30/04/09

Logiche di un potere siciliano. L’Arra di Felice Crosta.

di Carlo Ruta
L’Agenzia regionale per i rifiuti e le acque ha dettato regole e mosso fiumi di denaro, lungo tutto il perimetro degli Ato. Di emergenza in emergenza, in più occasioni è finita sotto accusa. L’Ars ne ha deciso quindi, nel dicembre 2008, lo scioglimento. Eppure continua a esistere e a reggere i giochi. Lo farà per tutto il 2009. Ma nelle sedi della Regione tante cose vanno muovendosi perché la decisione venga revocata. C‘è un soggetto pubblico in Sicilia che evoca emergenze, ma anche torrenti di denaro. È l‘Arra, Agenzia regionale per i rifiuti e le acque, istituita con decreto del presidente della regione Cuffaro il 28 febbraio 2006. Si tratta di una struttura centralistica, rigidamente verticale, che ha avocato competenze che appartenevano a un pulviscolo di enti territoriali: dai comuni ai consorzi di bonifica, assumendone comunque di nuovi, sulle linee della legge Galli. L’avvento di tale organo ha chiuso in via definitiva la fase, inaugurata dal generale Roberto Jucci, dei commissari regionali per l’emergenza idrica, di cui si erano serviti i passati presidenti. In una situazione che sempre più andava intricandosi, con il mobilitarsi di interessi forti oltre che con la crescita delle problematiche sul terreno, quella esperienza si era dimostrata in effetti debole, necessariamente priva di profilo strategico. E il passaggio, logico e per certi versi necessario, si è dimostrato adeguato alle aspettative. L’Arra, guidata dall’avvocato Felice Crosta su designazione di Cuffaro, ha permesso di convogliare nell’isola fondi europei per miliardi di euro, che non potevano essere utilizzati con la gestione commissariale. Palazzo d’Orleans ha potuto contare, da quel momento, su un braccio operativo coeso, in grado di porsi come interlocutore unico di tutte le parti in gioco, quindi garante di un sistema. In definitiva si è materializzato dal versante pubblico, ad hoc, il collante che occorreva per combinare interessi distanti, passato e presente, tradizioni che non intendono demordere e scommesse sul futuro.
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Fonte: L'Isola Possibile allegato de Il Manifesto

Sicilia: gli inceneritori saranno tre

di Massimo Lorello
La Regione vara i bandi per i termovalorizzatori ma elimina dalla lista l´impianto di Paternò. Si va avanti invece a Bellolampo, Casteltermini e Augusta. Allo scadere del tempo concesso alla Sicilia per rielaborare i bandi di gara, l´Agenzia regionale per i rifiuti (Arra) presenta un piano che esclude la provincia di Catania dalla mappa delle aree nelle quali si brucerà l´immondizia per produrre energia. Ma, sottolinea il direttore dell´Arra, Felice Crosta, «non è dipeso dalla nostra volontà». È stato durante il governo Cuffaro che la Regione ha fissato il numero dei termovalorizzatori e le località nelle quali realizzarli. Bandite le gare, aggiudicati gli appalti e avviati i primi lavori tutto si è fermato perché la Corte di giustizia europea ha sentenziato che i bandi non avevano avuto la necessaria pubblicità. Da qui lo stop e il conseguente ordine di ricominciare da zero. Ma andavano risarciti i vincitori del primo appalto che, intanto, si erano portati avanti col lavoro. Così l´Arra li ha riuniti per stabilire la cifra. Agli incontri, dice con nota ufficiale l´agenzia, si sono presentate le società di scopo Pea, Platani e Tifeo che dovranno realizzare gli impianti di Bellolampo, Casteltermini e Augusta, in tutte e tre le società il pacchetto di maggioranza è detenuto dalla Actelios del gruppo Falck. La Sicilpower (la cui maggioranza fa capo alla Waste Italia) che aveva vinto la gara per Paternò non ha invece preso parte alle riunioni. «Sono stati invitati come gli altri, ma non si sono presentati - dice Crosta - Per questo abbiamo attivato le procedure per la risoluzione della convezione, inviando una lettera di diffida alla società». Fonti interne alla Waste danno una differente versione dei fatti: sostengono che la società ha spiegato all´agenzia che a causa dell´impossibilità di riunire rapidamente tutti i soci non si poteva approvare subito l´ipotesi di accordo economico. Il Cda è stato convocato per sabato. Troppo tardi secondo l´Arra, costretta a presentare i bandi entro lunedì. La corsa contro il tempo è necessaria per scongiurare il rischio di perdere l´accesso al Cip 6 il sistema che consente di guadagnare dalla produzione di energia. Senza Cip 6 nessun termovalorizzatore sarebbe economicamente appetibile. Così, al momento, l´immondizia prodotta nella provincia etnea e nel Messinese (cioè le aree che si sarebbero dovute servire del termovalorizzatore di Paternò) dovrebbe finire negli altri impianti. Complessivamente sono 660 mila tonnellate all´anno. Nei giorni scorsi il governatore Raffaele Lombardo aveva manifestato dubbi sull´intero piano dei termovalorizzatori, sostenendo che il presunto indennizzo da 200 milioni complessivi per i primi aggiudicatari era eccessivo, e soprattutto ipotizzando che il numero degli impianti si sarebbe potuto pure ridurre. I nuovi aggiudicatari rimborseranno i vincitori della prima gara sulla base di quanto accertato da un advisor: circa 50 milioni sono destinati alla Pea per Bellolampo, 36 milioni alla Platani per Casteltermini e 55 milioni alla Tifeo per Augusta. A queste somme andranno aggiunti i costi sostenuti dai singoli soci, sulla base di contratti stipulati con le società-progetto, per un importo complessivo di circa 30 milioni. I bandi di gara sono stati trasmessi alla Gazzetta ufficiale dell´Ue per la pubblicazione, il termine per la presentazione delle offerte scadrà il 30 giugno. Se le gare dovessero andare deserte, sarà chiesto agli aggiudicatari degli attuali appalti se sono interessati a procedere. In caso di esito negativo dal maggio del 2010 la Regione potrà bandire una nuova gara, eliminando una parte dei costi di indennizzo. Ma potrebbe pure decidere di rivedere tutto il piano riaprendo un dibattito che, di fatto non si è mai esaurito. Qualche anno fa, il governatore Raffaele Lombardo (allora presidente della Provincia di Catania), aveva individuato nell´area industriale etnea la sede migliore per il termovalorizzatore. Ma poi prevalse l´idea di realizzarlo a Paternò, sito che piace invece al suo successore alla Provincia, nonché irriducibile avversario, Giuseppe Castiglione.
Fonte La Repubblica.it

