dare una risposta concreta confermando la propria vocazione sussidiaria e di supporto al sistema di gestione per una agevole e sostenibile transizione in questa fase particolare”.
Fonte e-gazzette.it