
Comunicato stampa
Sabato 19 dicembre 2009 , presso il Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma, l’Associazione Diritto al Futuro ha annunciato l’inizio della fase stragiudiziale della vertenza con la quale il Gestore del Servizio Elettrico, l’Enel e altre società distributrici di energia saranno chiamate in giudizio dai cittadini utenti. Erano presenti gli avvocati dell’Associazione e molte delegazioni di Diritto al Futuro provenienti da tutte le regioni italiane, che in questi mesi si sono prodigate nella raccolta delle adesioni. A seguito del raggiungimento di una quota cospicua di adesioni alla vertenza, l’Associazione ha inviato alle controparti richiesta di restituzione di una quota della bolletta elettrica (indicata come tariffa A3) che gli utenti hanno versato alle società distributrici di energia elettrica, e contestualmente al GSE, dal 2001 a oggi. Il motivo della richiesta risiede nel fatto che a beneficiare di tale prelievo – per il quale ogni utente italiano paga mensilmente un sovrapprezzo di circa il 7% - non sono state soltanto le energie rinnovabili, come sancisce una disposizione dell’Unione Europea, ma anche gli inceneritori e la produzione di energia da fonti “assimilate” alle rinnovabili.. Tutto ciò in violazione della direttiva CE77/2001, del D. Lgs 387/2003 e della Legge 286/2006. L’Associazione Diritto al Futuro ha annunciato che darà un termine alle controparti entro il quale dovranno rispondere e/o restituire il maltolto. Nel caso di inadempimento si adiranno le competenti autorità giudiziarie.Info: Associazione Diritto al Futuro
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