29/04/09

Di nuovo San Marino infognata nei rifiuti

[San Marino] CRONACA - La questione dei rifiuti speciali nella Repubblica di San Marino fa parte di quei problemi che i governanti si tramandano irrisolti da uno all’altro. Il tunnel privato ad uso privato sotto la superstrada a Dogana che il precedente governo ha avuto la brillante idea di far realizzare in concomitanza con la demolizione e ricostruzione del Ponte di confine, è stata subito recepito come una priorità dall’attuale governo. Per il centro di stoccaggio dei rifiuti invece quel che è passato da un governo all’altro è stata la solita furbizia del rimando. Di rimando in rimando si è arrivati al capolinea. Il Centro di Raccolta di San Giovanni è saturo. Non può più ricevere rifiuti. Dice l’architetto Emanuele Valli, direttore dell’Azienda dei Servizi: “non nascondiamo che il Centro Multiraccolta è in questi mesi al limite della propria capacità operativa. Di questo argomento anche il Governo è stato informato e abbiamo cercato con i mezzi a nostra disposizione di assicurare comunque i servizi alla cittadinanza, presentando all’Esecutivo anche un progetto per implementare la nostra capacità nel settore dei rifiuti speciali allargando i nostri servizi anche alle imprese”. Insomma per i rifiuti, nella Repubblica di San Marino, pare essere tornati all’anno zero.
Fonte http://www.libertas.sm/

26/04/09

OCE': una storia sostenibile

Océ, multinazionale olandese leader nel settore della stampa e della gestione documentale, pubblica per il quinto anno consecutivo il Sustainability Report 2008. Il documento, scaricabile dal sito Océ al link www.sustainability.oce.com/sustainability-2008.asp, informa e aggiorna su tutte le novità, i programmi e le attività che Océ mette in atto, in Italia e nel mondo, per conciliare lo sviluppo del business con il rispetto per il pianeta che ci ospita e le risorse che utilizziamo. Una storia di attenzione alla sostenibilità che parte dalla fondazione di Océ, 132 anni fa con la produzione di coloranti naturali per la margarina. Una storia che prosegue oggi con la ricerca di tecnologie di stampa innovative, che minimizzano l’impatto ambientale: prodotti ergonomici, dotati di interfacce intuitive, sistemi progettati con logiche di eco-design per minimizzare il consumo di energia e per essere riciclabili al 90%, soluzioni che hanno ricevuto riconoscimenti per il design, l’innovazione ed il livello di performance.Green Business is good businessOcé è orgogliosa della sua storia che crea valore per l’azienda, per i suoi clienti e per il pianeta in cui viviamo. E’ l’unica azienda del settore a essere stata seleziona partner del programma Climate Action delle Nazioni Unite, finalizzato a indurre e sostenere comportamenti eco-sostenibili. Océ grazie alle competenze sviluppate, aiuta i suoi clienti a razionalizzare ed ottimizzare i flussi documentali negli uffici e nei centri stampa, e stimola comportamenti di stampa eco-sostenibili. I clienti di Océ ottengono: riduzione del consumo di energia, riduzione delle stampe errate e non indispensabili, riduzione delle emissioni di rumore, ozono, polvere e toner, riduzione dei rifiuti non riciclabili.“Tutto questo è un risparmio ed un valore per i nostri clienti” dichiara Geert Rongen, Amministratore Delegato di Océ-Italia. “Océ mette in atto a tutti i livelli strategie che aiutano i clienti ad innovare e risparmiare risorse per il pianeta. Ad esempio abbiamo lanciato una gamma di prodotti, Océ Prémia Class, che offrono le medesime prestazioni dei prodotti nuovi, ad un costo inferiore poiché utilizzano parti e materiali riciclati, mentre per la stampa di produzione abbiamo Océ VarioPrint® 6250 che utilizza il 40% in meno di energia di altri sistemi equivalenti della concorrenza. Continua qui
Fonte Italianinnovation.it

25/04/09

G8 Ambiente, stilata la “Carta di Siracusa”


Si e’ concluso con l’adozione della Carta di Siracusa sulla biodiversita’ il G8 Ambiente ospitato per tre giorni a Siracusa, che ha visto presenti i Ministri e le delegazioni di venti Paesi. La Carta costituisce un punto di riferimento fondamentale dal quale far ripartire l’impegno per definire nuovi e comuni strategie per il post- 2010. I principi essenziali alla base della Carta sono che la biodiversita’ ed i servizi eco sistemici sono essenziali per la vita sulla Terra, per il benessere dell’umanita’ e per il conseguimento di tutti gli obiettivi del millennio; che la biodiversita’ e gli ecosistemi hanno un grande valore economico e possono contribuire in maniera importante alla risoluzione dell’attuale crisi economica e finanziaria globale, che e’ urgente identificare un percorso comune che ci conduca a nuovi obiettivi per il post-2010. "Abbiamo conseguito risultati importanti che aiutano il dibattito -ha detto il Ministro per l’Ambiente e la Tutela del Territorio e del Mare Stefania Prestigiacomo , a conclusione del G8 Ambiente- sulle tematiche ambientali in un anno particolarmente importante per le scelte sui cambiamenti climatici e biodiversita’ , per arrivare alla Conferenza Onu di Copenhagen del prossimo Dicembre”. La Presidenza italiana ha redatto un Chair Summary di tutti i partecipanti raccogliendo positivamente le indicazioni emerse a conclusione della riunione di Kobe. In vista del G8 che si terra’ a luglio sotto la Presidenza italiana, il Ministro Prestigiacomo ha preannunciato inoltre che trasmettera’ la Carta di Siracusa alla Presidenza del Consiglio, per inviare un forte messaggio sull’urgenza di assicurare un corretto rapporto fra ambiente e salute dei bambini, tema dell’ultima sessione dei lavori dei delegati. ‘‘La sessione sulla salute dei bambini -ha proseguito il Ministro- aperta dal contributo del Giappone e degli Stati Uniti, ha messo in evidenza che tutti i Paesi stanno affrontando con misure concrete il rapporto fra ambiente e salute dei bambini, particolarmente critico nei Paesi in via di sviluppo”. Lunedi’ mattina il ministro Prestigiacomo sara’ a Washington per partecipare al MeF (Major Economies Forum) a cui ”portero’ la ricchezza del dibattito svoltosi a Siracusa e i risultati del nostro meeting -ha concluso la Prestigiacomo- con i contributi sullo sviluppo delle tecnologie e sui meccanismi di finanziamento che emergono da Banca Mondiale e Agenzia Internazionale dell’Energia”. (Adnkronos)

