31 gennaio 2012
È datata 25 gennaio la delibera n. 1/2012 della Corte dei Conti, sezione controllo per la Regione siciliana, che approva la relazione di indagine sulla gestione dei rifiuti solidi urbani nella Regione.
L’indagine è stata avviata per accelerare le iniziative del Governo regionale dirette a riportare “ordine e legalità nella fallimentare gestione dell’isola”. I dati utilizzati (i bilanci del triennio 2007-2009) nella relazione sono stati raccolti durante l’istruttoria in contraddittorio con le società d’ambito. “Il pericolo di grave crisi socio economico e ambientale causa della inefficiente e fallimentare gestione dei rifiuti solidi urbani in Sicilia” ha portato, dopo la denuncia dello stesso Presidente della Regione, alla dichiarazione dello stato di emergenza in materia di rifiuti della Regione, sino al 31 dicembre 2012 (D.P.C.M 9 luglio 2010).
Sono emersi numerosi contenziosi penali sulla gestione dei rifiuti che hanno coinvolto gli organi amministrativi di diverse società d’ambito e uno stato di insolvenza “preoccupante”. Si tratta di vicende che accomunano l’attività dei 27 ambiti territoriali presenti sul territorio siciliano che la l.r. n. 9/2010 a ridotto a 10.
Dai dati raccolti si evince anche che nel passaggio dalla TARSU alla TIA è stata seguita una procedura irregolare nell’approvazione della tariffa da parte delle stesse società d’ambito mentre questo compito sarebbe spettato ai Consigli comunali.
Inoltre non sono da sottovalutare i casi di affidamento del servizio con oneroso corrispettivo superiore del 50%, stabilito sulla base di capitolati che prevedono standard elevati di fatto non riscontrati nei servizi forniti.
Il dissesto finanziario ha determinato l’indebitamento delle società d’ambito dovuto anche al numero elevato di personale (più amministrativo e meno operativo), dei componenti del consiglio di amministrazione e dalla difficoltà nel riscuotere i crediti.
A queste criticità di carattere economico si aggiungono anche le conseguenze sulla salute dei cittadini a seguito delle inadempienza nei confronti dei gestori delle discariche che talvolta hanno precluso l’uso delle stesse con la conseguenza che i rifiuti sono rimasti per lunghi periodi nelle strade.
Tiziana Giacalone
Fonte: Lavoro e Ambiente
È datata 25 gennaio la delibera n. 1/2012 della Corte dei Conti, sezione controllo per la Regione siciliana, che approva la relazione di indagine sulla gestione dei rifiuti solidi urbani nella Regione.
L’indagine è stata avviata per accelerare le iniziative del Governo regionale dirette a riportare “ordine e legalità nella fallimentare gestione dell’isola”. I dati utilizzati (i bilanci del triennio 2007-2009) nella relazione sono stati raccolti durante l’istruttoria in contraddittorio con le società d’ambito. “Il pericolo di grave crisi socio economico e ambientale causa della inefficiente e fallimentare gestione dei rifiuti solidi urbani in Sicilia” ha portato, dopo la denuncia dello stesso Presidente della Regione, alla dichiarazione dello stato di emergenza in materia di rifiuti della Regione, sino al 31 dicembre 2012 (D.P.C.M 9 luglio 2010).
Sono emersi numerosi contenziosi penali sulla gestione dei rifiuti che hanno coinvolto gli organi amministrativi di diverse società d’ambito e uno stato di insolvenza “preoccupante”. Si tratta di vicende che accomunano l’attività dei 27 ambiti territoriali presenti sul territorio siciliano che la l.r. n. 9/2010 a ridotto a 10.
Dai dati raccolti si evince anche che nel passaggio dalla TARSU alla TIA è stata seguita una procedura irregolare nell’approvazione della tariffa da parte delle stesse società d’ambito mentre questo compito sarebbe spettato ai Consigli comunali.
Inoltre non sono da sottovalutare i casi di affidamento del servizio con oneroso corrispettivo superiore del 50%, stabilito sulla base di capitolati che prevedono standard elevati di fatto non riscontrati nei servizi forniti.
Il dissesto finanziario ha determinato l’indebitamento delle società d’ambito dovuto anche al numero elevato di personale (più amministrativo e meno operativo), dei componenti del consiglio di amministrazione e dalla difficoltà nel riscuotere i crediti.
A queste criticità di carattere economico si aggiungono anche le conseguenze sulla salute dei cittadini a seguito delle inadempienza nei confronti dei gestori delle discariche che talvolta hanno precluso l’uso delle stesse con la conseguenza che i rifiuti sono rimasti per lunghi periodi nelle strade.
Tiziana Giacalone
Fonte: Lavoro e Ambiente






















