13/12/09

Parma: contro l'inceneritore fiaccolata di S. Lucia

Parma 12.12.2009
Alcune centinaia di persone hanno attraversato il centro. Tra loro anche l'ex assessore provinciale Ettore Manno: "E un problema serio, qui nella Food valley, forse abbiamo votato in fretta , forse è stato calato dall'alto. tutta questa gente qualche dubbio ce lo pone"

Un momento della protesta in piazza Garibaldi

E' stata una fiaccolta di grande civiltà, partita alle 16.30 da piazzale S.Croce e arrivata in piazza Garibaldi. Qualche centinaio di persone, tra cui tante famiglie, bambini, tanti slogan e striscioni, ma soprattutto molte fiammelle di speranza. Tra le centinaia di dimostranti anche l'ex assessore provinciale Ettore Manno: "E un problema serio, qui nella Food valley, forse abbiamo votato in freatta, forse è stato calato dall'alto. tutta questa gente qualche dubbio ce lo pone".
GUARDA IL VIDEO | LE FOTO
Secondo i promotori dell'iniziativa l'alternativa c'è e si chiama Centro di recupero. "Costa 10 milioni anzichè 180, non immette gas nell'aria, è attivabile in appena 6 mesi", spiegano dal coordinamento Gestione corretta rifiuti. Per loro si tratta dell'unica risposta all'inceneritore, che il Comune vorrebbe costruire a Ugozzolo. Per ribadirlo hanno sfilato fin sotto le finestre del sindaco in piazza Garibaldi. Una replica natalizia del maxicorteo del 17 ottobre, quando più di mille persone scesero in strada contro il 'mostro fumante'. Santa Lucia, quest'anno, ha portato in dono a Pietro Vignali un popolo in lotta: "Speriamo che le istituzioni tornino sui propri passi - auspicano gli organizzatori - vogliamo lasciare un mondo più pulito ai nostri figli e a chi verrà dopo di noi". Tra i primi sostenitori Greenpeace, Medici per l'ambiente, Amici di Beppe Grillo. Negozi e abitazioni nei giorni scorsi hanno esposto lo stendardo della manifestazione. Sopra al drappo sta scritto: "No all'inceneritore, sì alla salute". "Vogliamo forse che l'inceneritore, previsto a 4 km dal Duomo e a ridosso dell'alta velocità, diventi il nuovo simbolo di Parma?", si domandano i promotori. Per loro l'impianto è "una contraddizione evidente per un'amministrazione che dice di avere a cuore la raccolta differenziata". Il punto, secondo Gcr, è che "la materia non può essere smaltita bruciando, nulla infatti scompare con il calore". Semplicemente, ripetono, con il fuoco le sostanze si trasformano in fumi tossici. "Vogliamo piuttosto che Parma resti famosa per la qualità dell' alimentazione e dei prodotti agricoli".
Continua qui
Fonte RepubblicaParma.it