24/04/09

G8 Ambiente: Banca Mondiale chiede fondi per rinnovabili

Occorre una strategia coordinata a livello internazionale che preveda anche finanziamenti per accelerare la diffusione delle energie rinnovabili e per sviluppare nuove tecnologie. L’obiettivo è spingere i cosiddetti Paesi sviluppati a puntare sempre più sulla green energy e al contempo a indirizzare i Paesi in via di sviluppo a basare la loro crescita economica su fonti rinnovabili. Questo in sintesi il contenuto del rapporto della Banca mondialeFinancing technology to support low-carbon and climate-resilient growth‘, pubblicato in occasione del G8 Ambiente in corso a Siracusa. “Gli strumenti finanziari esistenti debbono essere utilizzati su larga scala per massimizzare le sinergie“, si legge nel rapporto. “Tuttavia - si sottolinea - ulteriori finanziamenti saranno necessari. I governi dovranno individuare soluzioni a basse emissioni di Co2 nei pacchetti di stimolo per l’economia. Fondamentali saranno anche gli aiuti che dovranno arrivare dai Paesi sviluppati a favore di quelli in via di sviluppo“. Secondo la Banca mondiale, i Paesi maggiormente sviluppati - Stati Uniti, Ue e Cina che da soli producono il 60% delle emissioni nell’atmosfera, dovranno investire 250miliardi all’anno fino al 2020. “L’intervento di questi Paesi o regioni sarà cruciale per la stabilizzazione del clima“, conclude il rapporto. (Apcom)

Milano 1939

23/04/09

Comitato Siracusa Rifiuti Zero chiede di 'copiare' Obama

Il Comitato Siracusa Rifiuti Zero fa sentire la sua voce approfittando del G8 Ambiente in città chiedendo al Ministro Prestigiacomo una posizione chiara per quanto riguarda il settore dei rifiuti e la gestione dello smaltimento. In particolare il comitato fa sapere in un comunicato che in occasione del summit internazionale rilancia la strategia Zero Waste, chiamando in causa anche il Presidente USA Obama. I rappresentati del comitato richiamano le parolem scritte da Obama su un blog: 'Ridurre quantità etossicità ei rifiuti che produciamo. Riusare contenitori e prodotti; Riparare ciò che si è rotto o donarlo a qualcuno che sia in grado di ripararlo. Riciclare il più possibile, includendo l'acquisto di beni prodotti con materiali riciclati. Io penso che, come nazione, dobbiamo approvare norme federali, con scadenze reali, che impongano a tutti gli stati di riciclare plastica,alluminio,carta, ecc. lavorando ad un processo incrementale che ci porti al traguardo rifiuti zero. Avanti! Tutti gli animali eccetto l'uomo lo fanno ogni giorno. Non pensiamo noi di essere la specie più evoluta?'. Il Comitato accusa il Ministro On. Stefania Prestigiacomo che da una parte inneggia alla realizzazione in Sicilia di ben 4 inceneritori, dall'altra essere d'accordo con Obama sulle sue politiche ambientali. 'La Sicilia ha bisogno di un nuovo piano regionale per la gestione dei rifiuti - si legge in un comunicato precedente dello stesso comitato -, in quanto gli Ambiti Territoriali Ottimali (ATO) sono sistemi che, sin dalla loro nascita, hanno creato solo illusioni lavorative e hanno aumentato la pressione fiscale, generando sia disservizi continui fino a rasentare, in certi casi, la sicurezza sanitaria dei cittadini sia un buco di circa 800 milioni di euro, per sanare il quale vi saranno necessarie risorse finanziarie, che saranno tolte ai servizi da erogare per lo sviluppo dell'isola. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: la Sicilia è diventata, in parecchi comuni e paesi, un vero e proprio immondezzaio!
Se non si provvede il più presto possibile alla redazione di un piano di rifiuti efficiente, dove venga posta al centro dell'attenzione la riduzione dei rifiuti a monte della raccolta differenziata, si rischierà in tutta l'isola un altro caso 'Campania'.
Fonte Ambientenergia.info

22/04/09

Paceco (Tp): "I rifiuti separati alla porta? In viaggio per una nuova vita!"


Trapani 22.04.09
E’ partita la campagna di sensibilizzazione nell’ambito del progetto di raccolta differenziata porta a porta nel Comune di Paceco (Tp). “I rifiuti separati alla porta? In viaggio per una nuova vita!” è il titolo dell’intero progetto promosso dall’amministrazione di Paceco, con la consulenza dell’Associazione Rifiuti Zero Trapani. Sono previsti incontri con gli alunni delle scuole, i cittadini, i titolari di attività commerciali e gli operatori ecologici che espleteranno il servizio.
Per raggiungere obiettivi importanti in materia di rifiuti, il Comune di Paceco ha predisposto il servizio di raccolta differenziata porta a porta in fase sperimentale nella zona a nord del paese. Per le restanti aree compreso Dattilo e Nubia sarà mantenuto il servizio attuale.

19/04/09

L´ecologia industriale e il vero significato di Rifiuti Zero

di Gianfranco Bologna

LIVORNO. A fine gennaio a Bonn è partita ufficialmente Irena (International renewable energy agency) alla quale hanno già aderito 77 paesi in tutto il mondo (tra i quali l’Italia), agenzia internazionale che ha lo scopo precipuo di promuovere e diffondere a livello mondiale l’uso delle energie rinnovabili. Dal 25 al 27 marzo scorsi si è tenuto lo Skoll world forum on social entrepreneurship 2009, il forum definito l’alternativa al forum mondiale economico di Davos (l’incontro annuale di grande risonanza internazionale che ha luogo ogni anno a settembre a Davos in Svizzera, vedasi il sito www.weforum.org ) che viene dedicato alla responsabilità sociale di impresa. Il Forum si è tenuto all’Università di Oxford presso la Business school di quella prestigiosa Università. Si tratta di un ulteriore importante segnale di quella riflessione e di quella messa a sistema di azioni che, in tutto il mondo, già si stanno concretamente realizzando da diversi anni, e che si muovono in direzioni diverse dal trend standard dell’impostazione economica classica legata alla visione centrale del valore del mercato e della crescita economica a tutti i costi. Lo stesso World economic forum di Davos da vari anni affronta la riflessione della nostra continua crescita economica, materiale e quantitativa, ed i connessi limiti ambientali e sociali che diventano sempre più evidenti a tutti. Come dicevo nella scorsa rubrica, su greenreport del 10 aprile, sono sempre più numerosi i segnali di una riflessione planetaria sulla nostra responsabilità nei confronti del resto del Pianeta e l’indicazione concreta e non solo di dichiarazione di principi, di cambiare rotta, utilizzando quanto di meglio scienza e tecnologia ci mettono già a disposizione e con l’esigenza di una seria revisione dei modelli socio-economici di sviluppo attualmente vigenti. Oggi ad esempio, la creazione di modelli sociali ed economici che mirino ad ottenere l’obiettivo di “zero produzione di scarti e rifiuti” costituisce ormai un movimento globale, supportato da tantissimi studiosi di discipline come l’Ecologia industriale e sostenuto da tantissime istituzioni e migliaia di organizzazioni non governative in tutto il mondo. L’obiettivo principale è quello di riuscire ad avviare sistemi ciclici di produzione che eliminino i rifiuti all’origine e non al livello dell’utilizzo finale. Si tratta di pensare e progettare metabolismi sociali capaci di essere integrati con i metabolismi dei sistemi naturali rispettando la loro evoluzione, le loro capacità rigenerative e quelle assimilative e la loro resilienza. Le strategie mirate all’obiettivo Rifiuti Zero affondano le loro origini e radici in tanti straordinari studiosi che, da tempo si dedicano ai tanti aspetti del nostro metabolismo industriale. Tra questi spiccano figure come Walter Stahel, del Product life institute in Svizzera, e John Todd, del New alchemy institute a Cape Cod, Massachusetts. Stahel coniò il termine “dalla culla alla culla” nel 1985, in riferimento all’utilizzo ciclico dei materiali. Ponendosi l’obiettivo di far sì che nella produzione vengano impiegati materiali riciclati invece che materiali nuovi, l’utilizzo di energia diminuisce notevolmente e i posti di lavoro aumentano. John Todd è un vero genio della progettazione di sistemi acquatici e, basandosi sul suo lavoro altri studiosi hanno concepito l’idea che i “rifiuti uguale cibo” per esprimere il concetto che i rifiuti di un sistema possono costituire il cibo di un altro sistema, che si tratti di sistemi industriali o ecosistemi.
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Fonte Greenreport

17/04/09

Cambia la legge: le alghe possono essere riciclate e avviate al compostaggio


di Lucia Venturi

LIVORNO. Ci sono voluti quasi quattro anni ma alla fine l’obiettivo di permettere che la posidonia oceanica spiaggiata potesse essere considerata una matrice compostabile è stato raggiunto. E’ stato infatti pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale il decreto 22 gennaio 2009 che contiene l’aggiornamento degli allegati al decreto legislativo 29 aprile 2006, n. 217, concernente la revisione della disciplina in materia di fertilizzanti. La richiesta di cambiare questo allegato tecnico era infatti nata per iniziativa della Regione Toscana assieme al Consorzio nazionale compostatori (Cic) e Legambiente, che avevano presentato una specifica istanza al ministero delle Politiche agricole. Da ieri quindi, nell’allegato 2 relativo agli “ammendanti”, la posidonia e le alghe marine spiaggiate vengono incluse tra le matrici utilizzabili per la realizzazione di ammendante compostato verde, «previa separazione della frazione organica dalla eventuale presenza di sabbia, tra le matrici che compongono gli scarti compostabili, in proporzioni non superiori al 20% (P:P) della miscela iniziale».
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Fonte Greenreport.it

16/04/09

Lettera aperta al Presidente della Regione Sicilia

I Comitati Civici e le Associazioni Rifiuti Zero siciliane hanno inviato una lettera in data 15/04/09 al Presidente della Regione Siciliana On. Raffaele Lombardo avente come oggetto la ripubblicazione del bando sugli inceneritori programmati in Sicilia e le incompatibilità che ne scaturirebbero con l'applicazione della nuova Direttiva Europea sui rifiuti 98/2008/CE.
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Inceneritori siciliani: la giunta di riunisce domani 17.04.09


DOMANI 17.04.09 LA GIUNTA REGIONALE SI RIUNISCE IN MERITO AL NUOVO BANDO PER GLI INCENERITORI SICILIANI:

ALLE ORE 10,00 TUTTI I SICILIANI CHE AMANO DAVVERO LA SICILIA FARANNO UN SIT-IN PER FAR PREVALERE IL BUON SENSO E LA RAGIONE.
PASSATE PAROLA!
Raccomandiamo la massima presenza.

Se tutti i tentativi di bloccare le nefandezze annunciate, dovessero rivelarsi inutili, sarà molto più dura venirne a capo successivamente.

CHI PREVEDE PROVVEDE...

Un casa tutta di monnezza

ecoedificio.jpg

Chi andrebbe ad abitare in una casa costruita con la monnezza? Poco invogliante, francamente. Preferiamo tutti soluzioni più tradizionali, cemento armato costruito magari da chissachi e chissacome. Le abitudini sono dure a morire.

Eppure, a vederla in foto sembra bellina assai la sede della veneta Savno, azienda di riciclaggio rifiuti di Conegliano Veneto. E' costruita interamente con materiali da raccolta differenziata dei rifiuti: l'isolamento acustico arriva dalle bottiglie di PET, i muri da scarti di segherie e cementifici, i pavimenti originano da giornali e tappi di sughero, e poi alluminio, vetro, acciaio, tutto è riciclato. Ma non si sono fermati qui: si scaldano con un impianto geotermico, hanno un giardino pensile che isola il tetto grazie al compost da rifiuti organici, raccolgono l'acqua piovana per i WC e dulcis in fundo producono quasi 3 megawatt di elettricità coi pannelli fotovoltaici.

Logico quindi che siano stati premiati con l'Energy Globe Award, in occasione del quale hanno dichiarato: “Quando abbiamo costruito la nostra ecosede con materiali provenienti da raccolta differenziata abbiamo voluto fare una scommessa: se invitiamo i cittadini a riciclare dobbiamo dimostrare che la raccolta differenziata non è una cosa vana."

L'obiettivo di tutti è il famoso rifiuti zero. Ma questo esempio dimostra che anche qualora non si riuscisse ad eliminarli del tutto, ci sono impieghi utili e importanti. Unico neo: non si ha idea di quanto potrebbe costare un edificio come questo ad un comune mortale. Però, quando si parla di new town, sarebbe bello intendere qualcosa di davvero new...

Fonte petrolio.blogosfere.it

14/04/09

Ecopianura: a Budrio la "vetrina" del risparmio energetico

Dal 16 aprile l'iniziativa realizzata dal Comune, in collaborazione con Cna Bologna. Convegni, film, iniziative per i ragazzi, expo delle imprese specializzate nelle fonti energetiche rinnovabili.
Budrio. Per due settimane Budrio diventa la capitale del risparmio energetico e della gestione virtuosa dei rifiuti. Dal 16 al 28 aprile infatti a Budrio si terrà la prima edizione di “Ecopianura”, una ricca kermesse ambientale che prevede convegni, stand informativi, expo di aziende del settore, iniziative per i ragazzi, proiezione di film e anche un concerto a “zero impatto ambientale” in quanto l'energia per alimentare chitarre ed amplificatori sarà prodotta da un impianto fotovoltaico. “Ecopianura”, realizzata nell'ambito della tradizionale manifestazione “Primaveranda”, è organizzata dal Comune di Budrio in collaborazione con la Cna di Bologna. L'obiettivo è quello di sensibilizzare i cittadini ai temi della sostenibilità ambientale, offrendo loro informazioni, esempi concreti e soluzioni tecnologiche per creare energia e calore utilizzando fonti rinnovabili, in particolare energia solare e biomasse. “Ecopianura” prenderà ufficialmente il via giovedì 16 aprile alle 20.30 all'Auditorium di via Saffi con una tavola rotonda coordinata dal meteorologo Luca Lombroso, conosciuto volto televisivo grazie alle sue partecipazioni alla trasmissione “Che tempo che fa” di Fabio Fazio. Al convegno, dal titolo “La salute non è buona… le politiche degli Enti locali e le scelte dei cittadini” parteciperanno tra gli altri l'assessore regionale Duccio Campagnoli, il presidente della Provincia Beatrice Draghetti, il sindaco di Budrio Carlo Castelli, la responsabile Cna Bologna per l'area economica Fabrizia Forni, un rappresentante dell'associazione "Comuni Virtuosi", Marco Boschini, il vicepresidente nazionale FederConsumatori Mauro Zanini.
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Fonte sabatoseraonline.it

08/04/09

Buona Pasqua

L'Associazione Rifiuti Zero Trapani augura a tutti i lettori del Blog una Buona Pasqua e ricorda che i gusci delle uova vanno nell'umido. L'imballaggio delle uova di cioccolata, dipende dal materiale, va o nell'alluminio o nella plastica oppure nella carta. A presto!


Rifiuti made in Italy

In Italia l'emergenza rifiuti non si ferma. ''Il fenomeno degli smaltimenti illeciti di rifiuti speciali'' e' ancora aperto: quasi 20 milioni di tonnellate (19,7) nel 2005 sono scomparse nel nulla (formando un'immaginaria montagna con base di 3 ettari e alta 1.970 metri) alimentando un business illegale annuo di circa 4,5 miliardi di euro. Questo quanto emerso dal rapporto di Legambiente ''Rifiuti made in Italy'' presentato a governo e Parlamento. Sul fronte invece dei rifiuti urbani, secondo Legambiente, il 49% dell'immondizia prodotta dagli italiani viene smaltito in discarica, con il record di Molise e Sicilia che raggiungono rispettivamente le percentuali del 95 e 93 per cento. Al centro sud in 15 anni 5 regioni (Calabria, Campania, Lazio, Puglia e Sicilia) sono state commissariate per l'emergenza rifiuti, costata circa 1,8 miliardi di euro. Al sud si paga poi il ritardo impiantistico dove sono attive il 45% delle discariche di tutto il Paese. Con una produzione nazionale dei rifiuti che aumenta dell'8,4% dal 2003 al 2007. A fronte di questi dati, Legambiente propone un decalogo in cui si prevede, tra l'altro, di aumentare il costo dello smaltimento in discarica, aumentare la raccolta differenziata porta a porta in tutti i comuni italiani, completare la rete impiantistica per il recupero e il trattamento dei rifiuti, rivedere il sistema di penalita', cancellare il Cip6 che continua a dare incentivi all'inceneritmento dei rifiuti invece che alle vere rinnovabili, e introdurre i delitti ambientali nel codice penale.
Fonte Verdi.it

"Nous resterons sur terre"






"Noi resteremo sulla terra"



http://nousresteronssurterre.com/

07/04/09

Denuncia di ISDE e MODA: NO alla combustione dei rifiuti nella centrale a carbone

In attesa dell’incontro con il Prof. Connett dell’8 Aprile h.17,30 alla Libreria Ubik Savona sul Progetto “Rifiuti zero” alternativo alla pericolosa combustione dei rifiuti, ISDE e MODA denunciano: A SAVONA IL PIANO PROVINCIALE DEI RIFIUTI PREVEDE LA PERICOLOSA COMBUSTIONE DEL CDR (Combustibile Derivato da Rifiuti) NELLE CENTRALI A CARBONE (Vado L. ) E NEI CEMENTIFICI.

Gli Ambientalisti savonesi del MODA e i Medici per l’Ambiente ISDE di Savona, a tutela della salute della popolazione, prendono posizione contro il Piano Provinciale dei Rifiuti recentemente approvato nel Giugno 2007 che dichiariamo “non ecosostenibile” in quanto, pur non prevedendo l’inceneritore provinciale, di fatto promuove la pericolosa combustione dei rifiuti come CDR per produrre energia (circa 40.000 tonnellate/anno su un totale di 200.000 t/a di rifiuti) in industrie locali provinciali quali cementifici, centrali a biomasse, centrali a carbone come indicato con chiarezza nel Piano. Ricordiamo che il CDR, che è un derivato del rifiuto indifferenziato, contiene al suo interno composti chimici organoclorurati ormai ubiquitari e non eliminabili mediante pretrattamenti quali clorofenoli, clorobenzoli ed policlorobìfenilì che combusti danno origine a “microinquinanti” quali le pericolosissime diossine oltre ai metalli pesanti emessi poi con i fumi in atmosfera . Per tali “microinquinanti” non esistono sistemi di abbattimento e comportano elevatissimi rischi ambientali anche in concentrazioni molto basse (vedi “I prodotti di combustione negli inceneritori di rifiuti”, Biologi Italiani n. 9 - ottobre 1995, Marchetti E.). Oltretutto la combustione del CDR in impianti “non dedicati” quali centrali a carbone o cementifici peggiora l’emissione di microinquinanti in quanto non vengono garantite nemmeno le condizioni tecniche di combustione per limitarne l’emissione.

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Fonte Il ponente.com

05/04/09

Palermo: Convengo sul compost presso la Facoltà di Ingegneria

Palermo
Mercoledì 8 aprile alle ore 15.00, presso l'aula F180 della Facoltà di Ingegneria si terrà il terzo seminario promosso dall'associazione A.T.R.eA. Interverranno il Prof. Badalucco della Facoltà di agraria sull'uso del compost come fertilizzante in agricoltura e il Dott. Giuseppe Norata, presidente della Società Ecologia ed Ambiente - ATO 5, sulle esperienze di raccolta differenziata nel territorio regionale.

Sicilia: Stop ai nuovi termovalorizzatori

Da Repubblica.it del 4.03.09

Dubbi sull´entità del risarcimento: la giunta blocca l´accordo con Falck

di Emanuela Lauria

La giunta decide di non decidere quando Felice Crosta, capo dell´agenzia regionale per i rifiuti, ha smesso già da un pezzo di passeggiare nervosamente lungo i corridoi. Il piano del dirigente per far ripartire la realizzazione dei termovalorizzatori a sorpresa non viene approvato dalla giunta e lui, uno dei potenti dell´era Cuffaro, non può far altro che prendere carta e penna e scrivere subito ad Actelios, gruppo Falck, e agli altri operatori industriali con cui aveva raggiunto un accordo nei giorni scorsi. La riunione per la firma definitiva dell´intesa che avrebbe portato ai nuovi bandi, già indetta per lunedì a Palermo, è rinviata a data da destinarsi.
La saga dei termovalizzatori propone un altro capitolo inatteso. Il governatore Raffaele Lombardo aveva convocato d´urgenza la sua giunta, dopo aver incontrato mercoledì proprio Crosta. Il presidente dell´agenzia gli aveva sottoposto la necessità di una pronuncia in tempi brevi di Palazzo d´Orleans sul piano d´azione contenuto in una relazione firmata il 16 marzo. Il percorso proposto dal manager prevede di nuovo la realizzazione di quattro termovalorizzatori in Sicilia, e negli stessi siti individuati dal piano rifiuti del governo Cuffaro (Bellolampo, Casteltermini, Augusta e Paternò). E stabilisce che gli operatori industriali che avevano vinto il vecchio bando, annullato poi dalla corte di giustizia europea, vengano rimborsati delle spese sostenute per i lavori effettuati prima dello stop. A garantire queste somme dovrebbero essere i futuri vincitori della nuova gara.

La giunta ha ritenuto necessario un approfondimento. A destare perplessità l´entità della somma da versare alle "vecchie" imprese che hanno accentato la transazione, una cifra che ammonta a circa 200 milioni di euro. E il corrispettivo comprenderebbe anche il ristoro di una sorta di «lucro cessante». «La valutazione dei costi - spiega il vicepresidente della Regione Giambattista Bufardeci - spettava a un advisor (Banca Intesa, ndr) ma nella relazione portata all´attenzione della giunta non c´è alcuna cifra». E non è l´unica osservazione: «Vogliamo capire - prosegue Bufardeci - se per caso l´entità dei rimborsi finirà per scoraggiare qualsiasi nuovo operatore, finendo per favorire il ritorno dei vecchi. Ovviamente, nulla in contrario ad alcuna ipotesi. A patto che si garantisca l´interesse di tutti i concorrenti e soprattutto dei cittadini già abbastanza vessati per quanto riguarda le tariffe sui rifiuti».

«L´entità del rimborso alle imprese? Bastava che qualcuno si prendesse la briga di chiedermela - replica Crosta - Dobbiamo tenere conto che le società che hanno operato sinora hanno sostenuto i costi per la progettazione, per il rilascio delle autorizzazioni, per le prime opere come scavi e recinzioni».

Lombardo vuole vederci chiaro. Anche perché la riunione della giunta, ieri, è stata condizionata da un sit-in di ambientalisti davanti a Palazzo d´Orleans. E soprattutto perché sul tavolo del governatore è piombato un ricorso stragiudiziale di un cartello di associazioni, la rete Rifiuti zero, che pone una serie di dubbi di legittimità sull´iter seguito. Additando «il sovradimensionamento degli impianti da realizzare, l´eccessivo risarcimento per le ditte che si erano aggiudicate il primo appalto» e infine «la responsabilità dei funzionari regionali che hanno provocato con un bando illegittimo un danno erariale e oggi si ripropongano come solutori della vicenda».

Ma ora i tempi stringono: l´Ue ha inviato una diffida alla Regione in cui impone di dare esecuzione alla sentenza della corte di giustizia europea entro il 24 aprile. Significa che prima di quella data l´appalto dovrebbe essere assegnato. E fra il bando e l´aggiudicazione non può passare meno di un mese. Insomma, saremmo già oltre la scadenza. Ancora Crosta: «Se questa fase si prolunga oltre Pasqua, andiamo in tilt». Ancora possibile rinunciare ai termovalorizzatori, spostarli di sede o realizzarne meno di quattro? «Se si modificasse il piano, gli operatori perderebbero i contributi del Cip 6 e le tariffe a carico dei cittadini s´impennerebbero», sostiene Crosta. E l´Udc è insofferente. Ieri gli assessori dello scudocrociato non hanno partecipato ai lavori della giunta, perché impegnati nell´assemblea nazionale di Roma. «Lombardo - dice Pippo Gianni - ci aveva fatto sapere che avrebbe svolto la seduta malgrado la nostra assenza perché la questione dei termovalorizzatori era urgente. Invece non è stata presa alcuna decisione. Sì, siamo stupiti».

03/04/09

Sicilia: sospesa deliberazione nuovo bando inceneritori

COMUNICATO
La giunta regionale siciliana si é riunita oggi 3 aprile 2009 per approvare la proposta, redatta dall’ Agenzia Regionale Rifiuti, di un nuovo bando per la realizzazione di quattro inceneritori nell’isola. La deliberazione é stata rinviata grazie anche all’esposto presentato da alcune associazioni e comitati appartenenti alla Rete Rifiuti Zero Sicilia. La giunta ha ritenuto di dover approfondire in particolare le questioni relative:
1) al sovradimensionamento degli inceneritori, 2 ) alla esosa richiesta di risarcimento avanzata dalle società Falck e Sicilpower che si erano aggiudicate il precedente bando e 3) l’ incompatibilità dei funzionari dell’Arra a stipulare accordi transattivi aventi ad oggetto il risarcimento di danni posti in essere in conseguenza di atti del loro ufficio.
Le associazioni e i Comitati Rifiuti Zero Sicilia attendono che venga dato seguito alla richiesta di un incontro con il Presidente della Regione On.le Lombardo e con il Presidente dell’Arra ing. Crosta al fine di confrontarsi sulle alternative all’incenerimento quale soluzione per lo smaltimento dei rifiuti e per proporre invece la Stratega Rifiuti Zero per una gestione alternativa e sostenibile dei rifiuti con conseguenti positive ricadute in termini di occupazione, circostanza ampiamente sperimentata in diverse parti dell’Italia e del mondo.
La Strategia Rifiuti Zero andrebbe peraltro a tutto vantaggio delle imprese locali che si occupano di raccolta differenziata e di riciclo e di quelle che potrebbero nascere se tutte le filiere dei rifiuti si chiudessero nella nostra regione.
Diversi esponenti di GAIA (Global Alliance Incinerator Alternative) da gran parte del mondo hanno sostenuto l’iniziativa della Rete Rifiuti Zero Sicilia inviando una mail al Presidente della Regione Sicilia.

Trapani: dal sito ufficiale del Comune

Raccolta differenziata
I recapiti per il ritiro di carta, cartone e vetro

2 Aprile 2009 - In attesa della riorganizzazione del servizio di raccolta differenziata dei rifiuti con l'utilizzo degli appositi cassonetti dislocati sul territorio comunale, si comunica che le utenze commerciali, per il ritiro di carta, cartone e vetro, possono rivolgersi ai seguenti recapiti: 0923/590730 - 0923/590700. I bidoni per la raccolta differenziata dislocati presso alcuni esercizi commerciali saranno sostituiti con quelli di proprietà comunale. Nei prossimi giorni il Comune provvederà a dislocare nel territorio comunale le campane per la raccolta differenziata di sua proprietà, al fine di agevolare coloro che non possono recarsi alle isole ecologiche per il conferimento dei rifiuti. Per quanto riguarda il ritiro dei rifiuti ingombranti al proprio domicilio, i cittadini possono chiamare il numero verde 800 985 337 della ditta aggiudicataria del relativo appalto. Si ricorda che il numero si può chiamare solo da rete fissa.

Lettera del Sindaco di San Francisco al Sindaco di Parma

Il Sindaco di Parma, Pietro Vignali
Caro Sindaco di Parma,
Sono profondamente preoccupato nell’apprendere che Parma sta considerando l’incenerimento degli scarti dei suoi cittadini come un sistema di gestione dei rifiuti. Come sindaco di una città grande, geograficamente complessa e fisicamente costretta desidero portate alla sua attenzione il successo di San Francisco: noi ricicliamo e compostiamo il 70% del flusso dei nostri rifiuti.
Dal nostro rifiuto organico noi creiamo un compost che è fortemente richiesto, che arricchisce il nostro terreno, che ci fa risparmiare acqua, che riduce il ricorso a pesticidi e fertilizzanti mentre fissa l’anidride carbonica sottraendola all’atmosfera. In più, ci fa ottenere splendidi prodotti. In precedenza tutto questo finiva in discarica. Ma l’incenerimento ha impatti ancora maggiori e più negativi sull’atmosfera. Parma è al centro della regione Emilia Romagna, patria di alcuni dei cibi più famosi e prelibati al mondo. Questo ben di Dio agricolo è l’eredità che avete avuto dal vostro terreno e dai vostri contadini. Negli Stati Uniti San Francisco è ugualmente un centro di produzione agricola ed alimentare. Qui i nostri rifiuti ci forniscono il più ricco dei compost organici per la frutta, per la verdura e per i vini biologici. Io esorto il sindaco di Parma a venire a visitare San Francisco, così come hanno fatto oltre cento sindaci in occasione del World Environment Day nel 2005. A lui mostrerò personalmente come recuperiamo, a nostro beneficio, oltre il 70% dei rifiuti che produciamo.
Gavin Newsom

Il Sindaco di San Francisco, Gavin Newsom

02/04/09

Palermo: manifestazione in piazza Indipendenza

Palermo
Il 3 aprile ore 9,00 manifestazione in piazza Indipendenza di fronte palazzo d’Orleans sede della presidenza della Regione Siciliana.
La Giunta Regionale impone ai danni dei cittadini un nuovo bando per la realizzazione dei quattro inceneritori. Le Associazioni e i Comitati Rifiuti Zero Sicilia invitano tutti i cittadini a partecipare.

Lettera aperta in sostegno della Dott.ssa Patrizia Gentilini

Una lettera aperta (e finora non pubblicata dal primo destinatario) a firma di 50 medici e biologi italiani è stata inviata più di 2 settimane fa a “Repubblica”, ma nonostante le sollecitazioni non è stata pubblicata. I mittenti hanno deciso allora di inviarla a diversi giornali nella speranza di ottenere la visibilità richiesta. La lettera è in difesa della dottoressa Patrizia Gentilini, letteralmente “aggredita” verbalmente dal presidente della Provincia di Firenze (oggi candidato sindaco) dopo che la Gentilini si era permessa di esprimere - da oncologa - il suo parere fortemente contrario agli inceneritori e termovalorizzatori (quelli che i medici di mezza Italia ormai chiamano più correttamente “cancrovalorizzatori”). [Fonte: chiaianodiscarica.it]
I moderni inceneritori sono tutt'altro che innocui. E' notizia di queste ore l'esito preoccupante delle analisi compiute sulle diossine e PCB trovati nei polli, nelle uova, nei pesci e in altri animali nei pressi all'inceneritore di Montale a Pistoia. Impianti di incenerimento sotto inchiesta della magistratura o comunque problematici sono all’ordine del giorno nel nostro paese: da Massafra a Terni, da Pietrasanta a Montale, da Collefferro a Modugno, fino al “famoso” inceneritore di Brescia - spesso portato ad esempio dai politici - che ha visto ben 18 aziende agricole dislocate in sua prossimità con il latte fuori norma per i valori di diossine e PCB. Matteo Renzi sostiene l'incenerimento come pratica virtuosa per smaltire i rifiuti. Ciò vuol dire mistificare la realtà e ignorare studi allarmanti sull’alta incidenza tumorale nelle aree prossime ad inceneritori che riguardano non solo l’Italia, ma anche la Francia e l’Inghilterra («Etude d’incidence des cancers à proximité des usines d’incinération d’ordures ménagères» 2008 Secrétariat du Département santé environnement, Institut de veille sanitaire 12 rue du Val d’Osnes 94415 Saint-Maurice Cedex;“The Health Effects of Waste Incinerators” 4th Report of the British Society for Ecological Medicine Second Edition June 2008). [Fonte: viceversa.megablog.it]

Scarica qui la lettera per Patrizia Gentilini

Rete Rifiuti Zero Sicilia: Richiesta di incontro al Presidente della Regione

Palermo 2.04.09

Destinatari:

Presidente della Regione Siciliana, On. Raffaele Lombardo

Presidente dell'Agenzia Regionale Rifiuti ed Acque, Avv. Felice Crosta

Con la presente le scriventi associazioni ed i comitati civici richiedono con urgenza un incontro pubblico, alla presenza dei mezzi di comunicazione, con le Signorie Vostre per discutere a riguardo del Piano Regionale dei Rifiuti e delle azioni che si vogliono intraprendere per la sua attuazione ed in particolare del nuovo bando di gara per la realizzazione degli inceneritori.

Comunichiamo altresì che abbiamo invitato all'incontro i rappresentanti di Belice Ambiente S.p.A - ATO TP2 (Avv. Francesco Truglio), di Ato Kalat Ambiente - ATO CT5 (Dott. Vittorio Di Geronimo), della Società Ecologia e Ambiente S.p.a. - ATO PA5 (Dott. Giuseppe Norata) della Confindustria Sicilia (Dott. Ivan Lo Bello), Della CGIL (Dott. Italo Tripi), di Legambiente (Arch. Mimmo Fontana), del WWF (Ing. Angelo Palmieri), di Italia Nostra (Arch. Leandro Janni) Conferenza Episcopale Italiana (Don Piero Sapienza).
Si resta in attesa di conoscere il luogo e la data dell'incontro che le Signorie Vostre vorranno stabilire.
Si comunica che nell'attesa del vostro cortese ed urgente riscontro le delegazioni dei comitati si troveranno in presidio permanente di fronte a Palazzo d'Orlèans sede della Presidenza della Regione Siciliana a Palermo.

Se necessario si darà inizio ad uno sciopero della fame.

Associazione VIVISIMETO (Graziella Ligresti)
Comitato civico contro l’inceneritore Valle del Simeto (Salvatore Maurici)
Comitato cittadino di Campofranco “No all’inceneritore” (Gianfranco Di Carlo)
Comitato civico contro l’inceneritore di Bellolampo (Maria Gabriella Filippazzo)
Associazione Rifiuti Zero Catania (Paolo Guarnaccia)
Comitato civico “Salute e Ambiente” ONLUS, Adrano (Chiara Longo)
Gruppo spontaneo “Donne e Mamme di Augusta” (Rossana Zerega)
Comitato cittadino contro gli inceneritori “AugustAmbiente” (Conte Giuseppe)
Associazione “Decontaminazione Sicilia” (Luigi Solarino)
Comitato Siracusa Rifiuti Zero (Fausto Campisi)
Rete per la Difesa dei Beni Comuni (Vera Gottfreund)
Associazione Rifiuti Zero Aragona (Franco Cipolla)
Associazione Rifiuti Zero Trapani (Patrizia Lo Sciuto)

01/04/09

Esposto diffida nuovo bando inceneritori siciliani

Associazione VIVISIMETO (Graziella Ligresti)
Comitato civico contro l’inceneritore Valle del Simeto (Salvatore Maurici)
Comitato cittadino di Campofranco “No all’inceneritore” (Gianfranco Di Carlo)
Comitato civico contro l’inceneritore di Bellolampo (Maria Gabriella Filippazzo)
Associazione Rifiuti Zero Catania (Paolo Guarnaccia)
Comitato civico “Salute e Ambiente” ONLUS, Adrano (Chiara Longo)
Gruppo spontaneo “Donne e Mamme di Augusta” (Rossana Zerega)
Comitato cittadino contro gli inceneritori “AugustAmbiente” (Conte Giuseppe)
Associazione “Decontaminazione Sicilia” (Luigi Solarino)
Comitato Siracusa Rifiuti Zero (Fausto Campisi)
Rete per la Difesa dei Beni Comuni (Vera Gottfreund)
Associazione Rifiuti Zero Aragona (Franco Cipolla)
Associazione Rifiuti Zero Trapani (Patrizia Lo Sciuto)

Catania 31.03.2009
Le associazioni e i comitati cittadini sopracitati hanno sottoscritto in data odierna un esposto diffida indirizzato al Presidente della Regione Sicilia, On.le Raffaele Lombardo, e ad altre autorità con il quale manifesta perplessità sulle procedure utilizzate dagli Organi competenti in merito ai bandi per l’affidamento del servizio di incenerimento dei rifiuti di imminente pubblicazione. Nell’esposto si evidenziano un gran numero di violazioni a norme nazionali e a principi della Corte di Giustizia europea. Oltre a contestare la liceità delle procedure relative ai bandi, si manifesta preoccupazione per la scelta del governo regionale di voler smaltire i rifiuti attraverso l’incenerimento sia per ragioni di ordine economico che per gli indubbi danni che si arrecano alla salute e auspica un maggior impulso per la raccolta differenziata porta a porta e il riciclo dei rifiuti.
Scarica l'esposto qui

Connett ha presieduto l'Osservatorio Rifiuti Zero

Lucca, 30 marzo 2009 - All’incontro, oltre a Connett, hanno partecipato l’assessore all’ambiente Alessio Ciacci, Rossano Ercolini, coordinatore italiano del progetto internazionale e i membri della commissione consiliare ‘Ambiente ed Ecologia’. Nel corso dell’incontro sono stati analizzati i dati 2008 della raccolta ‘porta a porta’. Dati molto lusinghieri per Capannori con il raggiungimento della media del 65% di raccolta differenziata. Una percentuale destinata a salire grazie alla prossima estensione del ‘porta a porta’ alle frazioni del Compitese prevista per il 6 aprile. Sono stati inoltre analizzati anche i molti progetti già realizzati sulla riduzione dei rifiuti, tra cui, il distributore del latte alla spina, l’eliminazione delle acque minerali dalle mense scolastiche, le Ecosagre, i pannolini riutilizzabili e i distributori di detersivi alla spina. Connet ha espresso grande apprezzamento per l’impegno profuso per la riduzione degli scarti. Per quanto riguarda le nuove iniziative si è parlato della progettazione di un centro per lo scambio e la vendita dell’usato. Domenica scorsa il sindaco Giorgio Del Ghingaro durante un incontro svoltosi al centro culturale di Tassignano ha consegnato a Paul Connet la medaglia di ‘Capannori Trentanni’ in segno di riconoscimento per l’importante attività che sta portando avanti per la riduzione totale dei rifiuti attraverso il loro completo riciclo.

Fonte Lanazione.Ilsole24ore.com